Domani, Martedì 16 Aprile, alle ore 17,30 nella sede del WWF a Potenza (Gradinata IV Novembre n° 6) avrà luogo un’assemblea di incontro tra le associazioni No Triv lucane e delegazioni di studentesse e studenti lucani per discutere sulla possibilità di organizzare insieme una manifestazione regionale in occasione del 24 Maggio, data mondiale del nuovo FFF (Friday For Future).

L’incontro assume connotati ancor più significativi all’indomani della 2 giorni a Milano , dove lo scorso week end (12 e 13 aprile) è stato deciso: l’avvio di un percorso costituente del movimento #FRIDAYSFORFUTURE ITALIA , la data del 24 maggio per il 2° Sciopero Globale e una prossima Assemblea Nazionale da tenersi a settembre Napoli.    (https://giornalemio.it/cronaca/aperto-il-percorso-costituente-del-fridaysforfuture-italia/).

In allegato la lettera di invito all’incontro di Potenza.

Lettera alle studentesse ed agli studenti della Basilicata

Scriviamo a voi come associazioni di donne ed uomini che da anni si battono perché la Basilicata non cada nel monopolio delle grinfie delle multinazionali che da decenni sfruttano il sottosuolo, inquinando la terra, l’acqua, l’aria, ricercando ed estraendo petrolio e gas.

I dati ufficiali parlano da soli. Ad oggi in Basilicata si estrae più dell’80% del petrolio italiano, ben 487 pozzi petroliferi sono stati perforati dal 1921 ad oggi. Ci sono 19 concessioni di coltivazione, 6 permessi di ricerca già accordati, una concessione di stoccaggio, 4 pozzi utilizzati “per altro scopo” (in primis reiniezione dei fanghi di trattamento e produzione), 6 “potenzialmente utilizzabili”, 14 pozzi sterili/abbandonati, di cui 8 incidentati.

Ci sono ben 39 centrali di raccolta e trattamento, di cui 27 per trattamento di olio greggio; 12 di gas naturale. Tra le centrali di raccolta le più importanti sono le tre raffinerie dette “centri oli” (impianti di prima desolforizzazione del greggio). La prima ha sede a Pisticci, in Val Basento.

Ricade in una zona SIN(Sito di Interesse Nazionale) fortemente inquinata e dove vengono smaltiti ogni giorno enormi quantità di reflui presso l’impianto Tecnoparco Valbasento S.p.A, attualmente al centro di un processo ribattezzato “Petrolgate” per reati, tra l’altro di contraffazione dei codici CER (Codici Europei Rifiuti speciali). L’altra, il Centro Olio Val d’AGRI (COVA), è la più grande piattaforma estrattiva in terraferma di Europa, tratta olio e gas proveniente da 26 pozzi, prima che gli idrocarburi vengano inviati tramite 136 km di 5 linee di tubi alle raffinerie di Taranto.

Il Cova di Viggiano è da sempre al centro di scandali e di continui incidenti esplosivi che danneggiano la salute di abitanti e lavoratori. Dopo oltre due anni dalla perdita dichiarata di oltre 400 tonnellate di petrolio dai serbatoi, continuano i lavori di recupero con le idrovore.

Quello di Tempa Rossa sta per entrare in funzione. In Val d’Agri si estraggono milioni di metri cubi di gas ed 85.000 barili al giorno – che potrebbero diventare 104.00 in base ad un accordo del 1998 – ed altri 50.000 (forse 60.000) si estrarranno ogni giorno a Tempa Rossa dove, a breve, al termine di una lunga fase di trattative, accordi, prescrizioni, permessi,prove di estrazione, entrerà in funzione il nuovo Centro Oli gestito da Total.

Inoltre, ben 17 nuove istanze di permesso ad estrarre petrolio e gas pendono sulle nostre teste come una spada di Damocle. Se esse venissero concesse, più del 60% del nostro territorio sarebbe interessato da attività estrattive, incrementando le malattie cardiocircolatorie, le leucemie, i tumori, mentre la nostra terra si spopola ed è sempre più povera, perché tantissime piccole attività devono chiudere proprio a causa dell’inquinamento, costringendo giovani e meno giovani ad emigrare per cercare una vita più dignitosa.

Il Basento è terribilmente inquinato, le attività di Tecnoparco legate al ciclo petrolifero sono al centro di indagini da anni, le aree dichiarate “no food” in Valbasento si ampliano di fatto, prima che sulla carta. Molti agricoltori e pastori sono costretti a chiudere le proprie attività.

Ai fanghi, al loro ciclo di trattamento, all’inquinamento delle acque del Basento, va aggiunto il grave inquinamento da metalli pesanti ed idrocarburi del lago del Pertusillo (che serve 3 milioni di pugliesi dopo i lucani); vanno aggiunti gli “enigmi dei pozzi collassati” tra gli anni 80 e 90, quando a grandi profondità si sono mescolati fanghi chimici, idrocarburi, falde acquifere.

Nel golfo di Taranto insistono intanto nuove istanze di permesso, che prevedono l’utilizzo di tecniche fortemente impattanti come l’air-gun.

Per riprenderci il diritto di decidere e su quale modello di economia e di organizzazione democratica vogliamo fondare le prospettive di vita e di lavoro nella nostra regione, consapevoli che non sarà possibile attendere a lungo per far valere il diritto alla salute, al reddito, alla ricerca della felicità e del benessere, considerato che numerosi scienziati hanno lanciato un allarme secondo cui abbiamo ormai solo un decennio utile per raffreddare il pianeta.

Nella certezza che questi diritti devono essere rivendicati qui ed ora, con chiarezza, con determinazione, vi proponiamo di unirci a noi il prossimo 24 Maggio, in occasione della giornata internazionale per il clima.

L’effetto serra dipende per l’80% circa dalle emissioni climalteranti degli idrocarburi, alla cui ricerca e “coltivazione” , come sappiamo, la Basilicata è stata sacrificata per essere trasformata, a danno della nostra salute e del Pianeta, in un salvadanaio per il fisco dello Stato centrale e per le compagnie dell’oil & gas.

E’ proprio da qui, nell’epoca della massima disponibilità delle tecnologie e della ricerca scientifica applicata per effettuare la necessaria transizione energetica verso le rinnovabili pulite, che dobbiamo essere in grado di imporre a livello regionale e nazionale l’agenda della moratoria, delle bonifiche, della riconversione ecologica, pianificando il rapporto tra ricerca ed occupazione, che consentirà ai giovani lucani di restare a studiare e a lavorare nella propria terra.

Lo scorso 15 Marzo, in occasione del Friday For Future, anche in Basilicata studentesse e studenti si sono mobilitate/i a migliaia. Ancora in migliaia, studentesse e studenti hanno partecipato il 23 Marzo alla grande manifestazione a Roma contro le Grandi Opere Inutili ed Impattanti e le devastazioni ambientali, e per il diritto al Clima.

Adesso vi chiediamo di incontrarci in tempi utili per decidere di discutere sul percorso possibile da fare insieme nell’interesse comune e sulla possibilità di organizzare insieme una importante manifestazione regionale in Basilicata.”

Potenza, li 1 Aprile 2019

Coordinamento No Triv Basilicata