La piccola mappa illustrata è esplicita: segna la lunghezza quotidiana della fila di auto, camper, autobus di linea e di gitanti, che attraversa, intasa, ingorga la città ogni mattina.

Lunga quasi due chilometri, nasce dall’incrocio di via Don Minzoni  con via Lucana all’altezza della Camera di Commercio, si dipana verso la stazione con l’intasamento vicino l’edicola e si complica con lo sbocco in piazza Matteotti del traffico proveniente da via La Malfa e da via Aldo Moro; la fila prosegue per tutta via Moro sino alla rotatoria del Pino dove si mescola alla processione di forestieri che salgono da Aia del Cavallo che contendono il passo a quelli che scendono da Serra Venerdi a gonfiare l’incrocio attorno all’albero del Pino; da qui la fila sale su su per tutta via Annibale di Francia fino al Villaggio del fanciullo e da lì in poi si allenta per via dello sbocco di via Lanera verso il centro.

Un incubo di rumore, di benzene e CO2 a tonnellate, di stress, di calore.

Migliaia di auto ogni giorno dirette al Centro dove neppure trovano parcheggio e quindi girano a vuoto per cercare di trovarne uno, anche perché il Centro è già pieno di suo di automobili in sosta per via di una zona pedonale col singhiozzo che assurdamente consente il parcheggio in metà del Centro, via del Corso, via XX Settembre, via Roma e via Derogando.

Forse occorre trovare una soluzione, magari copiando da altre Capitali.

Londra, per esempio, per andare in Centro, non solo si paga la famosa Congestion Charge, una tassa di 10 sterline (12 euro) di pedaggio perché appunto si contribuisce a congestionare lo spazio, ma i residenti pagano anche il diritto a parcheggiare nelle strade dove risiedono e i commercianti che desiderano tenere la macchina proprio davanti al proprio negozio in centro (come il mulo davanti al Saloon), pagano una tassa maggiore. Le tariffe variano a seconda dalla zona, della cilindrata della macchina e dell’anno di immatricolazione e, secondo un principio economico di utilità marginale della rendita di posizione, il prezzo è decrescente più ci si allontana da Central London.

Il nostro Comune potrebbe ispirarsi al buon senso londinese e applicare un modello simile, destinando poi le somme incassate al potenziamento dei mezzi pubblici che, su corsie preferenziali, porterebbero a destinazione i passeggeri in men che non si dica, in una città più pulita e più accogliente per i residenti e per i turisti tanto attesi e graditi (da qualcuno).

Ma – si dirà – i cittadini così si vedrebbero tassare ulteriormente l’automobile. Vero. Ma spenderebbero molto di meno in carburanti, pneumatici, parcheggi, freni e frizione, riparazioni da tamponamenti, multe ecc., tanto da realizzare invece, un forte risparmio annuo.

Si può fare? E’ difficile?

Lo so che non ci sono opere edili da realizzare e ciò, come dire, allontana l’attenzione dal tema, però sarebbe molto utile alla città.

Ma almeno, santa miseria, nell’attesa di migliori idee decongestionanti, si potrebbe almeno aprire il parcheggio di via Saragat? O era solo una delle tante e labili promesse elettorali?