L’annuncio dei giorni scorsi è passato quasi in sordina: una nuova laurea magistrale in ”Geologia, ambiente e rischi” da attivare in Basilicata per l’anno accademico 2021-2022. Con pochissimi commenti, ma con tante speranze affinchè una regione, la Basilicata, da sempre con le stampelle a causa di frane, dissesti, calamità di vario tipo e una viabilità a precaria, come dimostrano i cantieri sui comprensori collinari e montani e sulle fondovalli Basentana e Bradanica. Il viadotto Santo Stefano di La Martella, sul versante di Matera, è un esempio di come i territori argillosi siano in movimento. E che dire delle frane di Pomarico, Stigliano,Montescaglioso e di altri centri del Potentino? Sarebbero 10.000 in tutta la regione, il 40 per cento delle quali in movimento. La neo facoltà serve a questo, a dare più ascolto e considerazione a quella rete di esperti che opera, spesso parlando nel vuoto, nella nostra regione. Ci si balocca e si trastulla per altro , con quella facoltà di Medicina e chirurgia a numero chiuso, con un investimento triennale di 23 milioni di euro ( e poi?) che rappresentano allo stesso tempo uno spreco di risorse e un grande errore di programmazione nel settore sanitario. Il campanile non c’entra. Ma c’entra il buon senso. Dopo gli errori, i numeri farlocchi e poco credibili della gestione da covid, la situazione preoccupante delle residenze sanitarie per anziani (rsa) -ne ha parlato Nino Grasso su ”La Nuova del Sud”- e i tagli alla medicina del territorio, alla scarsa appetibilità degli ospedali regionali, che continuano ad alimentare l’emigrazione sanitaria, c’era bisogno di una inversione di rotta. E invece si parla della ”policlinicizzazione” del San Carlo, pozzo di san Patrizio della sanità regionale, e di benefici per la comunità locale. Guardatevi intorno, all’aumento dei tempi delle liste di attesa e all’assenza di confronto tra Regione, enti locali e parti sociali, che continua a restare sulla carta. Maah. Una scelta sciagurata dall’esito scontato, aldilà dei tagli del nastro e delle nomine di quadri, docenti per la neonata facoltà di Medicina di Basilicata. Serviva altra terapia. Siamo,invece, davanti a una trasfusione di euforia fuori luogo, avvelenata dai virus della mediocrità e del protagonismo autocelebrativo. Passi avanti? Con la facoltà di geologia, senz’altro.

Comunicato stampa

Unibas: nuova Laurea Magistrale in “Geologia, Ambiente e Rischi” attivata per l’anno accademico 2021-2022

L’offerta formativa dell’Università della Basilicata si arricchisce con la nuova Laurea Magistrale in “Geologia, Ambiente e Rischi”, attivata per l’anno accademico 2021-2022. Il nuovo corso di Laurea Magistrale presenta un percorso formativo con caratteristiche applicative, basato principalmente sullo studio, monitoraggio e mitigazione dei rischi geologico-ambientali. In particolare, il corso intende preparare figure professionali dotate di una buona preparazione geologica di base e capaci di diagnosticare i diversi rischi geologico-ambientali, suggerendo soluzioni adeguate e sostenibili a supporto di enti e organizzazioni pubbliche e private.
Durante i due anni di studio gli studenti avranno modo di applicare conoscenze geologiche di base alla valutazione e la mitigazione dei rischi naturali e antropici e di acquisire competenze riguardanti tecnologie innovative d’indagine, anche attraverso l’utilizzo di software dedicati. Inoltre, sarà dato spazio a materie di tipo geologico-applicativo, naturalistico e ingegneristico in modo da fornire strumenti utili per la difesa ambientale del territorio. Il percorso di studi comprenderà anche un’attività di tirocinio formativo in aziende o enti di ricerca che operano nel settore dei rischi e delle problematiche geo-ambientali. Infine, gli studenti dovranno frequentare una nutrita serie di seminari professionalizzanti, tenuti da professionisti e aziende del settore, che serviranno a illustrare casi di studio e applicazioni delle materie trattate nel corso, oltre ad approfondire eventuali aspetti normativi. Il professor Giacomo Prosser, coordinatore del Corso di Laurea in Scienze Geologiche, ha spiegato che “il nuovo percorso formativo fornisce una buona conoscenza geologica di base e sia adeguato ad affrontare le sfide richieste attualmente dal mondo del lavoro, con particolare riferimento alle problematiche geologico-ambientali”. Il Presidente dell’Ordine dei Geologi di Basilicata, Leonardo Di Summo, ha invece evidenziato che “le caratteristiche applicative del nuovo percorso formativo, basato principalmente sullo studio, monitoraggio e mitigazione dei rischi geologici e ambientali, sono capaci di formare Geologi più versatili e adatti al mondo professionale”.