In pensione fontane in ghisa, beverini, zampilli e via elencando? E al loro posto le ”case dell’acqua”, che sono già nelle grandi città da Roma a Firenze e anche in alcuni piccoli centri? L’idea avanzata da Pio Abiusi è interessante, tanto più che quel sistema (fatevi pure una cultura sulle pagine social per tipologie di acque e dei costi) garantisce l’erogazione di acqua salubre e priva di batteri. Aspetto da non escludere, perchè trattasi di un inconveniente procurato dagli utenti, dall’ abbeveraggio episodico di volatili cani, insetti o da componenti atmosferici come polveri o smog. L’investimento, la formula è da verificare con le imprese fornitrici, potrebbe farlo l’Amministrazione comunale, attingendo a un piccola quota della tassa di soggiorno con le case dell’acqua da installare in centro, nei rioni Sassi o nei luoghi di arrivo e partenza dei turisti. Ma potrebbe farlo anche Acquedotto Lucano, alle prese con gli investimenti per rimediare agli sprechi di una rete distributiva da ammodernare e che continua a procurare, soprattutto nei centri montani, disagi all’utenza. Nel frattempo ai turisti va garantita acqua gratis laddove ci sono fontanelle che vanno mantenute in efficienza. Niente sprechi, naturalmente, ma i punti pubblici per dissetarsi vanno assicurati. E quando questo non accade arriva la sequenza di segnalazioni sul perchè la fontana di via Madonna delle Virtù non funziona, per esempio, o la segnalazione del turista che il costo delle bottigliette in pet viaggia a prezzi ondulanti. Su questo c’è il mercato libero e i servizi costano. La borraccia da casa. Dopo un po’ il mezzo litro finisce. E la borraccia va riempita alla fontanella pubblica o alla fonte della cortesia…di un esercizio pubblico.

LA PROPOSTA DI PIO ABIUSI
E’ noto che è un momento particolare per la Basilicata , le riserve idriche scarseggiano ed il consumo bisogna razionalizzarlo. In una sua Pec rivolta ai sindaci lucani l’Amministratore Unico- così dicono che sia- di Acquedotto Lucano l’Ing. Alfonso Metello Francesco Andretta ha evidenziato che “La risorsa idropotabile addotta dagli schemi di approvvigionamento primari si sta progressivamente riducendo generando una situazione di crisi idrica che potrebbe acuirsi per effetto del protrarsi della situazione di siccità che sta interessando i nostri territori” e che non riusciamo – ma questo lo aggiungiamo noi per lui- a trovare un elettrauto che possa allacciare le pompe di sollevamento alle adduttrici che dall’invaso della Camastra assicura l’acqua all’impianto di potabilizzazione che serve Potenza e 13 comuni limitrofi, L’Ing. Andretta, spera nella buona sorte, utilizza pompe vecchie di 40 anni. L’Amministrato Unico di AL si è raccomandato ai Sindaci di voler adottare apposite ordinanze improntate ad uno scrupoloso utilizzo della risorsa idropotabile al fine di evitare grave pregiudizio alla collettività.
Il buon sindaco di Matera si è prontamente attivato emettendo apposita ordinanza il 27 Giugno per limitare il consumo dell’acqua potabile ed in essa conclude con un invito alla cittadinanza ad un uso razionale e corretto del prezioso bene, ha riconosciuto la massima importanza alla collaborazione attiva di tutti ma ha previsto anche sanzioni pecuniarie da 25 a 500 euro.
Ovviamente l’ordinanza vale per la cittadinanza non già per il popolo dei 5 Stelle che si aggira nelle stanze del sindaco tanto è che sull’albo pretorio, ad oggi, quella ordinanza sindacale è considerata scaduta e quindi non consultabile. L’invito a ridurre i consumi era valido per i cittadini che erano anche sanzionabili e non già per il predetto popolo dei 5 Stelle. Il sindaco può permettersi di sprecare acqua potabile dalle due cannule della Fontana Ferdinandea posta in P.zza Vittorio Veneto con un getto continuo ed ininterrotto H24; malgrado l’emergenza idrica nessuno ha pensato di interrompere l’erogazione. Il sistema adottato per assicurare acqua potabile ai cittadini ed ai turisti è datato e si attaglia al sindaco promotore dell’iniziativa; eravamo nel 2016 ed il Sindaco De Ruggieri in un suo comunicato dichiarò :“L’ente regionale ha assunto l’onere di adottare la gestione della storica fontana materana attraverso l’allacciamento diretto alla rete idrica potabile. Con tale soluzione sono state superate le pesanti limitazioni esistenti per la non potabilità dell’acqua, di cui spesso turisti e cittadini erano inconsapevoli. Oggi, quindi, la potabilità dell’acqua è garantita e la fontana, oltre alla qualità estetica, offre un servizio concreto alla comunità dei residenti e dei visitatori” Ovviamente dire che oggi ,2024,per garantire l’acqua potabile alla comunità non si usa più il fontanino ma la “casa dell’acqua” è parlare da marziani?
i 5 Stelle che sono nati un po’ dopo sanno cosa è la “Casa dell’Acqua? Ne dubitiamo !
In quella occasione l’ottimo e compianto ingegnere Michele Vita, amministratore unico di Acquedotto lucano, suo malgrado ma in vista del 2019 dette “un concreto contributo per l’innalzamento dei livelli qualitativi dei servizi al pubblico nella città di Matera”SIC!
L’erogazione di acqua potabile da quelle cannile va sospesa e se si vuole offrire acqua di qualità ai cittadini si installino delle “casa dell’acqua”

