Cultura di impresa e lavoro di rete partendo dal basso? Una parte della Basilicata si è rimboccata le maniche, fuori dalle logiche del ‘’cappello in mano’’ e ha tirato fuori un percorso di buone pratiche che non mancherà di dare concreti risultati. Il distretto di turismo rurale” Le terre di Aristeo” ,che lega 78 Comuni della Basilicata, operatori economici e realtà associative impegnate nella promozione territoriale, si appresta –infatti- a firmare un accordo Interministeriale e con la Regione Basilicata per un contratto di sviluppo che prevede investimenti per circa 200.000.000 di euro. Ad annunciato a Matera Rosa Gentile,coordinatrice del programma Agorà 2018, nel corso della giornata conclusiva a Palazzo Lanfranchi del confronto con le istituzioni sulle economie locali e la promozione della comunità turistica. ” Gli investimenti- ha detto Rosa Gentile- riguarderanno sei aree della Basilicata nei comparti del turismo sociale, religioso, ambientale e della ricettività alberghierà. Un risultato partito da una concreta elaborazione sul campo che ha motivato diverse realtà. Le potenzialità ci sono e ora si passa alla fase attuativa, grazie a una esperienza di elaborazione partita dal basso che promuovere la cultura di impresa”. L’assessore regionale alle Politiche di Sviluppo , Roberto Cifarelli, nell’esprimere apprezzamenti per il metodo di lavoro e per le proposte del ”Distretto” ha annunciando le iniziative messe in campo dalla Regione Basilicata. ” La giunta -ha detto Cifarelli- ha approvato la bozza per un accordo quadro di sviluppo sul quale il Distretto, nel quale siamo co protagonisti, potrà presentare i contratti territoriali. Senz’altro il progetto e il lavoro svolto sono da apprezzare e sostenere per il protagonismo messo in campo da vari soggetti e con un lavoro di rete, che consentirà di rivitalizzare e promuovere l’economia dei nostri comprensori” . Ai lavori hanno portato contributi al dibattito –tra gli altri- Salvatore Adduce, presidente della Fondazione ‘’Matera-Basilicata 2019’’ che ha ricordato il passato da ‘’operatore’’ nella Lega delle cooperative, un percorso comune per certi aspetti a quello di Saverio Lamiranda in Confcooperative e padre fondatore del progetto ‘’ Le terre di Aristeo’’

IL PROGETTO NELLA NOTA DI PRESENTAZIONE DI AGORA’ da www.basilicatanet.it

Circa 250 soggetti selezionati tra operatori e portatori di interesse di tutto il territorio lucano; oltre 100 giovani; 25 tavoli di lavoro; una quindicina di esperti internazionali: sono, in sintesi, i numeri più significativi di Agorà 2018 – Le economie locali per la promozione della comunità turistica. Un evento unico del suo genere in Basilicata che è stato realizzato dal Distretto di Turismo rurale “Terre di Aristeo”, in collaborazione con la Scuola di Alta Formazione “Amphora”, Regione Basilicata e con Laborplay (spin-off dell’Università degli Studi di Firenze). Intanto il metodo innovativo ed efficace della “piazza” e non quello del solito convegno con l’evidente obiettivo di avviare un processo partecipativo di coinvolgimento dei principali attori del territorio, che porterà all’individuazione di nuove strategie per la promozione e lo sviluppo del territorio stesso.

L’Agorà 2018 – sottolinea Rosa Gentile (Confartigianato) che con Saverio Lamiranda ha coordinato la regia dell’evento – ha rappresentato l’apertura di un processo partecipativo perché l’amore per la Basilicata da “molla” di impegno passionale si traduca in progettualità. Ed i risultati dei 25 tavoli del confronto saranno oggetto delle linee guida, che il Distretto fornirà all’amministrazione regionale come base per le future linee di azione.

Ma cos’è di preciso la proposta progettuale “Le Terre di Aristeo”? L’idea (pioniere Saverio Lamiranda) nasce dalle Comunità di Acerenza, Atella, Banzi, Barile, Cancellara, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Lavello, Maschito, Melfi, Montemilone, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Pietragalla, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, San Chirico Nuovo, San Fele, Tolve e Venosa per estendersi ad oltre tre quarti della regione intorno ad un unico brand de “Le Terre di Aristeo” che potrebbe costituire un unico, straordinario e riconoscibile “grande attrattore” per lo sviluppo turistico dell’intera area.

L’attrattore turistico di un “territorio” – è la strategia che si intende perseguire – non è solo un “oggetto” specifico, ma può essere lo stesso territorio che, organizzato nei servizi e con tutto il proprio patrimonio storico, architettonico, culturale, ambientale, gastronomico, ecc., costituisce esso stesso un “grande, unico e riconoscibile attrattore turistico”. E’ questo il caso della proposta de “Le Terre di Aristeo”.

L’obiettivo della proposta è quello di contribuire a determinare lo sviluppo duraturo di un’area interna della Basilicata, attraverso la promozione ed il sostegno alle “economie ed autonomie locali” capace, quindi, di stimolare processi virtuosi in grado di bloccare l’emorragia umana in corso, specialmente dei giovani, determinare, un nuovo processo di “immigrazione” e procedere, anche attraverso un’efficace e mirata attività di formazione, alla collocazione dell’area in un contesto internazionale e mediterraneo in particolare.

L’area individuata è la sola, dopo il Pollino, a disporre – organicamente integrato con le realtà urbane – di uno straordinario e immenso polmone verde di bosco di querce, oltre tutte le emergenze storiche, ambientali, culturali, artistiche e gastronomiche note. Si tratta di un progetto che potrebbe riuscire a rendere l’area “identificabile e specializzata nel “turismo rurale”, unica nel genere proposto e riconoscibile dal brand “Le Terre di Aristeo”.

Il progetto punta a trasformare l’attuale turismo “mordi e fuggi” ed attrarne altro e qualificato dal mercato nazionale ed internazionale, in grado di sostenere lo sviluppo integrato delle Comunità e quello dell’occupazione, specialmente giovanile. Quest’ultimo aspetto, a maggior ragione, è di attualità: specie dopo i risultati dei due studi della SVIMEZ e dell’AIRE sui “flussi migratori che stanno svuotando il Mezzogiorno”.

E’ scontato che quanto proposto – sottolineano Gentile e Lamiranda – richiede una forte, condivisa, convinta e tempestiva “scelta politica”, necessaria per coinvolgere e mobilitare il protagonismo delle Amministrazioni e delle Popolazioni locali e dei Comuni omogenei dell’area. La realizzazione del Progetto presuppone che le Istituzioni Pubbliche ai vari livelli, Locali, Nazionali e Internazionali, riconoscano come efficace “attrattore turistico” il territorio così rappresentato e organizzato a sistema funzionale per il raggiungimento dell’obiettivo proposto. L’area rappresentata si riconosce nei contenuti rappresentati nel documento trasmesso dalla Regione Basilicata (Dipartimento Programmazione e Finanze) alle Amministrazioni Comunali per la rilevazione delle idee progettuali in relazione alla programmazione 2014-2020.