Crisi idrica: Necessari stato calamità, cabina regia e investimenti

Non ha dubbi il presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue (Anbi) ), Francesco Vincenzi su come affrontare la crisi idrica, che sta creando e non pochi problemi al settore primario e alle popolazione. Cambiamenti climatici, ma fino a un certo punto. In Basilicata, vecchia storia, sprechi consolidati e con una rete di distribuzione da riqualificare o sostituire in alcuni punti per vetustà. Ma servono anche investimenti,per completare quello che è rimasto a metà, attivare la rete dei laghetti proposta da Coldiretti, semplificare i tempi della burocrazia e incrementare la copertura finanziaria del Pnrr che garantisce appena 880 milioni di euro rispetto ai 4,2 miliardi di opere progettate.
” Cambiamenti climatici, sostenibilità ambientale ed economia bellica sono temi di stretta attualità che i Consorzi di bonifica stanno cercando di dare delle risposte -ha detto Francesco Vincenzi, nel corso di una iniziativa promossa a Matera dalla Coldiretti di Basilicata sul tema della crisi idrica. La siccità di questi giorni è la dimostrazione che i cambiamenti climatici stanno coinvolgendo il Paese in una crisi che non si è mai vista .L’autosufficienza energetica ed alimentare dovrebbero essere gli obiettivi del nostro Paese, ma senza l’acqua però l’agroalimentare non riusciamo a produrlo. Occorre un piano di investimenti che vada ad efficientare la rete e investimenti che vadano a chiudere dei percorsi e quegli schemi irrigui che ancora oggi non sono terminati. Ma sopratutto occorre creare, in buona parte del Paese, una rete di invasi e insieme a Coldiretti, un piano laghetti , che ci permetta di trattenere l’acqua quando piove e distribuirla quando nel abbiamo bisogno. Tutto questo dovrebbe portare a un aumento del trattenimento dell’acqua da un 10 a un 30 per cento. Oggi non piove e quando l’acqua va al mare non riesce più a dare beneficio che potrebbe dare”

Da qui la richiesta di misure urgenti, per evitare il fallimento delle imprese e arginare la crisi. “Purtroppo la crisi idrica di questi giorni -aggiunge il presidente di Anbi- ci porta a chiedere da una parte lo stato di calamità e dall’altra una cabina di regia con a capo la Protezione Civile, che regolarizzi in tutti i bacini idrografici quelli che sono i rilasci da monte e ai prelievi a valle . Se tutto questo non viene fatto si creano conflitti sulla risorsa, sugli usi, tra i territori . In questo momento, invece, l’unica cosa da fare è mettere insieme le forze , lavorare in sinergia per diminuire al massimo quello che è un danno. Il governo ci ha convocato, sta ragionando sul come affrontare la tematica e auspichiamo che in sede di conferenza Stato Regioni, insieme al Governo, si prendano quelle decisioni tali da far nascere lo stato di emergenza e, dall’altra parte, trovare le risorse per fare quegli interventi urgenti e indifferibili che metterebbero -non dico in sicurezza immediata i nostri territori, in relazione ai cambiamenti climatici- ma darebbero al nostro Paese una prima risposta”. E poi la burocrazia, antica palla al piede del mancato sviluppo del BelPaese e di opere che servivano da ieri…
“Tempi brevi e ridurre quelle lungaggini burocratiche per appaltare ed eseguire le opere: 4,2 miliardi di progettazione pronta ma 880 milioni di euro a disposizione del Pnrr. Dobbiamo rimodulare, ripensare in velocità quello da mettere in campo per dare risposte- precisa Il presidente dell’Anbi.Il piano laghetti di Coldiretti nasce per dare risposte non solo sul piano economico ma ai territori , eliminando il cemento, utilizzando terre e rocce da scavo ad altissimo valore ambientale. Questa acqua deve servire per le popolazioni, per la produzione di energia elettrica , per sistemare su questi laghetti impianti fotovoltaici galleggianti , per l’utilizzo dell’agricoltura che deve continuare a produrre questo straordinario agroalimentare e deve continuare a dare risposte dal punto di vista ambientale, perché un territorio senz’acqua è condannato a soffrire.

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