Ha ragione l’architetto Pietro Laureano e, aldilà delle tante dichiarazioni e interviste rilasciate, il problema di Matera è proprio quello di non dimenticare il suo passato, la sua anima, che pulsa nel sottosuolo con il sistema di raccolta delle acque, gli ipogei con il loro microclima e di altre peculiarità del quale difficilmente i visitatori vengono a conoscenza. E’ l’effetto dei tour contenuti a poche ore, in media due, con l’immancabile selfie, la scarpinata in centro, la visita a una chiesa rupestre all’ambiente contadino, la degustazione e via. Pietro Laureano,autore del dossier di candidatura che valsero ai rioni Sassi e all’habitat rupestre di Matera-il 9 dicembre 1993- l’iscrizione nel Patrimonio dell’Umanità, a Cartagena (Colombia) quando sindaco della Città dei Sassi era Francesco Saverio Acito, è persona che non ha peli sulla lingua. E se- come leggerete nell’intervista che segue- continua a invitare a non fare altre cavolate e a monitorare come si è intervenuto e si interviene negli antichi rioni tufo. Ha ragione. Perchè accanto ad alcuni interventi esemplari e rispettosi dei luoghi la politica delle ”mani libere” di realizzare comunque strutture alberghiere e ristorative ha fatto emergere tante scelleratezze e con tanti nodi sul piano architettonico, del recupero e anche della sicurezza …verranno al pettine. Già perchè errori ed orrori si pagano. Se ne parlerà, aldilà delle celebrazioni e delle passerelle, nel corso di in convegno organizzato a Matera con Icomos dall’11 al 15 dicembre.Un programma intenso ma che sintetizziamo in una dichiarazione che è a metà dalla provocazione, l’ottimismo e il tenere i piedi ben piantati per terra. Noi li abbiamo e abbiamo un quadro preciso di quello che si poteva fare, è stato disaggregato (l’Ufficio Sassi) e si è lasciato fare. Per ora solo un convegno e con le incombenze, tante, delle opere pubbliche per Matera 2019 con gli sforzi e lo stress (comprensibile) a realizzare quanto possibile per i ritardi accumulati ( e per vari motivi). Responsabilità e a vari livelli tante, anche per le occasioni perse visto che Laureano avrebbe voluto attivare a Matera una struttura di studio, che avrebbe voluto valorizzare l’esperienza di buone pratiche di restauro di Matera passate- con altre esperienze- nei progetti di MaterAvana e MateraRio. Altri tempi…ma tanto rammarico,però. I Sassi e il Parco rupestre hanno bisogno di una cultura di approccio precisa e di qualità. Ma anche di risorse (e non solo finanziarie) adeguate. “Il turismo – dice Pietro Laureano- ha fatto bene a Matera che altrimenti oggi sarebbe una città morta con i Sassi invasi dalle immondizie e in mano alla criminalità. Certamente va gestito, e ancora una volta Matera, con la elaborazione della strategia del turista come abitante temporaneo, può dare indicazioni per altre città d’arte che soffrono gli stessi problemi come Firenze, Venezia e Londra. La criticità è che si possa perdere una occasione così importante, come gli interventi in corso per il 2019, riproponendo la autocommiserazione folcloristica di chi non vede la carica innovativa determinata dall’iscrizione UNESCO. Occorre estendere i vantaggi dell’iscrizione alle Murge e alle Gravine, ai Comuni Lucani e a tutto il territorio e il mondo rupestre. Avvalersi dell’apporto straordinario dell’associazionismo e dei giovani che devono essere messi in grado sempre di elaborare nuove visioni. Recuperare la Matera sotterranea ancora completamente non visitabile adottando metodi di restauro rispettosi di questo immenso patrimonio. Visualizzare l’habitat e le tecniche idriche dei villaggi preistorici. Riorganizzare i sistemi d’acqua su cui si è fondata la città; essi possono costituire una ricchezza di richiamo e visita per Matera ma, se ulteriormente abbandonati, potrebbero anche determinarne la distruzione”


L’INTERVISTA A PIETRO LAUREANO

Pietro Laureano lei è stato l’autore del dossier che ha portato all’iscrizione UNESCO di Matera nel cui venticinquennale avete organizzato con l’ICOMOS Italia un convegno dall’11 al 15 dicembre a Matera. Come vive questo momento?

È con profonda gioia che celebriamo i 25 anni dell’iscrizione UNESCO di Matera. La città arriva a questa scadenza in un momento di grande successo proiettata agli importanti avvenimenti del 2019 in cui sarà capitale della Cultura Europea. L’ICOMOS insieme all’Università di Basilicata e gli altri partner ha voluto marcare l’avvenimento con il convegno scientifico del Comitato Internazionale sulle Economie delle Valorizzazione (ISCEC) e con iniziative basate sulla partecipazione, l’educazione e il coinvolgimento del territorio. Matera, a partire dall’iscrizione del 1993, continua così a dare il suo contributo alla evoluzione della teoria del patrimonio: dall’architettura aulica a quella popolare; dal sito al paesaggio; dal monumento alle genti”. Ne riparliamo dopo il convegno

Perché oggi possiamo dire che l’iscrizione UNESCO di Matera è stata una svolta storica per la citta?

Negli anni ’50 il modo di vivere nei Sassi era considerato inaccettabile per la modernità. Matera fu dichiarata “una vergogna nazionale” e 20.000 abitanti furono costretti a trasferirsi in nuovi quartieri. Le case abbandonate divennero proprietà dello Stato e furono murate per impedire alle persone di vivere nelle caverne. Di conseguenza, i Sassi di Matera diventarono una città deserta: il più grande centro storico in Europa completamente abbandonato. Le abitazioni non abitate e arieggiate subirono un rapido processo di degrado così come le chiese scavate nella roccia che vantavano affreschi medievali meravigliosi.

Dopo l’esodo di massa degli abitanti è emersa la volontà di restaurare, ma nessuno sembrava sapere come. Alcuni volevano preservare il sito com’era: abbandonato, come testimonianza di ciò che era accaduto in passato. Altri hanno proposto di rendere abitabili le abitazioni con grandi trasformazioni. Nella prima opzione Matera sarebbe rimasta deserta: una città museo, impossibile da mantenere. Nella seconda opzione il recupero avrebbe comportato demolizioni e aggiunta di nuove costruzioni.

Quale è stata la scelta giusta per il recupero?

La corretta soluzione è stata il ritorno ad abitare dopo i necessari restauri compatibili con la conservazione dei valori. Tuttavia, la maggior parte dei vecchi abitanti non desiderava tornare, perché il sito era diventato un simbolo negativo e sembrava impossibile adeguarlo ai moderni standard di vita. Inoltre, non si poteva concepire una strategia di recupero senza prima capire esattamente il suo valore e significato e quindi cosa andasse preservato.

Era necessaria una nuova visione e una nuova interpretazione, per ricreare la memoria, la passione e gli interessi dei cittadini, con il coinvolgimento delle associazioni, l’impegno di intellettuali e volontari, stimolando la volontà e l’orgoglio della Comunità. Occorreva presentare una immagine capace di indurre promozione, impegno culturale ed economico. Tutto ciò è stato ottenuto con l’iscrizione nel sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1993, il primo nel Sud Italia. L’iscrizione ha rovesciato il paradigma di Matera come vergogna generando una nuova visione propulsiva.

Come è stato realizzato il successo di Matera?

Nella nuova interpretazione ho presentato i Sassi di Matera come un paesaggio culturale organizzato in base alla scarsità di risorse, alla necessità di un uso appropriato e collettivo e al costante riciclo di esse, al risparmio di terra e acqua, al controllo del calore e dell’energia solare. Essi rappresentano la persistenza di un paesaggio preistorico ancora presente nei labirinti cavernosi sottostanti le strutture costruite. Si tratta di un brillante sistema di gestione delle risorse idriche ed energetiche, dell’organizzazione sociale della comunità, dello spazio abitativo e del modello urbano: un modo di vivere lento, verde e salutare, un modello di sostenibilità. Questo approccio supera la nostalgia estetizzante e populista del mondo contadino scomparso e riscopre radici e identità lontanissime per indicare un progetto per il futuro. Si oppone alla commiserazione della miseria della casa grotta e ne esalta invece l’attualità propositiva tramite il recupero delle conoscenze tradizionali e il loro uso innovativo con le tecnologie web più avanzate; la riabilitazione delle cisterne per la raccolta dell’acqua piovana; i giardini terrazzati; l’uso di abitazioni rupestri e locali sotterranei per ottimizzare il microclima interno.

Così Matera basando il suo futuro sulla cultura e le tradizioni è diventata un’attrazione nazionale e internazionale e con questa strategia ha vinto la competizione, a livello di tutte le città d’Italia, per divenire Capitale Europea della Cultura per il 2019. È la dimostrazione della resilienza degli insediamenti storici e che l’architettura popolare e le tecniche tradizionali non sono qualcosa di superato, ma un sistema di conoscenza geniale che dal lontano passato indica le soluzioni future.

Si teme che il turismo e il successo abbiano snaturato la città. Lei quali criticità vede?

Il turismo ha fatto bene a Matera che altrimenti oggi sarebbe una città morta con i Sassi invasi dalle immondizie e in mano alla criminalità. Certamente va gestito, e ancora una volta Matera, con la elaborazione della strategia del turista come abitante temporaneo, può dare indicazioni per altre città d’arte che soffrono gli stessi problemi come Firenze, Venezia e Londra. La criticità è che si possa perdere una occasione così importante, come gli interventi in corso per il 2019, riproponendo la autocommiserazione folcloristica di chi non vede la carica innovativa determinata dall’iscrizione UNESCO. Occorre estendere i vantaggi dell’iscrizione alle Murge e alle Gravine, ai Comuni Lucani e a tutto il territorio e il mondo rupestre. Avvalersi dell’apporto straordinario dell’associazionismo e dei giovani che devono essere messi in grado sempre di elaborare nuove visioni. Recuperare la Matera sotterranea ancora completamente non visitabile adottando metodi di restauro rispettosi di questo immenso patrimonio. Visualizzare l’habitat e le tecniche idriche dei villaggi preistorici. Riorganizzare i sistemi d’acqua su cui si è fondata la città; essi possono costituire una ricchezza di richiamo e visita per Matera ma, se ulteriormente abbandonati, potrebbero anche determinarne la distruzione.

IL PROGRAMMA

Partecipazione, Territorio, Tradizioni Future: la Cultura della Valorizzazione
2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale
25 anni dall’iscrizione UNESCO di Matera, bilanci e prospettive
Matera, 11-15 Dicembre 2018
Ex ospedale San Rocco, Piazza San Giovanni
2
Editato da:
IPOGEA
Segreteria Organizzativa:
IPOGEA – Via Roma, 595 – Bagno a Ripoli, Florence, Italy
ipogea@ipogea.org

Sito internet:
http://www.icomositalia.com/
3
Martedì, 11 Dicembre
09:30-13:00 Ex Ospedale San Rocco. Piazza San Giovanni.
“TERRITORIO E PARTECIPAZIONE”
(a cura di Pietro Laureano – ICOMOS e Domenico Nicoletti – Parco Alta Murgia)
14:30-17:30 Ex Ospedale San Rocco. Piazza San Giovanni.
INTERNATIONAL CONFERENCE – ICOMOS –ISCEC “Matera, città del sistema ecologico uomo/società/natura: ruolo della cultura per la rigenerazione del sistema urbano/territoriale”
(a cura di Luigi Fusco Girard- ICOMOS-ISCEC)
Mercoledì, 12 Dicembre
09:30-17:00 Ex Ospedale San Rocco. Piazza San Giovanni.
INTERNATIONAL CONFERENCE – ICOMOS –ISCEC “Matera, città del sistema ecologico uomo/società/natura: ruolo della cultura per la rigenerazione del sistema urbano/territoriale”
(a cura di Luigi Fusco Girard- ICOMOS-ISCEC)
Giovedì, 13 Dicembre
08:30-13:45 Scuola Liceo Artistico e Campus Universitario.
14:30-18:30 Campus Universitario.
“PATRIMONIO UNESCO E SVILUPPO SOSTENIBILE: IL CONTRIBUTO DEI GIOVANI”
(mattina a cura di: Cattedra UNESCO dell’UNIBAS, Liceo Artistico e Liceo Classico di Matera, Giovani UNESCO-Basilicata, Fondazione Sassi; pomeriggio a cura di: Cattedra UNESCO dell’UNIBAS, Sportello di Ascolto dell’UNIBAS, Giovani UNESCO-Basilicata, Fondazione Sassi, e con la collaborazione degli studenti del Laboratorio di Genealogia dell’Architettura – primo anno del Corso di Studi di Architettura)
19:00-22:00 Ex Ospedale San Rocco – piazza S. Giovanni.
“MATERA – CARTAGENA – MATERA VENTICINQUE ANNI DOPO” i protagonisti raccontano……e proiezione del filmato della cerimonia di iscrizione, a Cartagena, dei Sassi di Matera nella lista del Patrimonio UNESCO
(a cura clUNESmatera)4
Venerdì, 14 Dicembre
09:30-13:00 Campus Universitario.
“PATRIMONIO E SVILUPPO SOSTENIBILE: PER UNA CONOSCENZA CIRCOLARE” (a cura della cattedra UNESCO dell’UNIBAS e del gruppo di Cattedre UNESCO italiane TEST “Assetto del Territorio, Sostenibilità Urbana, Turismo”)
16:30-19:30 Fondazione Sassi.
“ISTANTANEA SASSI: DIALOGO IN CITTÀ” (a cura di: Cattedra UNESCO dell’UNIBAS, Fondazione Sassi)
Sabato, 15 Dicembre
09:30-13:00 Fondazione Sassi.
“ISTANTANEA SASSI: DIALOGO IN CITTÀ” (a cura di: Cattedra UNESCO dell’UNIBAS, Fondazione Sassi)5
Partecipazione, Territorio, Tradizioni Future
La Cultura della Valorizzazione
11 DICEMBRE, 9:30 – 17:30
Ex ospedale San Rocco, Piazza San Giovanni
9:30 REGISTRAZIONE
SALUTI: Comune di MATERA, FONDAZIONE Matera 2019, Regioni BASILICATA e PUGLIA, Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Parco della Murgia Materana, Elizabeth Nobrega de Araujo Tsakiroglou President The Maria Nobrega Foundation
Introduzione di Pietro LAUREANO Presidente ICOMOS Italia
10:30 TAVOLI DI LAVORO
1. Partecipazione e Territorio
Le istituzioni per una programmazione partecipata
I Comuni Lucani La Murgia Abbraccia Matera
I Gal delle Murge e delle Gravine
I Club per l’UNESCO della Basilicata, Puglia e Campania
La rete dei Parchi delle Murgie e delle Gravine Arte e Architetture Rupestri
Le strade della fiaba
Mirabilia: l’European Network of Unesco Sites
Coordinano Maria Giovanna DELL’AGLIO e Flavio ALBANO 6
2. Tradizioni Future
L’uso innovativo delle conoscenze tradizionali
Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali USA
Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali ROMANIA
La Banca Dati delle Conoscenze Tradizionali e il loro uso innovativo I Parchi Italiani: Capitale natura e cultura banche dati e inventario delle C.T.
Stefano Pisani Presidente della Rete Internazionale delle Città Slow
Elisabeth Nobrega Presidente dell’Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali
Coordinano Domenico NICOLETTI e Antonio PROTA
12:30 CONCLUSIONI
3. Sintesi operativa e scenari di partecipazione
DOCUMENTI DI SINTESI DEI TAVOLI
Pietro LAUREANO Presidente ICOMOS Italia
ICOMOS – ISCEC – INTERNATIONAL CONFERENCE
Matera, città del sistema ecologico uomo/società/natura.
Il ruolo della cultura per la rigenerazione del sistema urbano/territoriale: verso un modello circolare
14:00 – 14:45 SALUTI E INTRODUZIONE
Pietro LAUREANO, Presidente ICOMOS Italia
Luigi FUSCO GIRARD, Vice Presidente ICOMOS Italia
Paolo SALONIA, Consigliere Esecutivo ICOMOS Italia
Salvatore ADDUCE, Presidente Fondazione Matera 20197
Giampaolo D’ANDREA, Assessore ai Beni, Attività e Produzioni Culturali, Economia della Conoscenza, Matera 2019
Raffaello DE RUGGIERI, Sindaco di Matera
Aurelia SOLE, Rettore dell’Università della Basilicata
14:45 – 15:45 INTERVENTI
Luigi FUSCO GIRARD, Vice Presidente ICOMOS Italia
Pietro LAUREANO, Presidente ICOMOS Italia
Domenico NICOLETTI, Parco della Murgia
Teresa COLLETTA, ICOMOS Italia
15:45 – 16:00 COFFEE BREAK
16:00 – 17:30 SESSIONE I
Titolo sessione: Centri storici, Siti UNESCO e sistemi di gestione
Chairs: Maurizio DI STEFANO, Luigi DE FALCO
Interventi a invito sulla base della call for paper:
Luigi DE FALCO, ICOMOS Italia
Franco BOCCHIERI, ICOMOS Italia
Bianca Gioia MARINO, Università degli Studi di Napoli Federico II, ICOMOS Italia8
12 DICEMBRE, 9:30 – 17:00
Ex ospedale San Rocco, Piazza San Giovanni
9:30 – 10:30 SESSIONE II
Titolo sessione: Patrimonio naturale e culturale: prevenzione dai fattori di rischio
Chairs: Paolo SALONIA, Rosa Anna GENOVESE, Luigi PETTI
Interventi a invito sulla base della call for paper:
Rosa Anna GENOVESE, Università degli Studi di Napoli Federico II, ICOMOS Italia
Sandro BARATTA, ICOMOS Italia
Marcello SCHIATTARELLA, Università degli Studi della Basilicata
Antonio CONTE, Università degli Studi della Basilicata
10:30 – 10:45 COFFEE BREAK
10:45 – 11:45 SESSIONE III
Patrimonio e sostenibilità: conservazione integrata ed economia circolare
Chairs: Pasquale DE TORO, Cettina LENZA, Carmen DE LUCA
Maria Rita PINTO, Università degli Studi di Napoli Federico II, ICOMOS Italia
Serena VIOLA, Università degli Studi di Napoli Federico II, ICOMOS Italia
Paolo BIANCAMANO, Università degli Studi di Napoli Federico II
Maria Rosaria ANGRISANO, ICOMOS Italia
Gaia DALDANISE, IRISS – CNR9
Piergiuseppe PONTRANDOLFI, Università degli Studi della Basilicata
Angela COLONNA, Università degli Studi della Basilicata
11:45 – 13:00 DISCUSSIONI
13:00 – 14:00 BREAK
14:00 – 14:15 ISCEC MEETING: INTRODUZIONE
Luigi FUSCO GIRARD, President ISCEC-ICOMOS (International Scientific Committee on Economics of Conservation of ICOMOS)
14:15 – 15:15 INTERVENTI
Introduction on European Quality Principles for Cultural Heritage Interventions
Christer GUSTAFSSON, Uppsala University (Secretary General ISCEC-ICOMOS)
Thomas COOMANS, KU Leuven
Christian OST, ICHEC Brussels Management School, Bruxelles (ISCEC)
Pasquale DE TORO, Università degli Studi di Napoli Federico II (ICOMOS)
Maria CERRETA, Università degli Studi di Napoli Federico II (ICOMOS)
Cristina GARZILLO, ICLEI Friburgo10
15:15 – 15:30 COFFEE BREAK
15:30 – 17:00 INTERVENTI
The role of cultural heritage for circular urban regeneration
Antonia GRAVAGNUOLO, CNR-IRISS, ICOMOS Italia
Francesca NOCCA, Università degli Studi di Napoli Federico II, ICOMOS Italia
Martina BOSONE, Università degli Studi di Napoli Federico II, ICOMOS Italia
Silvia IODICE, Università degli Studi di Napoli Federico II, ICOMOS Italia
Anna ONESTI, MIBACT, ICOMOS Italia
17:00 – 17:30 DIBATTITO E CONCLUSIONI
Scientific committee
Luigi Fusco GIRARD
Pietro LAUREANO
Organizing committee
Antonia GRAVAGNUOLO
Martina BOSONE
Francesca NOCCA11
13 DICEMBRE, 8:30 – 18:30
Scuola Liceo Artistico e Campus Universitario
14:30 – 18:30 CAMPUS UNIVERSITARIO
“Patrimonio UNESCO e sviluppo sostenibile: il contributo dei giovani” (mattina a cura di: Cattedra UNESCO dell’UNIBAS, Liceo Artistico e Liceo Classico di Matera, Giovani UNESCO-Basilicata, Fondazione Sassi; pomeriggio a cura di: Cattedra UNESCO dell’UNIBAS, Sportello di Ascolto dell’UNIBAS, Giovani UNESCO-Basilicata, Fondazione Sassi, e con la collaborazione degli studenti del Laboratorio di Genealogia dell’Architettura – primo anno del Corso di Studi di Architettura)
13 DICEMBRE, 8:30 – 18:30
Ex ospedale San Rocco, Piazza San Giovanni
19:00 “Matera-Cartagena-Matera venticinque anni dopo”
(a cura di: clUNESmatera con la partecipazione dell’Associazione Giovani per l’UNESCO)
A venticinque anni dall’inserimento di Matera e dei suoi Sassi nelIa Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, i sei testimoni presenti alla sessione UNESCO di Cartagena de Indias del 9 dicembre 1993 propongono pubblicamente ricordi, sensazioni ed emozioni, in una riflessione collettiva sullo storico evento. Sarà proiettato il filmato della cerimonia di iscrizione realizzato a Cartagena.
Interventi programmati (10 minuti ciascuno):
Saverio ACITO, L’impegno e il sostegno del Comune nella proposta di Matera, tra entusiasmi e dubbi
Giovanni SCANDIFFIO, La difficile e avventurosa comunicazione da Carta­gena verso l’Italia
Francesco MUTIDIERI, L’impegno e il lavoro della Fondazione Sassi
Raffaele GIOIOSO, l’attenzione e l’impegno di Ipogea
Michele BUONO, immagini, colori e sensazioni catturate dalla telecamera
Pietro LAUREANO, una sfida per il futuro12
14 DICEMBRE, 9:30 – 13:00
Campus Universitario
“Patrimonio e sviluppo sostenibile: per una conoscenza circolare” (a cura della cattedra UNESCO dell’UNIBAS e del gruppo di Cattedre UNESCO italiane TEST “Assetto del Territorio, Sostenibilità Urbana, Turismo”)
14 DICEMBRE, 16:30 – 19:30
E 15 DICEMBRE, 9:30 – 13:00
Campus Universitario
Fondazione Sassi “Istantanea Sassi: dialogo in città” (a cura di: Cattedra UNESCO dell’UNIBAS, Fondazione Sassi)13