L’Aiea è sempre in trincea perchè l’amianto non molla, avanza in maniera subdola strappa e compromette vite di ex lavoratori e dei loro cari. Non si può far finta di nulla da Ottana come in Valbasento e in altre zone del Paese che piangono 4000 morti per malattie causate dall’amianto. E’ la punta di un iceberg che non si scioglie, come sta accadendo a quelli dei poli a causa del surriscaldamento globale, come confermano i dati dell’Aiea e le richieste – le solite- rivolte al ministro della Sanità Giulia Grillo. Non si può continuare a tenere la testa sotto la sabbia. L’Associazione, che ogni giorno deve depennare un nome a causa di sopravvenuti decessi dopo lunga malattia, o aggiungere un altro per i programmi di sorveglianza, chiede di passare dalle parole ai fatti. Che il Governo metta la mano alla coscienza oltre che al portafogli e attivi tutti gli strumenti di prevenzione e assistenza, oltre che normativi per salvare -se possibile – altre vite. Magari servirà una maratona tv come quella per Telethon. E’ un’idea. Giriamo la proposta ai vertici dell’Aiea, affinchè valutino opportunità, tempi e modi per accrescere sensibilità e attenzione sul problema.

LA NOTA DEL COORDINAMENTO AIEA

Roma, 11 Luglio 2019
C.N.A. COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO
AIEA ASSOCIAZIONE NAZIONALE ESPOSTI AMIANTO
COMUNICATO STAMPA
Sono 4.000 circa i morti all’anno per malattie causate dall’amianto, una “strage di Stato” silenziosa e subdola. 30 milioni le tonnellate di questo micidiale veleno, presenti nell’ambiente: dati allarmanti per cui occorrono azioni urgenti e coordinate del Ministero della Salute con tutti gli altri Ministeri per la prevenzione e la tutela della salute per gli esposti all’amianto: queste le richieste di Maura Crudeli, presidente AIEA, intervenuta ieri , giovedì 10 luglio, in rappresentanza del C.N.A., Coordinamento Nazionale Amianto, alla Maratona Patto per la Salute

“Ci sono dati preoccupanti: 4.000 morti all’anno per malattie causate dall’amianto, come se ogni anno scomparisse un intero comune a causa di un terremoto, ma di cui nessuno sembra rendersi conto. In Italia abbiamo ancora 30 milioni di tonnellate di amianto presenti nell’ambiente e nel tessuto industriale, 40 SIN, di cui 10 con presenza amianto. Ma, su 600.000 esposti all’amianto solo 30.000 persone sono sottoposte a sorveglianza sanitaria, una situazione inaccettabile”, questa la denuncia forte fatta ieri pomeriggio nella terza giornata della Maratona Patto per la Salute, promossa dalla Ministra Giulia Grillo, da Maura Crudeli, presidente AIEA, intervenuta in rappresentanza del C.N.A. Coordinamento Nazionale Amianto, in qualità di vice Presidente.
1.200 sono i morti all’anno per mesotelioma, un cancro provocato esclusivamente dalle fibre di amianto, che penetrano nell’organismo attraverso i polmoni: con precisione dal 1993 al 2015 ci sono stati 25.000 casi di mesoteliomi, ma il dato preoccupante e che negli ultimi anni si è alzata la percentuale di mesoteliomi ambientali e non più professionali, mesoteliomi che colpiscono la popolazione civile, tutt’ora priva di qualsiasi genere di tutela. 
“ Per questo- ha aggiunto Maura Crudeli- oggi chiediamo con forza per gli esposti all’amianto interventi precisi e azioni coordinate del Ministero della Salute con tutti gli altri Ministeri, per garantire il diritto alla salute, a una efficace prevenzione, alle cure più avanzate e adeguate in strutture specializzate, alla tutela legale e al risarcimento del danno per i morti di amianto e per i loro familiari. E nel contempo, chiediamo un piano concreto e immediato per l’eliminazione definitiva dai luoghi di lavoro e dall’ambiente di questo subdolo e feroce killer che è l’amianto. Ci auguriamo vivamente che questa non sia una mera “maratona”, per quanto animata dalle migliori intenzioni, ma un’occasione per raccogliere le istanze più importanti sul tema della salute a cui far seguire azioni concrete. Anche per questo attendiamo di essere ricevuti dalla Ministra, a cui  abbiamo chiesto da tempo un incontro”.

Il C.N.A. è nato nel 2010 e riconosciuto istituzionalmente alla II Conferenza Nazionale Governativa di Venezia nel 2012, con oltre 30 Associazioni aderenti, Comitati, Sindacati, Patronati, vittime e familiari delle vittime di amianto.
L’AIEA Onlus, Associazione Italiana Esposti Amianto è nata il 18 marzo del 1989 a Casale Monferrato, sede dell’ETERNIT, la micidiale “fabbrica della morte” che ha provocato migliaia di vittime fra i lavoratori e la popolazione civile. Anche Maura Crudeli, come molti soci di AIEA, è parente di una vitima dell’amianto: suo padre, Mauro Crudeli operaio della Fincantieri è morto di mesotelioma pleurico. 

Fin dal C.N.A. 2012 sta lottando per l’attuazione del Piano Nazionale Amianto, per avere una Sorveglianza Sanitaria unica in tutte le Regioni, per riaprire i termini dei benefici di esposizione all’amianto, per le bonifiche e lo smaltimento dell’ amianto dal territorio, per i riconoscimenti e le quantificazioni delle malattie professionali fatte dai medici della sorveglianza sanitaria e non più dall’Inail, in quanto la stessa è in conflitto di interessi come riconoscitore ed erogatore.
La nocività dell’amiano per la salute dell’uomo, nota già dalla fine dell’800, è scietificamente comprovata dagli anni ’50 del secolo scorso, ma la legge che bandisce l’amianto in Italia è del 1992, la 257, arrivata quindi in netto ritardo e con complesse vicende attuative:
Tre Conferenze Nazionali, una Conferenza Europea, decine di incontri, convegni di base e scientifici, non sono stati sufficienti per ottenere i risultati attesi e sperati. “E’ giunto il momento di attivare tutti i percorsi necessari per la piena attuazione della 257 e di quelle successive per l’eliminazione dell’amianto dal nostro Paese”, ha sottolineto Maura Crudeli.

Le richieste alla Ministra della Salute Giulia Grillo sono in sintesi queste:
· che la sorveglianza sanitaria venga effettuata in tutte le regioni con la istituzione in ogni Regione del Registro degli Esposti e degli Ex Esposti all’Amianto come previsto dal D.Lgs. 81/08, anche detto “Testo Unico” di salute e sicurezza sul lavoro,
è necessario implementare e migliorare le direttive nazionali dell’accordo stato regioni del febbraio 2018, per una sorveglianza sanitaria uguale per tutti in Italia, senza avere protocolli diversi da regione a regione;
– che l’INAIL, ente preposto al riconoscimento delle malattie professionali, in particolare di quelle dovute all’amianto, le riconosca senza rifiuti immotivati, spesso più in funzione dei risarcimenti da erogare che delle effettive esposizioni. Sarebbe auspicabile che tali riconoscimenti vengano affidati alle strutture sanitarie, come prevedeva all’inizio la legge 833/1978 di riforma sanitaria, con invio della documentazione all’Inail per i relativi pagamenti, considerato che la stessa Inail e’ in conflitto di interesse essendo contemporaneamente un ente riconoscitore ed erogatore;
· che si consideri il dramma dei cittadini, che si sono ammalati di patologie asbesto correlate soltanto per aver vissuto in luoghi inquinati dall’amianto, pur non avendo mai lavorato in fabbriche con la presenza di amianto, prevedendo per essi le stesse tutele e risarcimenti previsti per gli esposti all’amianto nei luoghi di lavoro;
· che si favorisca la creazione e/o il potenziamento dei centri specializzati per la diagnosi e cura delle patologie asbesto correlate e favorirne il coordinamento, che vengano individuati gli Ospedali di riferimento per la cura del mesotelioma, da 1 a 3 per regione, 
-che si adottino modelli organizzativi che consentano la presa in carico globale dei pazienti affetti da patologie asbesto correlate e che nelle aree caratterizzate da particolari criticita’ ambientali per la presenza di piu’ fattori inquinanti, si implementino nelle strutture sanitarie presenti nel territorio le infrastrutture tecniche e professionali per rendere efficaci e tempestivi diagnosi e terapie
-che venga potenziato il C.O.R. del Re.Na.M. in applicazione della Dir. UE 2009 e venga istituito il Registro di tutte le malattie asbesto correlate, non solo il RENAM per i mesoteliomi maligni;
-che venga fatto l’aggiornamento del DM 9 aprile 2008 e delle malattie professionali tabellate dell’Inail con l’inserimento delle patologie asbesto-correlate relativamente al colon-retto, la faringe e lo stomaco (Iarc 2009), per gli ex esposti e i lavoratori esposti alle fibre di amianto 
–  che si imponga alle varie società che sono state causa di disastri ambientali e delle patologie oncologiche e non, di bonificare il territorio, di finanziare la Sorveglianza Sanitaria e tutti gli eventuali studi finalizzati al benessere degli ex lavoratori e degli abitanti delle zone circostanti;
– chiediamo che il Ministero della Salute collabori con tutti  gli altri Ministeri in ordine alla Prevenzione delle malattie asbesto correlate,per tutte le azioni necessarie a garantire l’eliminazione dell’amianto.

Per info: Carmina Conte, cell 393 1377616
Maura Crudeli, cell 392 9765786
Fulvio Aurora , cell 3392516050