Quando si ha la testa al gioco viene facile anche praticare sport poco diffusi, come andare in monociclo, che l’immaginario collettivo lega agli  spettacoli circensi e di piazza.

Stare in equilibrio e pedalare su una ruota non è facile ma.. se si è bravi si può conquistare anche un alloro di pregio.

Due atlete materane, Chiara LACERTOSA e MariaRosaria CORETTI della associazione sportiva dilettantistica “LACAPOSCIUC “(in dialetto materano: avere la testa al gioco) di Matera, parteciperanno  per la prima volta,  al campionato europeo di monociclo in programma dal 1 al 12 agosto a Mondovi (Cuneo).

Il monociclo, non più inteso unicamente come attrezzo da clown, è a tutti gli effetti una disciplina sportiva, riconosciuta in tutto il mondo per la pratica di numerose specialità come race, trial, street, muni (uphill cross country downhill), freestyle (singolo, coppia, a gruppo), hochey e basket.

L’Associazione sportiva dilettantistica “LACAPOSCIUC” è una associazione sportiva della città dei Sassi impegnata da anni nella promozione e divulgazione di sport e arti di strada, come capoeira, giocoleria, sport all’aria aperta.

Gli allenamenti del gruppo sportivo avvengono generalmente ogni sera dalle 19,30 presso il Parco Giovanni Paolo II di Matera, il ”boschetto” come è noto quel luogo nella tradizione locale.

Per saperne di più potete contattare Michele NOVIELLO, presidente della Asd LACAPOSCIUC+393282498703
miknov74@gmail.com

https://www.facebook.com/pages/Lacaposciuc-ASD/1405938752981723?fref=ts.

L’impegno di una piccola associazione per il neonato sport della bici ripropone l’attenzione sulla necessità di realizzare delle piste ciclabili, superando limiti e ”pericolosità” dei percorsi ciclabili urbani.

Il percorso via delle Nazioni Unite, via Annibale di Francia è a rischio ricorrente di incidenti. Per trasformarli in ”piste” occorre creare delle barriere fisiche (guard rails o similari) per evitare -come accade – che i ciclisti possano essere investiti. Non a caso i ciclisti evitano di transitarvi e meno che meno i minori.

L’unica pista degna di tal nome, nonostante gli evidenti segni di degrado, è quella di quasi cinque chilometri di contrada Pantano. E’ utilizzata, nei due sensi di marcia,  anche da maratoneti e da chi fa jogging.

In attesa di soluzione è il progetto di bikesharing, attivato quasi otto anni fa con la giunta Buccico e proseguito fino al penultimo gradino o alla penultima pedalata (se preferite) con la giunta Adduce. L’impresa che doveva gestire il servizio è venuta a mancare e si dovrà riprendere la questione…

Funzionano, ma sono poche utilizzate, le rastrelliere per le bici collocate davanti a giardini, via Don Minzoni e davanti a qualche scuola. Ma senza un progetto di mobilità sostenibile (Il Piano urbano della Mobilità c’è ma è stato finora poco applicato, fatta eccezione per la costruzione dei rondò) i risultati saranno episodici e senza il beneficio dell’integrazione.

Qualcosa si è mosso con l’utilizzo e il noleggio da parte di privati delle bicielettriche o a pedalata assistita. E poi ci sono i ciclisti della domenica e gli appassionati del ciclismo amatoriale, che promuovono passeggiate nell’agro.

Sono comparsi anche i risciò per i turisti, mentre i piccoli pedalano, a due o quattro ruote,  in piazzette e parchi.

Matera a due ruote chiede strada, piste e percorsi. All’assessore alla mobilità urbana Valeriano Delicio il compito di tirare la volata, con un programma di interventi mirati per migliorare l’esistente (barriere e segnaletica) e attivare una campagna di informazione per la sicurezza di pedoni e ciclisti.