Vrooom…tra un sorpasso, una chicane, un pit stop e un autografo…concesso a un ragazzo che ha sognato di diventare come lui in pista o di essere vincente nella vita. Ayrton Senna, scomparso 24 anni fa in un tragico incidente, è stato e continua a essere per tanti un esempio di coraggio, altruismo e di voglia di farcela, di non arrendersi mai perchè i sogni- prima o poi- possono avverarsi, magari dopo una serie di curve o dopo un periodo nero. Il pensiero, dedica o ricordo, se preferite del giovane materano Marco Delli Noci tira dentro nelle marce sequenziali della vita il piglio del campione di Formula Uno, mai domo, silenzioso, pronto a ricaricarsi per una nuova sfida, facendo leva sulle debolezze da superare e su una grande fiducia nel proprio sogno. Ayrton Senna è stato anche questo…un campione su pista e nella vita.

LA NOTA DI MARCO DELLI NOCI

Caro Ayrton,

oggi aiuta molto ricordare la tua straordinaria persona, da me conosciuta tramite racconti video e letture. Non ho avuto la fortuna di stringerti la mano perché, quando eri in vita, le variabili spazio/tempo non l’hanno permesso: tu sfrecciavi come un forsennato in giro per il mondo ed io cominciavo a muovere i primi passi nel mondo.

Sin da piccolo seguo e tifo le gesta del Cavallino Rampante per scelta, un amore a prima vista come quello per il Milan. Invece solo in questi ultimi anni so di te, dei tre campionati vinti, delle tue performance eccellenti, delle sfide avvincenti contro Prost e la politica della Formula1, della tua sfrontata velocità, del tuo prezioso talento senza confini ed anche di quel tragico giorno di 24 anni fa.

E’ opportuno osservare la tua figura in tutti i suoi aspetti: coraggio, passione, determinazione, minuziosa cura dei dettagli al fine di vincere, fiuto della vittoria, resistenza alle avversità, capacità di reinventarsi. Caratteristiche importanti abbinate ad un importante fattore, la ricerca ossessiva di un progetto di vita, seppur ricco di insidie, dettato da principi valoriali come la lealtà, l’altruismo e la fede. Forse la tua forza, come scrive il giornalista Giorgio Terruzzi, è concentrata nella “capacità di sfiorare la nostra anima, dopo aver trattato a lungo, continuamente, la propria”.

Credo che l’insegnamento da trarre, nell’attuale realtà liquida e superficiale, sia non solo l’ormai altisonante e ripetitivo slogan “credere nei propri sogni”. Infatti, non basta. Il punto nodale è come approcciarsi ai sogni; tu sei un esempio, un eroe, da cui prendere ispirazione. Chiamala questione di equilibrio, nonostante i periodi chiaroscuri da attraversare, tra mantenere fermi e ben saldi i principi e l’agire con spregiudicatezza mostrando l’unicità del proprio talento. Nel lavoro, nello sport, nella vita. Sempre.

Grazie Ayrton, ad maiora semper.