Lucio Battisti e Mogol con l’arcinota canzone ” I giardini di Marzo” ci hanno donato un brano e immagini poetiche senza tempo e che a Matera, nella vecchia villa Comunale di via Tommaso Stilgliani oggi ” Villa dell’Unità d’Italia” troverà un motivo in più per portare a nuove fioriture.

Sono quelli di un progetto che sta coinvolgendo Matera e Vienna, grazie all’imput e alla caparbietà dell’architetto materano Angelo Stagno che da tempo lavora in Austria, nel portare avanti una iniziativa destinata a valorizzare specie autoctone e tante sensibilità e professionalità dal pollice…intriso di cultura verde. Manca poco e il percorso è a buon punto per l’inaugurazione. Al taglio del nastro ci saranno tutti…come spiega nella nota che segue Angelo Stagno, ritratto con Brigitte Mang, direttrice federale dei giardini austriaci, nella foto scattata da Nicola Stagno.

La riscoperta di valori fondamentali nell’Arte di Abitare i luoghi, costituisce un’espressione autentica ed il legame più significativo tra “Storia” e “Cultura” di una Comunità che, come quella materana, si pone a manifesto per la sensibilità nell’utilizzo delle caratteristiche del territorio e delle sue peculiarità, quale esempio di eccellenza in Europa con gli antichi Rioni dei Sassi. La valenza di identità, per usi e consuetudini adottate da intere generazioni di contadini materani, hanno dettato nel corso dei secoli un linguaggio attitudinario di tutto rilievo, caratterizzato da attività produttive e professionalità praticate solo fino a qualche decennio fa.

La proposta di trasformazione in “Orto-Giardino” della Villa Comunale di Matera in Via XX Settembre, denominato “I Giardini di Marzo”, coglie infatti la singolare opportunità di impreziosire questo luogo di aggregazione e rendere testimonianza di quella “Civiltà contadina” quale unica e profonda entità culturale della Città di Matera, paradigma e vetrina di uno tra i più significativi scenari di insediamento urbano “Trogloditico” dell’Italia Meridionale.

A condividere la proposta dell’impianto ad “Orto-Giardino”, promosso dall’iniziativa di un gruppo di cittadini materani impegnati nell’intento di recupero del verde urbano, intervengono anche importanti Istituzioni Europee operanti in ambito specifico. E’ di alcuni giorni fa, infatti, la visita a Matera dell’Architetto Brigitte Mang, Direttrice e Coordinatrice Logistica dei Giardini Federali Austriaci (Oesterreichische Bundesgaerten), un’Istituzione di pregio a carattere internazionale che sovrintende alla cura e tutela di Parchi e Residenze appartenuti alla Corona Imperiale Asburgica.

La Sig.ra Mang ha avuto modo di prendere visione dello stato attuale della Villa Comunale così come degli antichi giardini pensili sparsi nella Città dei Sassi, nonché dei terrazzamenti coltivati ed ancora ben conservati a ridosso del torrente “Gravina”, disposti al margine sud del Caveoso, oltreché gli orti spontanei accuratamente coltivati nei moderni quartieri popolari degli anni ’50.

In un successivo incontro presso la Mediateca Provinciale, alla presenza di importanti figure professionali e dei giornalisti di testate locali, la Sig.ra Mang ha sottolineato l’importanza ed il valore storico-sociale di questo intento, nonché la necessità di salvaguardia attraverso il progetto di “Orto-Giardino” di essenze arboree ed aromatiche, caratteristiche di questo territorio, spesso a rischio di estinzione ma inscindibilmente legate all’identità etico-culturale dei materani.

Ulteriormente si è sottolineato l’importanza ed il ruolo che il Verde Urbano coltivato riveste come risorsa di immagine nonché di progettualità “Sostenibile” per la nostra città.
La proposta è avallata dall’esperienza pluridecennale condotta dai “Giardini Federali Austriaci” per operazioni di “Urban Gardening” in diverse Parchi Urbani e Storici della città di Vienna, a titolo di garanzia per un costruttivo successo de “I Giardini di Marzo” quale proposta di installazione permanente per “Matera 2019”.

“I Giardini di Marzo” si pongono a Progetto Pilota per un’ulteriore estensione dell’impianto coltivato ai Parchi Urbani già esistenti in città, quale quello di Via IV Novembre, limitrofo al vecchio cimitero, così come al Parco della “Collina Macamarda”.

La cura e la gestione degli impianti di specie autoctone di alberi da frutta e piante aromatiche, potrà offrire l’opportunità per la formazione di nuove professionalità quali potatori e giardinieri, affidata a Cooperative Sociali di giardinaggio e cura del verde, costituendo così occasioni lavorative per giovani e meno giovani alla riscoperta di mestieri ormai scomparsi ma insiti nell’identità di quella cultura contadina che intimamente ci appartiene.
Angelo Stagno