Ne parliamo periodicamente, raccogliendo le segnalazioni di cittadini, esponenti politici, associazioni ambientaliste, sulla questione dell’abbandono di rifiuti nell’agro materano. Rifiuti di ogni tipo abbandonati a ridosso di siti rupestri, lungo le strade provinciali e statali, nelle aree industriali e in manufatti spesso di proprietà di Enti territoriali, demaniali ( dalle case cantoniere, ai caselli ecc) o di privati sui quali non si interviene o non si capisce o non si vuol capire di chi siano le competenze. E qui non sarebbe male che una figura autorevole come il Prefetto, Rinaldo Argentieri possa -nei tempi e nei modi- che riterrà opportuni convocare le parti, per verificarne competenze e responsabilità , sia in tema di intervento che di vigilanza e prevenzione dei reati. Certo serve una campagna di sensibilizzazione, ma i rifiuti vanno rimossi e se avvengono nell’area di competenza di questo o quell’Ente è bene che ognuno faccia la propria parte, magari provvedendo a bonificare aree e fabbricati di proprietà. Provvedendo anche alla successiva muratura e recinzione degli accessi, in modo da evitare accumuli di rifiuti: da quelli domestici a quelli speciali. E poi, come dimostrano i sequestri di discariche effettuati dalle forze dell’ordine, è opportuno individuare e sanzionare i ”furbastri” degli abbandoni abusivi. A volte basta uno scontrino, uno scarto di lavorazione per venirne a capo. Telecamere? Non sono da escludere. Ma serve attivare i progetti. Un tavolo tecnico in Prefettura può servire anche a questo.