Quello del Comune impoverito dai tagli statali che vuole fare cassa a danno degli automobilisti, montando un autovelox poco segnalato o nel punto della strada ad obbligo di velocità più bassa, sta diventando una prassi insopportabile.

Un salasso che colpisce spesso pendolari che si giocano così la giornata di lavoro. Senza sottovalutare come la cattiva segnalazione degli autovelox costringa gli automobilisti a repentine manovre e/o frenate, nel momento in cui se ne rendono tardivamente conto, creando situazioni di pericolo che non vanno certo a braccetto con lo scopo finale  che è quello di dissuadere e garantire la sicurezza della circolazione.

In proposito ci è capitato sulla Basentana qualche mese fa, in territorio di Ferrandina, prima che installassero gli attuali autovelox fissi, che una pattuglia della polizia locale si fosse posizionata con la propria postazione nel punto in cui la velocità dai 90 km/h ordinari scende a 80. La cosa ci era sfuggita, viaggiavamo tranquilli sotto i 90 (convinti di essere in regola), ma  ci è arrivata poi la multa (andavamo a 84 km/h) che abbiamo prontamente pagato, pur con la consapevolezza e l’amarezza di aver subito una sorta di furbata per quella scelta strategica di posizionare l’autovelox  sulla maggiore arteria lucana a scorrimento veloce, su cui già 90 risulta essere un limite di sofferenza, proprio là dove il limite scende addirittura più in basso. Pazienza.

La settimana scorsa, invece, in territorio di Pomarico, nella discesa dopo la galleria in direzione Basentana (di mattina dal lato destro e di sera da quello opposto) erano appostati i  vigili con una auto civetta che copriva quella di servizio e subito dopo per terra era allocato l’autovelox, come un fucile puntato sui malcapitati che non avevano visto alcun cartello (nemmeno noi ne avevamo visto alcuno).  Tant’è che il giorno dopo (stessi orari, stessa scena) abbiamo incaricato chi viaggiava con noi di filmare l’intero tratto di strada a scendere, passando dinanzi alla pattuglia appostata nello stesso modo dissimulato del giorno precedente. Nessun cartello in bella vista, ma solo dopo rivedendo attentamente il filmato abbiamo notato che il cartello di segnalazione del controllo elettronico della velocità certo c’era, ma poggiato per terra all’inizio di un guard-rail, praticamente invisibile ai più.

Davvero una cosa poco rispettosa questa modalità di appostamento, quasi da “agguato” agli automobilisti in transito,  che abbiamo immediatamente provveduto a segnalare telefonicamente al Sindaco del Comune interessato.

Ma cosa prevede il quadro normativo in materia?

Il Decreto del Ministero  Infrastrutture e trasporti del 15 agosto 2007, emanato in attuazione dell’articolo 3 comma 1, lettera b) del Dl 117/2007 che introdusse nell’articolo 142 del Codice il comma 6-bis) prescrive che “le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo a cartelli o dispositivi di segnalazione luminosi“.

Chiaro? Debbono essere molto, ma molto, ben visibili!

Non solo, ma la segnalazione deve esserci anche quando il controllo avviene con strumenti posti a bordo di auto in movimento.

Infatti, sebbene lo stesso Decreto Ministeriale ricordato prima escluda l’obbligo di presegnalazione in caso di controlli dinamici (con autovelox normalmente montato sul parabrezza dell’auto di servizio) nei quali peraltro viene sostanzialmente meno anche il requisito della visibilità dell’apparecchio, una recente sentenza del Giudice di Pace di Reggio Emilia – Daniela Bergami-  (la n.286 del 22-3-2017) richiamandosi al comma 6-bis (in quanto norma di rango superiore su presegnalazione e visibilità dei controlli), ha rilevato che la formulazione della stessa non contempla l’esclusione della segnalazione e quindi ne ha evidenziata l’illegittimità (tant’è che nel caso oggetto del suo giudizio, mancando sul tratto stradale la segnalazione di preavviso, l’accertamento della velocità non poteva tradursi in sanzione legittima).

Quindi cari automobilisti ed operatori del controllo (anche alla luce di questa sentenza) ricordiamoci tutti che l’obbligo di presegnalazione previsto dal Codice della strada si applica in tutti i casi, anche alle rilevazioni effettuate in movimento, con un apparecchio montato a bordo di un’auto di servizio in grado di misurare anche la velocità di chi incrocia la pattuglia marciando in senso opposto. Altrimenti sono illegittimi.

Inoltre questo giudice, nella sua sentenza, ha riscontrato (nel caso in esame) per dichiararne l’illegittimità anche l’assenza di immediata contestazione dell’infrazione da parte degli agenti che lo Scout Speed usato, invece, consentiva nella circostanza di effettuare.

Non basta quindi che nel verbale venga invocato che “l’apparecchio consente l’accertamento solo in tempo successivo”, una espressione tratta dall’articolo 201, comma 1, lettera e) del Codice e dai prontuari, ma deve essere davvero reale e dimostrata in modo puntuale la circostanza di questa impossibiltà.

Ecco il link dove trovare il testo della sentenza del Giudice di pace di Reggio Emilia:

http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Embedded/Documenti/2017/07/04/sentenza-gdp-Reggio-Emilia-Scout-no-presegnalazione.pdf