Oltre 20 metri quadrati di verde per abitante ma da organizzare, gestire per assicurarne una piena fruibilità. E Matera, con il piano di gestione e manutenzione del verde, venuto fuori durante il mandato dell’assessore Giuseppe Tragni, e in fase di valutazione nella commissione ambiente, può contare a detta del consigliere comunale Angelo Bianco su un valido strumento di programmazione. Lo confermano i dati raccolti e i percorsi indicati per la tenuta di parchi, giardini, con una valutazione delle diverse essenze arboree. Il lavoro, va detto, non è stato presentato alla città e, pertanto, rinviamo a quel momento una valutazione su contenuti e filosofia di intervento e di gestione. Il consigliere Bianco mostra il pollice verde ed esorta Amministrazione e colleghi ad approvare il Piano in consiglio per l’adozione. E va oltre guardando alla operatività del Programma, alla definizione e approvazione dei regolamenti e alla dotazione di un ufficio verde che contempli tutte le professionalità necessarie affinchè il servizio sia gestito in maniera ottimale. Ed è quello che manca da un ventennio buono.La città ha bisogno di curare il patrimonio arboreo e floreale autoctono, senza introdurre “Piante’’ -come accaduto in passato- estranee alla nostra tradizione arborea e con un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella adozione degli spazi di pertinenza, che finiscono -a volte- nella sempre più onerosa gestione pubblica, perché divenute ‘’residuali’’ pur appartenendo a lottizzazioni private. Matera attende di vedere- risorse finanziarie permettendo- tanto verde ben curato, gestito e attrezzato, alberature da sostituire o da reimpiantare come accaduto in piazza Vittorio Veneto con la rimozione di palme per varie cause o di una ipotesi sostitutiva rimasta sulla carta https://giornalemio.it/cronaca/addio-palme-in-piazza-v-veneto-ma-ce-una-proposta/ e non più realizzata.
L’auspicio è che sia la volta buona per dare a Matera un futuro verde, tra sostenibilità, produttività e qualità dell’arredo urbano. Tocca al consiglio comunale fare il primo passo..


PIANO DI GESTIONE E MANUTENZIONE DEL VERDE PUBBLICO DEL COMUNE DI MATERA: SI PORTI SUBITO IN CONSIGLIO COMUNALE PER LA SUA ADOZIONE
Finalmente Matera potrà fruire di uno strumento urbanistico, moderno ed adeguato, in grado di gestire il grande patrimonio del Verde Pubblico della Città dei Sassi. Lo strumento è in fase di approvazione da parte della competente commissione ambiente e dovrà subito traghettare in consiglio comunale per la sua definitiva approvazione.
A dire il vero la Città, già da tempo, avrebbe dovuto adeguare il superato Regolamento alla vigente normativa Nazionale. Tuttavia, pur se a fine consiliatura, l’amministrazione comunale ha colto i richiami provenienti da più consiglieri comunali che hanno sollecitato e creduto in uno strumento innovativo che finalmente potrà essere gestito da una piattaforma informatica pubblica per favorire facile acceso al pubblico. In fase di attuazione il piano potrà risolvere questioni significative per i cittadini soprattutto se si considera che il Verde Pubblico totale in Matera supera di gran lunga 120 ettari prevalentemente rappresentati nelle sue entità numeriche da Parchi e Giardini (32 ettari circa) Aree Boscate ( 45 ettari), Aiuole e Rotatorie ( 41 ettari), Verde Scolastico ( 4 ettari), Aree e Spazi per compensazione Ambientale e per Piantumazione di nuove essenze oltre ad aree minori e nuovi parchi.


Dal nuovo piano emerge che la Città di Matera ha un Verde Pubblico pari a 21 mq/abitante, parametro che porta la Città a esprimere, con soddisfazione, valori superiori alla media nazionale. Purtroppo questo dato non è mai stato valorizzato nella sua interezza perché continua a scontare le croniche carenze dell’Ufficio del Verde che, nonostante gli sforzi profusi dalle varie amministrazioni che si sono avvicendate, non è mai stato in grado di mettere a regime valori di controllo e gestioni elevate, pagando dazio sia in termini di manutenzione ordinaria che straordinaria. Non si possono sottacere i pericoli sempre attuali che provengono, soprattutto in occasioni di forti piogge o giornate particolarmente ventose, da alberi di notevole statura che piombano su case o automobili creando danni ai privati; senza tralasciare le incertezze più volte manifestate dall’Ufficio su tematiche tecniche riguardanti alberi in spazi privati, alberi pericolanti o non più adeguati agli spazi interni per il loro sproporzionato sviluppo e per i quali l’amministrazione non ha saputo dare risposte adeguate alle richieste dei cittadini. E’ chiaro, quindi, che il Piano del Verde perché non rimanga “lettera morta” necessita di una fase attuativa e programmatoria da mettere in atto subito dopo l’approvazione in consiglio comunale che passi attraverso un razionale governo di settore; ovvero attraverso una vera riorganizzazione degli Uffici comunali e, nello specifico, dell’Ufficio del Verde notoriamente carente di personale qualificato, che andrebbe per legge diretto da specifiche figure, dottori Agronomi e dottori Forestali, unici a poter valutare gli aspetti fitosanitari e le patologie connesse degli alberi. L’aspetto più spinoso ed ignorato è che l’Ufficio del Verde è sempre stato notoriamente privo di personale tecnico specialistico. Serve pertanto uno strumento di qualità, un Ufficio autonomo, indipendente da altri settori, dotato di un organico in grado fare costanti programmi, attuare i relativi Capitoli di spesa, monitorare costantemente il territorio per fronteggiare le situazioni di crisi di piante deperite o cadenti, etc. Soltanto con un organico di qualità l’Amministrazione potrà rendere fruibili i suoi “Parchi e i Giardini e le grandi Aree Boscate esistenti solo sulla carta che, di fatto, non sono completati nei lavori, non sono pubblicizzati nè risultano di facile fruibilità, come il Parco di Serra Venerdi, l’Area Camper di Serra Rifusa e lo stesso Parco di Macamarda, aree molto significative se si considerano le loro entità, spazi verdi di cui i cittadini non ne hanno ancora l’esatta percezione e utilità. Insomma, il Piano del Verde va accolto con soddisfazione soprattutto perché è una delle cose “migliori e concrete” che l’Amministrazione comunale da in lascito alla città. Riporta in superficie una risorsa naturale sulla quale basare le future scelte strategiche degli strumenti di governo e del territorio.
Il consigliere comunale
Angelo Bianco