Se scattate foto o selfies con lo sfondo prospettico sui rioni Sassi da salita Duomo, all’altezza del ” Belvedere ” dedicato allo storico locale Raffaele Giura Longo, vi resterà una immagine davvero unica. Ma se provate a guardare di sotto e allora, come fanno tanti turisti e cittadini, non c’è che da scuotere la testa per l’incuria e il degrado che è sui tetti, deteriorati di vecchie abitazioni. E così si alternano erba e arbusti spontanei e rifiuti stanziali come un vecchio tavolino in resina, immaginiamo, frutto di bravate del passato. Senza dimenticare i rifiuti dei maleducati in transito. Non è affatto un bel vedere, tanto più che a pochi metri dal degrado- approssimandosi alla porta di Suso- l’immagine dall’alto in basso è migliore con un tetto-prato, ben tenuto da privati. Presumiamo che i tetti degli immobili del degrado siano di proprietà privata. Ma non per questo, dopo gli accertamenti del caso, non si debba intervenire con un richiamo o una diffida o effettuare la ”pulizia” con spese a carico degli inadempienti. Giriamo la segnalazione all’Amministrazione comunale ,che nelle scorse settimane si è prodigata per lo scoprimento della targa a ricordo di Lello Giura Longo. Anche lui, ne siamo certi, conoscendone l’indole e l’amore per la città si sarebbe attivato. Dal suo belvedere si deve poter ammirare uno scorcio di paesaggio e storia cittadina, fuori dalla retorica della vergogna che sentiamo in tutti i discorsi e dalle pessime prassi del degrado, che continuano a caratterizzare (è il caso delle deiezioni canine e non solo) i tanti “scuro-chiari” di Matera 2019.