Se il segretario del pci materano Antonio Nacci avesse avuto con sé la tromba dei Cavalieri della Madonna della Bruna, patrona di Matera, avrebbe suonato la sveglia e la carica per i tanti assenti che hanno preferito non recarsi a Potenza per ascoltare quanto bolle in pentola…per la Basilicata, e per la provincia di Matera soprattutto, in materia di ”Deposito unico di rifiuti radioattivi”, promosso dal movimento politico ”Ora! Basilicata”, e con sottotitolo ” Sicurezza energetica e opportunità per la Basilicata”. La sveglia con tanto di striscioni e slogan, come riportano le cronache e quanto circolato sul web, da quanti al nucleare non ci credono affatto.E,del resto,abbiamo già dato con la presenza del barre di uranio alla Trisaia di Rotondella (https://giornalemio.it/ambiente/le-64-barre-nucleari-della-trisaia-dopo-quasi-60-anni-finalmente-a-secco/ ) alla ribellione e alla marcia dei 100.000 di Scanzano jonico con il presidio permanente dell’associazione ” No Scorie” del 2003, contro la decisione del governo guidato da Silvio Berlusconi di insediare nella cava di salgemma il deposito unico di scorie nucleari a Terzo Cavone. Antonio Nacci non gira intorno alle parole e suona la carica a quanti, a cominciare dai rappresentanti della provincia di Matera-oltre ai comunicati- debbano farsi avanti e impegnarsi in prima persona perché la storia non si ripeta. Del resto, coincidenze?, lo spopolamento della Basilicata, l’emigrazione giovanile, il taglio dei servizi sono coincisi con quella marcia di protesta di 23 anni.Svegliaaa!

IL PERICOLO SCORIE
Come Responsabile cittadino e provinciale del PCI, ma soprattutto come cittadino di Matera, ho partecipato con alcuni Compagni alla contestazione verso chi ha organizzato a Potenza un convegno sulle “opportunità” che deriverebbero per la nostra terra dalla realizzazione del deposito unico delle scorie radioattive.
Al convegno organizzato dal partito politico “ORA” hanno partecipato il prof. Marco Caresana del politecnico di Milano e membro del direttivo di ORA,l’ing. Annafrancesca Mariani direttore della Sogin per il deposito delle scorie radioattive e il dott. Andrea Savi della segreteria di ORA.
Questa iniziativa rientra senza ombra di dubbio nella logica lobbista di chi per evidenti interessi economici sonda il terreno per vedere la reazione dei cittadini.
Tralascio gli interventi dei tecnici intervenuti che da un lato sono serviti a voler convincere della “bontà” delle centrali nucleari visto anche il vento favorevole di una politica energetica del governo meloni che vuole reintrodurre l’utilizzo del nucleare contro il volere degli italiani che più volte si sono già espressi; dall’altro a “rassicurare” sulla sicurezza, ma non tanto, del deposito.
Il vero obiettivo del convegno si è palesato con l’intervento del dott. Savi che attraverso i dati sullo spopolamento della Basilicata, sulla fuga dei suoi giovani, sui bassi salari e uno sviluppo economico stagnante ha fatto passare da buon lobbista come opportunità il deposito unico delle scorie radioattive con annesso parco tecnologico con la furbizia di parlare solo dell’impatto del parco tecnologico.
Sempre il dott. Savi ci ha spiegato della bontà di questa “opportunità” anche con la possibilità di investimenti da parte di fondi di private equity che certo non sono benefattori.

Peccato che in platea non ci fossero i responsabili di questo disastro economico e sociale della Basilicata in primis il presidente “generale” Bardi, gli assessori e tutta la classe politica che siede in via Anzio.
La cosa sconcertante è che erano stati invitati tutti i sindaci dei 131 Comuni Lucani ma solo quello di Rotondella e la sindaca di Genzano hanno partecipato, ribadendo con il loro intervento il rifiuto delle loro comunità e in generale dei lucani sulla localizzazione in Basilicata del deposito.
Quello che però è intollerabile è la mancata presenza del “sindaco” della mia città, forse ancora alle prese con il recupero dalla sbornia mediatica e dal bagno di folla vissuto insieme a tutta la sua giunta il 2 luglio, non trovando il tempo per intervenire al convegno o in sua assenza mandarci il vicesindaco.
Certo è in buona compagnia vista l’assenza anche dei consiglieri regionali “materani” che come lui tacciono.
Voglio rinfrescare la memoria al primo cittadino ricordandogli che Matera è pienamente presente nella carta CNAI delle aree idonee:
Area MT-3 comune Matera;
Area BA_MT-4 comuni Matera e Altamura
Area BA_MT-5 comuni Matera e Altamura
Area TA_MT-17 comuni Laterza e Matera
Area TA_MT-18 comuni Laterza e Matera.
Nel mio intervento, avvenuto in modo concitato perché ostacolato dagli organizzatori ho ribadito la mia personale posizione di cittadino Materano e quella del PCI.
Per noi il 2003 è vivo, ci sposteremo semplicemente da Scanzano ai Sassi di Matera, non abbiamo bisogno di “generali” o sindaci ignavi.
Il mio invito però è ai Materani, perché vigilino su questa brutta faccenda, ne va del nostro futuro ma soprattutto dei nostri giovani.
Non finisce qui.
Antonio NACCI
Responsabile Cittadino
e Provinciale del PCI
