Cambiano i proprietari, dall’ Iri (Stato) agli imprenditori Riva a Mittal . Sigle in sequenza Italsider, Ilva, Alcelor Mittal e il ritorno dello Stato, ma quella fabbrica mai risanata sul golfo di Taranto ha divorato miliardi di lire ed euro, prodotto sempre meno e bruciato tante vite, a volte in maniera accidentale altre lentamente con quale subdolo e devastante che si chiama tumore. Uomini, bambini, donne ‘consumati’ dal progresso e dall’acciaio comunque. Ma ora siamo a una svolta che attende risposte concrete. Da una parte i processi alle responsabilità e alle irresponsabilità consumate negli anni e dall’altra il possibile fermo degli impianti, a metà aprile, con hanno intimato i giudici, se non ci saranno fatti nuovi. Nel frattempo va avanti il processo al Tribunale di Taranto ” Ambiente svenduto” con Medicina democratica parte civile insieme allo Slai Cobas. Fulvio Aurora per MD, snocciolando i dati di un calvario che dura da troppo tempo, auspica che le richieste dell’accusa vengano accolte. E’ una questione di giustizia e, chissà, di nuova fase di ripresa per Taranto con una parola che da queste parti passa di bocca in bocca: sostenibilità, salute, serenità.

Taranto, 23 febbraio 2021

COMUNICATO STAMPA
Fulvio Aurora, Medicina Democratica, parte civile con SLAI COBAS al MaxiProcesso “Ambiente Svenduto “ al “Tribunale di Taranto: “Giustizia per i danni incalcolabili all’ambiente e alla vita delle persone: anche fra i lavoratori cimiteriali in aumento i morti per patologie da inquinamento ambientale”!
“ Chiediamo che sia fatta finalmente giustizia per i morti da inquinamento ambientale fra i lavoratori e fra la popolazione di Taranto a causa di un ambiente compromesso, in maniera scellerata, da chi ha anteposto gli interessi del profitto a quelli della salute dell’ambiente e delle persone”, ha dichiarato Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie di MedicinaDemocratica, parte civile, con SLAI COBAS per il sindacato di classe, nel MaxiProcesso“Ambiente Svenduto”, in corso nel Tribunale del capoluogo pugliese.
Si tratta di una lista che continua purtroppo ad allungarsi, come ha dimostrato nella sua arringa l’avvocato di parte civile Gianluca Vitale, perchè a morire in maniera “anomala” sono anche i lavoratori del Cimitero di Tamburi, situato a latere dell’area industriale: ben 5 i lavoratori deceduti negli ultimi anni, su un totale di 52, situato a latere dell’area industriale, a 150 metri in linea d’aria dalle canne fumarie dell’ex ILVA: ben 5 i lavoratori deceduti ultimi 5 anni, età media 50 anni, su un totale di 52, per patologie tumorali, come il carcinoma polmonare, mentre altri 4 sono i malati attualmente di patologie tumorali, tutte riconducibili all’inquinamento ambientale, ai fumi di sostanze pericolose disperse nell’aria e nell’ambiente, come la diossina, l’IPA. il benzene, il PCB. Una mappa “inequivocabile” della zona adiacente il Cimitero è stata presentata al pubblico, durante il dibattimento,dallo stesso avvocato Vitale.
“Ci attendiamo- ha aggiunto Aurora- che vengano accolte integralmente le richieste di condanna formulate dai PM Buccoliero, Epifani, Cannarile e Graziano: chi ha distrutto l’ambiente, aggirando le leggi, “taroccando” per anni le analisi e le prove e provocando lutti e sofferenze, deve pagare i suo conto con la giustizia”.
Medicina Democratica è presente da anni, con innumerevoli iniziative, in varie parti d’Italia nella battaglia per la difesa della salute e dell’ambiente, per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, colpiti da malattie dovute all’ambiente di lavoro e per la individuazione delle responsabilità penali, anche attraverso la partecipazione come parte civile in numerosi processi. Fra questi, il processo, tutt’ora in corso, per la morte a causa dell’amianto dei lavoratori ex ILVA, di cui si attende la ripresa
in appello a Lecce. L’impegno per Taranto ha avuto, inoltre, un momento di rilevanza nazionale con il convegno del 13 aprile 2019, su “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di vita”, promosso con altre 15 associazioni: l’alleanza fra lavoratori e cittadini per scelte strategiche nel segno di un radicale cambiamento dei processi produttivi, questo il messaggio, scaturito dal dibattito e dal contributo di esperti e studiosi, più che mai attuale per l’unico futuro possibile