La dottoressa Vitalba Ruggieri, materana,  con laurea in Biotecnologia farmaceutica, dottorato di ricerca in biologia applicata alla salute umana e Scuola di specializzazione in biochimica clinica, è stata premiata in Portogallo per uno studio sui carcinomi del cavo orale.

Un importante riconoscimento in ambito internazionale al lavoro della ricercatrice  dell’Irccs Crob di Rionero in Vulture, con una formazione di altissimo livello costata anni di impegno. Una esponente di quel prezioso scrigno di ricchezza intellettuale italiana (3500 in Italia, 40 a Rionero) costituita dai ricercatori precari (biologi, biotecnologi, chimici e tecnologi del farmaco, psicologi, statistici, medici, tecnici, amministrativi e altro personale di elevata professionalità) che lavorano negli istituti di ricovero e cura di carattere scientifico (IRCCS)  come il Crob di Rionero in Vulture per l’appunto.

I dati presentatispiega la Ruggieri prodotti esclusivamente all’interno dell’Istituto, potranno rappresentare la base per nuove possibili terapie, attive sul metabolismo neoplastico, in una forma di cancro, come quello del cavo orale, difficilmente curabile”.

La Ruggieri, in quanto componente del gruppo di studio sul metabolismo oncologico dell’Istituto, coordinato dalla Prof.ssa Claudia Piccoli, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento in occasione del corso avanzato “Febs Advanced Lecture Course on Oncometabolism: From Conceptual Knowledge to Clinical Applications”, tenutosi a Figueira da Foz, in Portogallo, dal 18 al 24 giugno scorsi.

Dopo essere stato selezionato in una prima fase fra le 15 presentazioni accettate dal Comitato Scientifico Internazionale ed incluse nel programma del congresso. lo studio condotto dalla Ruggieri, dal titolo “Dichloroacetate Affects Mitochondrial Dynamics Resulting Into Overactive Mitophagy In Glycolysis-Reliant Oral Squamous Cell Carcinomas”, è stato premiato come migliore presentazione orale nell’ambito della sessione scientifica in cui è stato esposto.

La FEBS (Federazione delle Società Europee di Biochimica), è una fra le maggiori e più importanti società di ricerca accademica e formazione al mondo e conta circa 40.000 membri.

Circostanza che fa legittimamente sottolineare  a Giuseppe Cugno e Pellegrino Musto, Direttore Generale e Direttore Scientifico dell’Istituto rionerese  come: “Il riconoscimento ottenuto rappresenti una ulteriore occasione di visibilità oltreconfine e conferma, ancora una volta, l’elevato livello di competitività raggiunto dalla ricerca traslazionale dell’Irccs Crob nel panorama scientifico internazionale”.

Non a caso è stato rilevato proprio in questi giorni come gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) e gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali siano tra i migliori Istituti di ricerca italiani, soprattutto in virtù del grande spazio che danno alla ricerca scientifica, grazie anche al lavoro -come ricordavamo prima- di ben oltre 3500 tra ricercatori e personale di supporto alla ricerca, tutti con contratti “atipici” (Co.Co.Co/Pro, Borsisti, P.IVA).

Lavoratori della ricerca sanitaria pubblica, che fanno cioè ricerca sanitaria applicata indipendentemente da interessi commerciali e con ricadute dirette e positive sui pazienti ma che sono precari (da 5, 10 15 anni e oltre) legati all’incertezza di borse di studio e contratti atipici per nulla dunque tutelati nemmeno da un contratto a tempo determinato. Una incertezza accresciuta dalle recenti norme della cosiddetta riforma Madia e che necessità di un rapido intervento che possa dare stabilità lavorativa a chi opera quotidianamente per la salute dei cittadini e il prestigio delle istituzioni scientifiche pubbliche.

Ma tornando al lavoro della dottoressa materana che ha ottenuto il riconoscimento della FEBS, nello specifico si è occupato dei “Carcinomi del cavo orale, tumori che si contraddistinguono per un fenotipo particolarmente aggressivo ed una prognosi infausta. Come buona parte delle cellule cancerose anche le cellule tumorali di questo distretto presentano come tratto distintivo una riprogrammazione della loro attività metabolica nota come “effetto Warburg” o glicolisi aerobica. Si tratta di un meccanismo che consiste in un’aumentata conversione del glucosio in lattato in condizioni aerobie, a discapito del processo di fosforilazione ossidativa mitocondriale.”

Lo studio condotto alla dott.ssa Ruggieri ha consentito di dimostrare “la sensibilità di linee cellulari derivanti da tumori del cavo orale all’inibizione farmacologica dell’effettoWarburg con il dicloroacetato(DCA). Inoltre, l’analisi dei meccanismi alla base di questo fenomeno ha rivelato che il DCA interferisce con i meccanismi di controllo dell’omeostasi cellulare, inducendouna degradazione massiva dei mitocondri, che risulta fatale per la cellula tumorale.