Per un attimo mi ha ricordato le etichette della Simmenthal, la carne in scatola cotta in gelatina, trangugiata con i pomodori durante un campeggio abusivo lungo la linea ferroviaria a Marina di Ginosa ( Taranto) nota- negli anni Settanta- con il nomignolo di ”Shangai” dello Jonio… Ma poi a guardare bene il tratto ironico di Pepperio Barbino e dal contorno rosso sangue, come si fa con le bistecche fiorentine o delle nostrane podoliche, dell’opera digitale ”Bluebos” mi ha ricordato tanto il Bos Lassus e ora spompato che staziona in consiglio comunale. Pepperio ha visto giusto e ha riaperto quella rivendita di carne a bassa macelleria, che fino agli anni Ottanta prosperava nel mercato di Piazza Ascanio Persio, quando si vendevano a prezzi stracciati quarti e quartini di animali azzoppati finiti anzitempo – con tanto di autorizzazione veterinaria- nell’ex mattatoio del rione Piccianello. E se guardate bene quei quarti del Bue squartato ci troverete i tanti pezzi dell’Arca di Noè dell’ammiraglio sindaco Raffaello, schiantatisi per i prevedibili sabotaggi in via Aldo Moro, e quelli del governissmo al sapore di marmellata rancida di prugne, che si inventa ultimatum con la raccogliticcia squadra di un governo di centrosinistra, da rimpasto preelettorale. Pasto, rimpasto a un bue senza basto? E i materani? Stanno come il Bue, sprofondati sul divano, a piangersi il fallimentare Carnevale e la Quaresima della cenere sul capo e di uno sfondato copricapo. Il pirotecnico grafico con la mostra di opere analogiche ”Quasi Nove”, allestita nella hall dell’Hotel Nazionale ,che abbiamo visionato in silenzio di domenica mattina, ha tirato fuori una carrellata di simboli e di provocazioni per tutti gusti. Tuttifrutti…ricordando Elvis ” The Pelvis”. C’è il ” Che” con mascherina e un basco che ha fatto tendenza: dal padre nicaraguense e ministro sandinista Lorenzo Cardenal a Padre Basilio Gavazzeni, che ha detto la sua sul ‘Casino’ Padula. Colpisce la bilancia truccata ”sed lex dura lex” dell’uccellino della comare, da cantare a squarciagola con Cochi e Renato contro tutte le teste di ciola, il ”paglione” del tira a segno per chi sguazza senza ritegno, la bomba H come una supposta di Uniplus (con la U…altrimenti finiamo negli anglicismi della fondazione) fino agli infarti fulminei delle cartelle dell’Agenzia delle Entrate. Una discrezione pindarica, qualunquista? Beh. Non vi resta che andare a vedere la mostra e tirare fuori le considerazioni che vi verranno d’impeto, tra un sorriso e una amara (come le frasche) riflessioni. Nella hall, accanto alla cortesia del personale del Nazionale, troverete il registro dei visitatori. Firmate, commentate e passaparola: Pepperioooooo Barbinooo…E’ Quasinoveee, come riporta il comunicato ufficiale della mostra.

Quasinove

In mostra le opere digitali di Pepperio Barbino

Dal 10 febbraio al 3 marzo nella hall dell’Hotel Nazionale

in Via Nazionale, 158/A a Matera

Vernissage sabato 10 marzo alle ore 18,30.

Irriverente come solo chi ha il coraggio delle proprie idee sa essere e Pop nell’uso del colore e del linguaggio. E’ questa la cifra della mostra di opere digitali Quasinove di Pepperio Barbino, alterego artistico del grafico materano Peppino Barberio.

Le otto opere grafiche che compongono la mostra Quasinove saranno esposte al pubblico da sabato 10 febbraio a sabato 3 marzo 2018 nella hall dell’Hotel Nazionale in Via Nazionale, 158/A a Matera. La mostra potrà visitata tutti i giorni dalle 17 alle 20. Ingresso libero.

La vernice si terrà sabato 10 febbraio alle ore 18,30 all’ Hotel Nazionale. L’autore non interverrà, sarà presente il suo alterego Peppino Barberio che dialogherà con Maristella Trombetta, docente di Estetica e Storia della critica d’arte dell’Università degli Studi di Bari, e con Michele Saponaro, funzionario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Da Infimito, a Bluebos, a Lamourt le opere di Pepperio, attraverso l’elaborazione di segni e simboli appartenenti al quotidiano e alla memoria collettiva, sono coloratissimi inviti alla riflessione su quanto accade nella città di Matera, su come si vivono sentimenti e stati d’animo e sul valore che diamo ai simboli.

Per Andy Warhol “la pop art è un modo di amare le cose”. Pepperio Barbino potrebbe sentirsi “stretto” in una definizione, eppure è di certo Pop. Ne è esempio Bluebos, trasposizione grafica del bue che campeggia sullo stemma azzurro della città di Matera. Un bue segmentato come i tagli di carne della macellazione, un grido di dolore dell’autore per una città divisa e spesso svenduta.

“Il logo della mostra è fortemente ironico – afferma Pepperio Barbino – e spiega come siamo ormai servilmente piegati dalle multinazionali petrolifere, pur sapendo che non fanno proprio bene alla nostra comunità. Nonostante ciò personaggi servili attingono a piene mani da questo sistema. Nessuno è immune. La mostra – prosegue l’autore – è composta da otto opere digitali, ognuna ha un tema specifico e nell’insieme rappresentano il mio caratterino”.

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito: http://www.quasinove.it/