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Mega (Cgil): “Si pensi allo sviluppo sostenibile della Basilicata, non alle candidature. La politica lucana non tradisca il suo popolo”

“Si pensi allo sviluppo sostenibile della Basilicata, non alle candidature. La politica lucana non tradisca il suo popolo. La Basilicata si faccia trovare pronta alla transizione energetica e si apra il confronto a Roma per parlare di sviluppo sostenibile, l’unico possibile”. Così il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, intervenendo sul dibattito sul petrolio che si è riacceso in Basilicata nelle ultime settimane e su cui la Cgil era già intervenuta in apertura delle Giornate del lavoro della Cgil Basilicata, a Potenza, lo scorso 5 settembre. “Alle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul petrolio e alle intenzioni del governo nazionale di rilanciare le estrazioni, accolte dal governo regionale di centrodestra – aggiunge Mega – come Cgil rispondiamo chiedendo di aprire una vertenza. Le rassicurazioni fatte solo a parole dal governo Bardi non sono sufficienti. Servono fatti concreti, altrimenti siamo di fronte all’ennesima enunciazione elettorale. La guerra in Ucraina prima e quella in Medio Oriente poi, hanno messo in evidenza la debolezza dell’approvvigionamento energetico nel nostro Paese – prosegue – I prezzi degli idrocarburi sono alle stelle, con la contraddizione che in Basilicata il costo è il più alto in Italia. Gli interventi sulle accise sono risultate solo una momentanea panacea, con pesanti conseguenze non solo sui cittadini ma anche sulle industrie, sugli autotrasportatori, aggiungendosi all’inflazione galoppante. E in una campagna elettorale permanente solo adesso Meloni si ricorda che in Basilicata ci sono i pozzi petroliferi. Dimenticando che da 40 anni la Basilicata contribuisce al fabbisogno energetico lucano senza avere nulla in cambio. E invece di rimarcare questo aspetto e rispondere a muso duro al governo nazionale, il centrodestra lucano che fa? Utilizza quelle dichiarazioni strumentalmente per mantenere il consenso in vista delle prossime elezioni politiche e regionali. Sarebbe invece il momento che la politica lucana, dopo quarant’anni di estrazioni in Basilicata, si faccia un esame di coscienza su cosa questi quarant’anni abbiano prodotto in Basilicata, e cioè solo una dipendenza delle finanze pubbliche regionali dall’estrazione. Le royalties del petrolio finanziano tutta la spesa primaria: la sanità, l’università, Acquedotto lucano. E poiché in 40 anni di sfruttamento del suolo non si è prodotta alcuna ricchezza, nè in termini di Pil, nè in termini di occupazione, nè in termini di sviluppo e di infrastrutture, è forte la consapevolezza che senza le risorse del petrolio la Basilicata non potrà sopravvivere. I giovani continuano inesorabilmente ad andare via, soprattutto i laureati per i quali non c’è una occupazione dignitosa e all’altezza delle esigenze. In questo contesto, e per il contributo che la Basilicata continua a dare al fabbisogno energetico nazionale – denuncia Mega – non è più accettabile continuare a parlare del petrolio in Basilicata solo in termini di sfruttamento delle risorse. Chiediamo che venga aperto a Roma un tavolo permanente sulla questione energetica lucana al quale la Regione Basilicata pretenda azioni e interventi atti a programmare uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, l’unico in grado di garantire un futuro alle prossime generazioni. Deve essere questo l’unico argomento di discussione con il governo nazionale. Non lo scambio di poltrone che non giova alla discussione politica. Mentre ci si accorda su eventuali candidature future, chi si occupa della Basilicata e degli interessi dei lucani e delle lucane? La vertenza Basilicata – conclude Mega – non è uno slogan ma una realtà. Per questo rilanciamo il nostro appello a Cisl, Uil, Confindustria e organizzazioni datoriali, affinché la vertenza Basilicata approdi a Roma. La vertenza va aperta adesso. Ci rendiamo disponibili alla discussione ma che sia di merito sullo sviluppo sostenibile di questa regione, sulla transizione energetica. Uno sviluppo rispettoso dell’ambiente, che procuri nuova e buona occupazione, che dia spazio e futuro ai giovani che scappano. Questo è il tema e non possiamo delegarlo al governo Meloni”.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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