Se Atene piange, e ci riferiamo alle Città d’Arte da Roma a Firenze, da Venezia a Matera,Sparta rappresentata dai piccoli centri e quelli delle aree interne in particolare,di certo non ride. Due economie con flussi turistici diversi costrette,a causa degli effetti procurati dalle limitazioni del virus a corona, a ricominciare daccapo con poche idee, poche risorse e in un contesto che limita fortemente la movimentazione delle persone. Si parla di turismo di prossimità, formula sperimentata quasi 30 anni fa dai vecchi e autonomi Enti provinciali del turismo, con contenuti e modalità da definire. Ma , auspichiamo, senza illusioni e voli pindarici vista la marcia in più che da sempre hanno le regioni limitrofe come Puglia e Campania. Le nostre aree interne e zone che hanno mostrato una certa vivacità, come il Pollino, nel lavorare e bene tra agriturismo ed escursionismo e nel valorizzare risorse come ambiente, gastronomia e artigianato, hanno una opportunità per riproporsi. In quel solco dell’offerta del turismo dei cinque sensi, evidenziato da economisti, sociologi e operatori specializzati di fuori regione, quale alternativa allo stress cittadino. E, con la teoria forzata della sicurezza da distanziamento, gli spazi liberi del massiccio possono attrarre nuovi visitatori oltre a recuperare gli affezzionati. Non dimentichiamo la buona tavola. Abbiamo sentito Federico Valicenti, cibosofo di fama, e testimone della cucina e della cultura locale nel mondo, dopo aver fatto girare una iniziativa che la regione Valle d’Aosta ha attivato per favorire l’occupazione negli alpeggi e promuovere quelle zone. Un esempio di buone pratica per la Basilicata. E Federico con la consueta umiltà ci aveva segnalato le difficoltà e la crisi delle attività economiche della zona. “Con la chiusura delle attività ristorative nelle are interne – ci aveva detto-non chiuderà solo l’ attività commerciale ma un sistema di rete produttiva fatta da micro aziende che mantengono in piedi anche un presidio sul territorio. È duro sempre di più vivere nelle aree interne. Che la stampa si faccia portatrice di istanze di sopravvivenza dei territori che rappresenta solo la ristorazione tout court ma una rete di piccole imprese”. Una richiesta di intervento alla politica illuminata, affinchè si rimbocchi le mani, investendo in risorse e professionalità per aiutare il tessuto economico delle aree interne e del Pollino, che deve fare i conti con le oggettive e croniche. difficoltà dello spopolamento e infrastrutturali