E tra le professionalità che più si sono battute per contrastare sul campo, a cominciare dall’informazione senza pregiudizi sull’Aids e su altre malattie, che ha trattato nella lunga carriera di immunologo,e la stessa cosa ‘’informazione’’ chiede per i vaccini, che considera necessari per contrastare il ritorno e il rischio di contrarre malattie virali. Il professor Leonardo Aiuti, a Matera nel corso del congresso nazionale itinerante ‘’ Il latte, oro bianco d’Italia. Strategie per conoscere, produrre trasformare, controllare valorizzare’’, che ha visto in prima linea sul piano organizzativo l’Universita di Basilicata e l’Associazione regionale allevatori, ha espresso con estrema lucidità come stanno le cose e come occorre cambiare rotta citando dati, situazioni, paradossi e disinformazione sulla situazione dei  vaccini. “Purtroppo -ha detto il professore Leonardo Aiuti,docente emerito all’Università  La Sapienza di Roma-esiste da mesi in Italia questo dibattito, attraverso i mass media e internet, sulla validità dei vaccini e alla fine finisce per essere deleterio per la popolazione che si trova confusa e questo dipende dal fatto che spesso su internet, in tv vanno a parlare persone incompetenti non della materia. Citiamo attori, attrici, giornalisti non specializzati del settore, politici e cantanti, che dicono ”io sono contrario alla vaccinazione” e vengono messi a confronto, nel dibattito, con esperti.  Questo, purtroppo, fa male perchè alla fine la gente è confusa e non si trova la possibilità di dare punti di riferimento che sono le sperimentazioni cliniche, le pubblicazioni internazionali famose, quelle dei risultati del vaccino sul mercato che dimostra la sua innocuità e la capacità di ridurre le epidemie. Questo ha portato, come tutti sanno, a riduzione delle vaccinazioni sia obbligatorie che facoltative nei giovani e, questo è il punto più dolente, alla differenza enorme che esiste tra alcune regioni e i vaccini che vengono fatti. Pensiamo a quello per  la varicella, per esempio, abbiamo tassi di vaccinazione inferiori del 40 per cento, in Sicilia, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, contro una media nazionale del 60 per cento’’. Aiuti cita altre situazioni. “Abbiamo –ha detto il docente- dei vaccini che proteggono da infezioni da Papilloma Virus ormai da 10 anni e che non sono obbligatori, ma facoltativi per le ragazze e ora anche per i maschi di 12 anni, che dovrebbero essere fatti per proteggere dal tumore del collo dell’utero o dalla laringe dell’uomo e che dovrebbero essere fatti dal 95 per cento delle persone e,invece, il tasso di vaccinazione ancora, dopo 10 anni dalla introduzione, è ancora al 58 per cento con punte minime del 30-40 per cento nelle regioni del Sud. E questo per ignoranza  della gente, mancata partecipazione dei medici e anche per il fatto  che molte Asl, probabilmente per superlavoro non chiamano i ragazzi e le ragazze per le vaccinazioni, non danno spiegazioni utili ai genitori per  illustrare quali sono i vantaggi di queste vaccinazioni’’

Come invertire ,allora, la tendenza? ” Prima di tutto puntare sull’ Informazione – aggiunge l’esperto. La responsabilità non è solo delle Asl ma anche dei medici di famiglia. Faccio una precisa accusa su questo aspetto. Perchè è il medico di famiglia, è il pediatria che deve chiamare le famiglie a far vaccinare i ragazzi. Se il vaccino antinfluenzale che dovrebbe essere  fatto da oltre il 90 per cento della popolazione sopra i 65 anni ha un tasso di vaccinazione che è del 50 per cento, significa che la metà della popolazione non lo fa ed  è gravissimo. Se il vaccino del pneumococco, e su questo devo dar atto ai politici perchè in alcune regioni lo hanno messo a disposizione gratuitamente dei medici di famiglia, perchè costa caro 100 euro, fosse disponibile come quello dell’influenza- al 95 per cento-per gli  anziani ultrasettantenni. Viene fatto, invece, solo per il 10 -15 per cento, e in alcune regioni al 5, significa che c’è un sistema sanitario che non funziona nella prevenzione. Poi ci lamentiamo se gli ospedali sono pieni, perchè gli anziani prendono polmoniti, bronchiti, otiti . E poi c’è un concetto : più le vaccinazioni vengono fatte e più c’è una unità di comunità, comunemente indicata in maniera cattiva come comunità di gregge, che impedisce la diffusione di virus e batteri e riduce il problema dell’eventuale contagio anche a chi è più esposto . E, quindi, l’interesse a fare il vaccino non è solo del singolo, ma anche della comunità. Oggi abbiamo una comunità che non è quella di 30 anni fa. Abbiamo molte più persone  deboli, fragili, molti più anziani, la vita media allungata, molti più esposti ,abbiamo più diabetici, con malattie metaboliche, immunodepressi. E questo ha portato a una ricircolazione dei virus come il morbillo, che se colpisce persone con deficit immunitario,con malattie come leucemie o un tumore, allora quelle muoiono. Abbiamo, banalmente,ottenuto  risultati enormi su trapianti di fegato, rene, malattie leucemiche, tumori,ma  poi si muore  per morbillo. La legge sui vaccini è stata fatta,  modificata direi male dal Parlamento .Io preferivo quella originaria, proposta dal Ministro della Sanità Lorenzin, che rendeva obbligatori i vaccini’’. Una posizione netta quella di Aiuti e altrettanto chiara sulla necessità di consumare latte e latticini. ‘’Il Latte –ha detto-è un prodotto importante, nutriente, fondamentale per bambini, donne in gravidanza, adolescenti,anziani lo dice Oms. Una dieta senza latte e latticini può procurare patologie, deficit dell’accrescimento deficit e malformazioni osteopatie’’. Più chiaro di così…e occhio alla genuinità