mercoledì, 28 Febbraio , 2024
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Anche il torrente Salandrella tra i 5 progetti esecutivi per ripristino funzionalità idraulica

Sono cinque i progetti esecutivi per il ripristino dell’officiosità dei corsi d’acqua lucani (ovvero la loro capacità di convogliare a valle le portate di piena compatibilmente con lo sviluppo antropico ed infrastrutturale ora presente) che  sono stati approvati dalla Direzione generale Ambiente Territorio ed Energia  della Regione Basilicata e che saranno affidati a breve. Lo annuncia in una nota l’assessore all’Ambiente, Territorio ed Energia Cosimo Latronico. “Gli interventi di ripristino officiosità idraulica e pulizia alveo approvati riguardano le seguenti aste fluviali: Torrente Sauro in agro di Guardia Perticara (PZ);
Torrente Serrapotamo in agro di Senise e Chiaromonte (PZ);
Fiume Noce in agro di Maratea (PZ);
Torrente Pergola in agro di Brienza (PZ);
Torrente Salandrella in agro di San Mauro Forte (MT).
Con questo provvedimento si dà continuità all’azione posta in essere dall’Ufficio Risorse idriche che tramite progettazioni affidate a professionisti esterni, per un totale di quindici interventi a compensazione, prosegue nell’attuazione del “programma di interventi per il ripristino dell’officiosità dei corsi d’acqua regionali” i cui criteri ispiratori sono così declinati: un nuovo e più stretto rapporto con i soggetti gestori delle opere idrauliche in concessione e con i maggiori soggetti che a vario titolo sono concessionari di aree demaniali o le utilizzano con le proprie infrastrutture mediante l’impostazione di attività di manutenzione ordinaria da porre in carico ai concessionari;
un rinnovato e diverso rapporto con gli operatori economici regionali del settore edile ed estrattivo e con le imprese boschive e forestali iscritto all’elenco detenuto dall’Ufficio Foreste del Dipartimento Politiche Agricole e Forestali;
il rafforzamento della sinergia, già sperimentata, con il Consorzio di Bonifica della Basilicata;
la valorizzazione del materiale litoide dell’ambito demaniale per la parte residuale, non più utile per le azioni di recupero del profilo di equilibrio del fiume, che può assumere funzione compensativa e diventare parte attiva del bilancio economico di progetto;
l’attuazione, ai sensi del comma 1 del d.p.r. 14 aprile 1993, di politiche occupazionali rivolte all’ampia platea dei lavoratori del settore idraulico – forestale anche ai fini di una loro possibile riconversione produttiva.
Gli interventi in questione saranno eseguiti a seguito di procedure ad evidenza pubblica a completo carico delle ditte affidatarie, cioè di operatori privati dei settori estrattivo e forestale, nel caso di servizi promiscui (produzione di biomassa e prelievo di inerti), o ad operatori forestali nel caso di solo taglio di biomassa, che, sulla quota di aggiudicazione della procedura di gara saranno obbligati a compensare l’importo dovuto per la cessione della produzione legnosa e del quantitativo in eccesso di inerti, con l’assunzione di operai forestali. Una risposta tangibile ai problemi riscontrati nel vicino passato e che prevengono eventuali situazioni di dissesto idrogeologico potenziale e riducono i rischi di alluvione.”

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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