Senz’altro, Renato Carpentieri, giornalista sportivo scomparso un anno e mezzo fa,  ha apprezzato la giornata ricordo che la “Polisportiva Amici del Borgo” in collaborazione e l’associazione che ne porta il nome, amici, parenti e i tanti rappresentanti dello sport e del mondo calcistico gli hanno tributato il 28 agosto in occasione del suo compleanno.

Dopo la Messa, l’inaugurazione di una mostra fotografica e di video e un convegno sul tema “Lo SPORT… e chi lo racconta con PASSIONE”.

C’erano Italo Cucci, incontrato in più di una occasione e non solo per le frequentazione nell’Unione Stampa Sportiva, i presidenti regionale del Coni Leopoldo Desideri e della Figc  Piero Rinaldi , la collega Antonella Ciervo, colleghi, l’editore Amabile  di Radio Radiosa , Paolo Paladino promotore di tante iniziative di animazione del borgo, Paola Paladino animatrice della rassegna ”Note di  Settembre”,  Paolo Grieco dell’Associazione Amici del Borgo che ha curato l’allestimento di una mostra fotografica in quella piazza Marzabotto  che ha visto Renato seguire attività come la sagra della crapiata.

E poi Stefano Mele decano dei giornalisti sportivi e autore di un libro su un periodo importante del Football Club Matera dagli albori ai trionfi della serie B al declino degli anni immediati.

A Renato, scomparso il 6 febbraio scorso, sarebbe piaciuto, ne siamo certi continuare quel lavoro anche perchè aveva da parte molto materiale dell’ultimo ventennio e poi aveva firmato due periodici distribuiti allo stadio. Un lavoro, il suo svolto con passione, spesso di parte come capita a un buon 90 per cento dei colleghi che scrive di calcio ” con la testa nel pallone e per il pallone”.

”Il calcio è una fede– ripeteva Renato – scrutando la  tribuna dello stadio ” XXI Settembre 1943-Franco Salerno” e aggiornando il tabellino”.

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Di origine salernitane come me e della stessa ”classe di ferro”, come evidenzia, rispondeva con ”Sempre!” e con un largo ”sorriso’  all’invito : ”Un solo grido,Forza Matera !’.

Una passione, quella per il calcio, che il giornalista del Corriere dello Sport e direttore del “Guerin sportivo” , Italo Cucci, ha rimarcato con un ricordo personale di Renato e con considerazione su una professione, che rischia di andare verso il naufragio per tanti motivi.  Corruzione, pay tv, teppismo, scommesse…giornalismo spettacolo ?  Un po’ di tutto . E ha precisato di aver fatto  il giornalismo sportivo senza passione, di essere stato tifoso del Grande Torino, scomparso nello schianto di Superga,  e poi del Bologna ”che tremare il mondo fa”.

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”Ho scelto -ha detto- di cimentarmi nel giornalismo sportivo che non è affatto di serie B. Le  grandi firme della stampa sceglievano di andare alle Olimpiadi, come corrispondenti, per avere una visibilità che aveva seguito e dava popolarità.  Quanto a me sono tifoso, adoro la faziosità che è un aspetto bello del calcio purchè non sfoci  nella violenza.Nei confronti del calcio, sopratutto nel nostro Paese, c’è un forte interesse sociale. Il calcio è coerenza, una caratteristica – conclude con un pizzico di ironia- che non puoi trovare per esempio nella politica”.

Una affermazione condivisibile. La campagna acquisti e cessioni dei politici e i cambi di casacca si svolgono nella coerenza dell’opportunismo, laddove conviene schierarsi. Le accuse di tradimento, come si suol dire, escono da un orecchio ed escono dall’altra…Esempi?

C’è l’imbarazzo della politica, altro che fantacalcio… E a proposito di calcio la mostra e l’evento organizzato dall’associazione ”Amici del Borgo, hanno offerto una vasta carrellata di immagini di Renato: dall’arrivo a Matera dalla sua Salerno, agli impegni lavoratori a quelli per il calcio, lo sport, il giornalismo che lo portò a collaborare con varie testate locali e nazionali.

Un lavoro svolto con tanta passione e con un sorriso intenso come la fede per il suo Matera.