Marina di Nova Siri è la “frontiera” lucana con la Calabria. L’ultima spiaggia sabbiosa prima di quelle “pietrose” che vanno sino a Villa Piana, dove di nuovo torna la sabbia. L’abbiamo frequentata per molti anni di seguito -sempre a luglio-  sino alla metà degli anni 90. Un borgo tranquillo, troppo, allora. Belle persone i suoi abitanti. Una spiaggia enorme, lunga e faticosa da attraversare al caldo, specie quando ancora il Comune tardava a posizionare le passerelle di legno.  Le serate scorrevano via noiose, anche il lungo mare era misero e sonnacchioso.

E’ da qualche anno che ci stiamo tornando, complici amici di uno dei tanti villaggi che insistono sul territorio di questa cittadina.

Marina di Nova Siri è cambiata, ovviamente, di molto e in meglio. Sia l’insediamento urbano che il lungo mare. Sebbene, a giudicare dai commenti di taluni operatori, tale cambiamento non sarebbe ancora sufficiente a far esplodere, come meriterebbe, questa realtà balneare che ha enormi potenzialità, non ancora evidentemente tutte sfruttate.

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E’ sicuramente così, se lo dicono loro che più di noi vivono questa situazione in modo più permanente, coinvolgente e completo.

Eppure non sfugge all’occhio del turista i mutamenti positivi che sono sin qui intervenuti in quest’area, tra le più belle del territorio lucano, dove si può trascorrere una vacanza all’insegna della cultura, del mare e di attività varie, capace di soddisfare un ampio spettro di esigenze ed aspettative.

Mutamenti che non hanno intaccato la varietà e la bellezza del paesaggio, ricco di macchia mediterranea, con una spiaggia dorata ampia e spaziosa, con dune naturali, con arbusti bassi e lentischi. Una spiaggia brulla dove fioriscono i gigli di  mare.

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Bello e ben tenuto il lungo mare tutto dedicato nella sua toponomastica alla produzione cinematografica felliniana. Cosi il viale che dal “passaggio a livello” porta dritto al mare, intitolato a “La voce della luna“, sbocca nella piazzetta dove si svolgono i numerosi eventi estivi, uno dei cuori pulsanti de “La strada” per antonomasia, ovvero il lungo mare vero e proprio.

Lungo mare che a nord è segnato dal viale che promette “Tre passi nel delirio“, portandoti dritto al bar TAJI MAHAL, e che a sud termina in corrispondenza dello sbocco del viale parallelo dedicato a “Luci del varietà“, proprio di fronte ad un’altro storico bar del lungomare L’AQUILONE (sappiamo che l’esemplificazione bar è riduttivo della loro offerta,  non ce ne vogliano i gestori).

Cosi come, anche l’altra ulteriore intersezione viaria richiama l’opera del grande Federico Fellini: il vialetto “Amarcord” che sfocia nella ampia piazzetta “Prova d’orchestra“.

Un lungo mare ricco di efficienti stabilimenti balneari attrezzati e di ottime attività gastronomiche (ristoranti, pizzerie, granite, ecc) come La Girandola, La Trappola, il Golden fish,  dove la sera soprattutto è particolarmente gradevole intrattenersi. Lungomare su cui insistono anche campeggi (Castro Boleto) e villaggi turistici storici (Giardini d’oriente e Nova Siri Village)accanto a strutture più recenti come “l’ecocompatibile al 100%” “Sira Resort”.

Un lungo mare che abbiamo visto essere quasi sempre animato da iniziative sia pubbliche che private. Che va dalle “Notti bianche della cultura” al ricco cartellone del TAJ MAHAL il quale oltre a promettere caffè, aperitivi, cocktail…e quant’altro serva a dissetarsi, sia a luglio che ad agosto -a partire dalle 22,00 – il mercoledì propone musica dal vivo e il giovedì una rassegna di cabaret (il 4 agosto/Dino Paradiso/Colorado-Made in Sud, l’11 agosto Marco & Chicco/Zelig, il 18 agosto Tommy Terrafino/Made in Sud, il 25 agosto Andrea Di Marco/Zelig).

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Non sono da meno le attività più all’interno dell’abitato: l’ottima pizzeria “Il Grano azzurro” velocissima e puntuale fornitrice “on demand” o il bar nei pressi del passaggio a livello famoso per i suoi ottimi cornetti artigianali, giusto per citarne qualcuno testato direttamente.

Insomma, sembrerebbero esserci abbastanza ingredienti atti a fare di Nova Siri un modernissimo centro per le vacanze estive.

Eppure, nonostante tutto questo sforzo, sembra tardi ad esserci quel salto di qualità, quel quid, che possa contribuire a fare di Nova Siri, insieme a tutte le altre località della costa (Policoro, Scanzano, Pisticci e Metaponto) messi insieme, un vero e proprio “sistema” simile a quello della riviera romagnola, giusto per fare un esempio.

Tarda a realizzarsi quella virtuosa sinergia tra privato e pubblico che da altre parti è stata la chiave di volta del successo.

Eppure già sono decine di migliaia le presenze in loco di villeggianti, anche grazie ai cinque villaggi turistici (AKIRIS e Toccacielo oltre a quelli già citati), una base numerica non indifferente a cui aggiungere le altre diffuse sul territorio nella altre strutture minori. Capire dove sta l’inghippo che ancora frena ed impedisce che si realizzi un sistema turistico lucano degno di questo nome è necessario ed urgente, non solo per i novasiresi.

Chi non opera in tal senso avendone le competenze e le responsabilità commette un delitto grave.

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A margine di tutto ciò non possiamo non segnalare a chi può porvi rimedio un paio di note stonate che ci è capitato di osservare nelle settimane scorse di luglio.

Ci riferiamo a taluni reperti di “archeologia turistica” che fanno “brutta mostra” di se e che forse andrebbero rimossi o dissimulati in qualche modo.

Il primo è costituito dai “resti” arrugginiti e in decomposizione del Camping Jonio che è un vero e proprio pugno nell’occhio, dal punto di vista estetico. Un mesto paesaggio lunare sul bel viale de “La voce della luna”, proprio lì alla porta principale d’ingresso al lungomare. Se proprio non fosse possibile smantellarlo, almeno un po di maquillage non guasterebbe.

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L’altro reperto di un tempo che fu è costituito dai resti di una struttura che affaccia sul lungo mare, poco distante dai bagni pubblici, forse un tempo (ci dicono) esser stato un locale da ballo, poi chiuso perchè “disturbava” la quiete di turisti ospitati in altre attività adiacenti. Dicono. Dalla passeggiata si intravede una maestosa struttura in legno e nel vialetto laterale un suggestivo portone  intarsiato.

Preziosi spazi, ben collocati, che potrebbero fornire occasioni di investimento ad altri imprenditori.

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L’altra stonatura, che potremmo definire “puzzolente”, per altro di facile soluzione, è costituita dall’indecoroso stato di quel breve tratto di strada che va da “La voce della luna“, girando a sinistra, sino al viale “Tre passi nel delirio” e giù di li.

Quel canale che costeggia la pineta è una vera discarica a cielo aperto, con rifiuti di ogni genere che, come si deduce dal loro stato di degrado, stanno lì da tempo: un guard rail, un boiler, cassette di plastica e quant’altro. Su, su fino al canale Toccacielo.

Certo, magari questa “monnezza” la nota solo qualche patito del jogging mattutino, ma davvero non è uno spettacolo bello da vedere e da far rimanere lì in bella vista.

Ma davvero nessuno della pubblica amministrazione ne ha mai preso atto? Nessuno che sia passato là dove meritoriamente sono in corso d’opera i lavori per la realizzazione di una pista ciclabile? Certo, la maleducazione endemica di taluni cittadini riproporrà ciclicamente il problema, ma non ci sembra motivo che possa spingere a non provvedere ad una rimozione periodica di tanta robaccia.

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Piccoli dettagli, questi ultimi, che non inficiano di certo il fascino di questa località e le buone ragioni che spingono  a soggiornarvi.

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