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Plasmati pedala e fotografa la natura come identità culturale e testimone del tempo

Incontriamo Gaetano dopo una pedalata su una bici mountainbike di 40 chilometri (100 se fosse una bici da corsa o da pedalata assistita) in giro tra la Murgia e il comprensorio materano, che ha fissato su una sequenza di immagini che segnano il ”fiorire” della natura e il cambio delle stagioni. Colori, profumi, con un identità precisa, prima che il verde lasci il posto al giallo nelle diverse tonalità delle varietà cerealicole. Tanta biodiversità che andrebbe valorizzata con il turismo identitario della natura e dei paesaggi che descrive. Chi si muove a piedi o in bici comprende , coglie e apprezza. Altri sono presi dalla sequenza delle immagini e non sanno apprezzare. Una scommessa da cogliere e affrontare se concetti come ”Basilicata sostenibile” vogliono diventare molla e valore aggiunto per la nostra Terra.

Giornata mondiale della biodiversità.
La fotografia di paesaggio non racconta soltanto la natura. Racconta il modo in cui gli esseri umani abitano, coltivano, trasformano e custodiscono il territorio. La biodiversità vive proprio dentro questa relazione fatta di ambiente, culture, lavoro e memoria collettiva. Campi fioriti, varietà agricole locali, prati spontanei e paesaggi rurali non sono scenari immobili, ma ecosistemi vivi in cui piante, insetti impollinatori e comunità convivono in equilibrio.

In primavera, la fioritura di colza, margherite e trifoglio trasforma i campi in un mosaico cromatico e biologico: un nutrimento continuo per gli impollinatori, un sostegno naturale contro i parassiti e un aiuto concreto alla salute del suolo. La biodiversità diventa così un gesto quotidiano di cura e responsabilità collettiva.
Fotografi come Mario Giacomelli, Ansel Adams, Franco Fontana e Luigi Ghirri hanno mostrato come il paesaggio possa essere osservato non solo come natura, ma come identità culturale e testimonianza del tempo. Nelle loro immagini il territorio diventa memoria, segno, geometria e poesia, capace di raccontare il rapporto profondo tra uomo e ambiente.

Difendere la biodiversità significa allora proteggere anche questi paesaggi vissuti, fatti di relazioni, stagioni e saperi tramandati. La fotografia, con il suo sguardo attento, può diventare uno strumento prezioso per osservare, comprendere e custodire questa ricchezza fragile e vitale…e chissà legare il paesaggio ad attività di turismo lento e sostenibile.

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