Pare che la Ministra del Mezzogiorno e quello della Cultura, in visita ieri e oggi a Matera per verificare lo stato dell’arte dell’infrastrutturazione finanziata coi soldi pubblici per l’occasione di Matera Capitale europea della cultura, abbiano indossato per l’occasione l’anodina tunica ‘pilatesca’. A fronte dei ritardi giganteschi che ormai pregiudicano una corretta pianificazione territoriale e urbana – l’unica che potrebbe prevenire efficacemente l’emergenza e suoi costi, anche Lezzi e Bonisoli intendano, sembra, nascondersi proprio dietro quella stessa logica, anche se – presumo – con altra riserva mentale: se andrà a finire bene, loro e il governo che rappresentano se ne prenderanno i meriti; dovesse finire – com’è facilmente intuibile – male, le responsabilità ricadranno su chi oggi governa – si fa per dire – la Città.

Possibile che nessun ‘cinquestelle’ abbia preventivamente informato i ministri di quel che succede in Città? Dove stanno rintanati i consiglieri comunali d’opposizione (ma c’è ancora un’opposizione in questa città), quelli regionali, i parlamentari locali? Perché questo loro silenzio assoluto sui progetti cantierizzati e quelli approvati: dalla mega rotonda e parcheggi a raso di obsoleta fattura nel parco dell’Università e lungo il viale di Lanera (e la conseguente distruzione di quasi 300 pini e cipressi voluti a suo tempo dai prestigiosi pianificatori quali segni distintivi del quartiere), alla presuntuosa e affatto funzionale mega pensilina della Stazione Fal – che acuisce con assi viari di penetrazione e parcheggi a raso  la cesura tra due parti finora irrisolte e centrali della Città e – soprattutto, pregiudica la funzione di “luogo”, “cerniera di intermodalità e fulcro di funzioni e attività urbane. Ma questa constatazione, che le ‘opere’ rispondano soltanto a logiche emergenziali a ridosso ormai del dannatissimo 2019 piuttosto che all’interesse del ‘bene comune’ di migliorare il quotidiano della vita cittadina, la si ricava dalla vista di ogni planimetria fin qui prodotta a decantare l’operosità fittizia di questa amministrazione. E’ sorto persino un Movimento di opinione pubblica attorno ad almeno sette ex sindaci, che vorrebbero supportare il Sindaco e la struttura comunale con modifiche progettuali e ripensamenti culturali che raddrizzerebbero – almeno in parte – scelte avventate e vuote,  a volte mascherate dal progetto dell’archistar per ovviare alla fatica di ripensare luoghi che pure sono determinanti per il futuro della Città.

Voci non solo di dissenso se ne sono levate in Città, ma la tattica adottata finora dai reggitori municipali sembra rispondere solo alla necessità del ‘prender tempo’ per costringere tutti al fatto compiuto: è di stamani la dichiarazione del Sindaco che i ‘pini di Lanera’ son tutti morti! Com’è possibile, se una controperizia pagata euro su euro dai cittadini dimostra esattamente il contrario? Saremmo quindi addirittura in presenza di un ‘falso in atto pubblico’? Possibile che neppure un pino sia vitale? E la ‘pensilina marsigliese’  delle FAL che affoga proditoriamente le piazze Matteotti e quella della Visitazione, che il Sindaco aveva promesso di riconsiderare portando alla discussione della Giunta le proposte progettuali di massima avanzate dal ‘Comitato dei Sindaci’? Anche queste cadute nel dimenticatoio?

Penso che ministri che si affacciano proprio in queste settimane alla responsabilità grave di cambiare le ‘pratiche di spesa pubblica purchessia’, fin qui sopravvissute per foraggiare sistemi parassitari clientelari e a tratti riconducibili a mosse da ‘mafia bianca’, abbiano anzitutto il dovere morale di ascoltare ben al di là degli interessati rumori dissipativi propalati dall’immobile e incapace macchina istituzionale che, tutt’al più ti scarrozza – lo stiamo constatando – per visite folcloristiche e non-luoghi contrabbandati per eroiche modernizzazioni! E di prese di posizione ce n’è a bizzeffe, anche su questo blog e anche firmate dal sottoscritto: è di pochi giorni fa quello sulle infrastrutture urbane, in specie la Stazione FAL. Perché non andate a rileggerlo? Non farebbe comunque male a nessuno!

Programmazione, cautela e cooperazione sarebbero la straordinaria normalità del governo delle comunità. E la Città resterebbe protagonista e non oggetto se non vittima dell’evento Matera 2019!