Messo da parte il progetto ”Murgia”, che nello spirito non è stato pienamente condiviso dai promotori, il Rugby Matera torna nella sua sede naturale e ricomincia dai giovani per investire sul futuro, facendo leva sull’entusiasmo di un pacchetto di mischia che punta sull’esperienza di 15 appassionati.

E proprio questo numero, a lettere romane, che caratterizza il nome della società pronta a scendere in campo per il primo allenamento mercoledì 26 ottobre, alle 19.00, nell’impianto sportivo del rione Agna. E già perchè di campi in terra battuta per uno sport ”povero” ma delle tante potenzialità formative, a scuola e nella vita, proprio non ce ne sono.

Il calcio (evitiamo di chiamarlo a 11 come scrivono alcuni per ignoranza e in maniera sciagurata, visto che in campo scendono undici atleti) fa la parte del leone e le ”scuole calcio” hanno il monopolio sui pochi campi ”pubblici” disponibili, come quello del Paip o del borgo La Martella. E allora per i rugbisti di casa, che si appassionano, tra un placcaggio e una meta ma senza strafare, il campo di Agna va bene per iniziare e per avviare i campionati giovanili.

Peppe Pecora, che insieme al presidente Antonio Ruggiero , e ad altri appassionati lavora alla rifondazione di società e squadra, tiene duro e lancia un invito ad altri e sopratutto ai giovani ad avvicinasi al rugby.

Nulla è impossibile – dice Peppe- e il rugby per disciplina, senso di responsabilità è una scuola di vita. Stiamo investendo nei giovani e tra di loro c’è anche la piccola Carlotta. Si’ c’è posto anche per le ragazze. Il generoso e ”monumentale” Checco Muscaridola si occupa delle giovanili e quanto agli over…ci sono Yari Cifarelli e Domenico Lavecchia destinati a diventare i futuri tecnici della squadra. Una meta alla volta ....”.

E magari fra un anno o giù di lì il ritorno in serie C2, che aveva visto il murgia nel passato torneo giungere secondo dopo il Potenza che ha preferito restare nella categoria. Senza sostegni adeguati,a cominciare da un impianto dove allenarsi e disputare i campionati, si fa poca strada.

Giriamo la richiesta all’Amministrazione comunale, al Coni e, perchè no, ai privati affinchè trovino una soluzione anche per gli sport minori dove si va vanti con passione e tanti sacrifici. Trovarla sarebbe la metà più bella per far crescere questo sport.

Per saperne di più sul RugbyMatera 15 potete visionare la pagina facebook o seguirli nel primo allenamento del 2o16 .