HomeAmbienteCon la ferrovia dei parchi nel cuore verde dell'Appennino, E la Basilicata?

Con la ferrovia dei parchi nel cuore verde dell’Appennino, E la Basilicata?

Un locomotore diesel Fiat Breda degli anni ’70, in livrea marrone, rossa e verde, e un convoglio di carrozze ”centoporte” degli anni Venti e Trenta con un vagone postale, per una ”esperienza lenta e panoramica” nel cuore verde dell’Appennino, come sintetizza l’invito – che abbiamo raccolto sabato 14 marzo-della ”Ferrovia dei Parchi” che tocca i Parchi nazionali della Maiella, d’Abruzzo-Lazio e Molise e la Riserva MaB Alto Molise tutela dell’Unesco.

Ne è valsa davvero la pena per quanto si può ammirare lungo un percorso di 128 chilometri,che collega Sulmona a Isernia con una galleria lunga oltre 3000 metri che attraversa il Monte Pagano al confine tra Abruzzo e Molise. Una tratta che sale dai 348 metri di Sulmona ai 1226 di Roccaraso, raggiungendo – ne citiamo alcuni- i centri di Campo di Giove,Rivisondoli-Pescocostanzo e Palena. E proprio in questo piccolo centro di appena 1200 abitanti abbiamo effettuato una escursione, dopo essere scesi in stazione e raggiunto quel centro in autobus, che abbiamo apprezzato per potenzialità di una offerta che ci piacerebbe vedere anche in Basilicata, magari recuperando tratte dismesse o sottoutilizzate delle ex Ferrovie dello Stato (oggi Trenitalia) nel Potentino, o delle ex Calabro Lucane (oggi FaL)nel Materano tra Montescaglioso e il comprensorio dei calanchi da Ferrandina a Pisticci a Montalbano. Ma servono volontà precise e cultura d’impresa, che sono il freno (purtroppo) di tante potenzialità che continuano a restare tali in Basilicata. Serve una spinta dal basso…come fecero,nel caso della Ferrovia dei parchi, i volontari dell’associazione ”Le Rotaie”. Si attivarono perché quell’antica tratta che saliva sui monti, un tempo denominata ”Transiberiana” d’Italia” ma anche ” La Napoletana” tornasse a essere percorsa da un treno con finalità turistiche. Oggi quella linea è una realtà (grazie anche a una legge nazionale sui ferrovie turistiche servite da treni d’epoca)come abbiamo sentito dalle ”entusiaste e preparate” guide della agenzia Pallenium Tourism che gestisce il servizio www.ferroviedeiparchi.it. E abbiamo verificato sul campo quanta importanza abbia per quei centri dell’interno il passaggio e la fermata di un treno, che porta comitive di turiste accolte dalla partenza a Sulmona e durante il percorso da una allegra brigata di musicisti della tradizione locale.



Per i visitatori salire in quota, dopo essere scesi dal treno d’epoca, sulle stazioni sciistiche per divertirsi sulla neve o compiere escursioni, in una natura dalle tante attrattive, è una opportunità che lascia il segno.E se si aggiungono storia e cultura, come quelle che abbiamo ascoltato a Palena dalle guide Annamaria e Lucia, il tour rafforza i concetti di memoria e identità del territorio. La Basilicata, come Molise e Abruzzo, ha tanto da offrire a cominciare dai piccoli centri come Palena (Chieti),ubicata nel geoparco della Maiella tra il monte Porrara e il fiume Aventino. Un borgo che ha appena 1200 abitanti ma che ha tanto da raccontare e che si è ben attrezzata per ricevere i visitatori sia sul piano ricettivo che dei collegamenti.

Da vedere e scoprire, nel solco di una economia legata un tempo all’allevamento ovino, alla filiera della lana, delle gualchiere, alla presenza di luoghi dell’anima e della Resistenza come l’eremo celestiniano della Madonna dell’Altare, per giungere in Paese che evidenzia la stratificazione di varie epoche e con due attrattive come il Castello Ducale e il piccolo (appena 99 posti) Teatro Aventino resistito a tanti tentativi di chiusura… E le sorprese non mancano con quel museo geopaleontologico che è una miniera di reperti per appassionati di tutte le età, a cominciare dai ragazzi che hanno uno spazio didattico per conoscere ed esercitarsi, magari riproducendo quel fossile di pesce (uno dei tanti) scoperto dal paleontologo autodidatta Erminio Di Carlo, scomparso nel 2011, che ebbe l’idea di istituire un museo geopaleontologico. Finita? Palena è fatta per le escursioni e c’è davvero l’imbarazzo della scelta, nelle diverse stagioni dell’anno alla scoperta delle orchidee e della fauna in movimento, come l’orso marsicano al quale è dedicato un museo. E poi il ritorno a valle alla stazione per riprendere il treno della ferrovia dei parchi fino a Sulmona,città natale del poeta Ovidio, gustando confetti e altre specialità del luogo…
IL MUSEO GEOPALEONTOLOGICO



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