L’odierna approvazione della proposta di legge per istituzione della rete nazionale registro tumori e del referto epidemiologico rappresenta un passo in avanti sostanziale nella cultura sanitaria del nostro Paese. Si tratta di un atto dovuto nei confronti dei nostri tanti, troppi, concittadini colpiti da questo male che avrà effetti positivi anche in chiave di prevenzione sul nostro territorio. Questa rete potrebbe finalmente dare il giusto input per effettuare un serio studio in Basilicata che escluda o confermi l’eventuale relazione tra attività petrolifere e incremento dei tumori, soprattutto alla luce di ricerche esistenti.”

E’ quanto dichiarato dall’on. Mirella Liuzzi del Movimento Cinque Stelle.

Infatti, uno studio regionale effettuato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano –aggiunge la Liuzzi– della durata di 10 anni (dal 1990 al 2000) ha evidenziato che mentre nelle altre regioni italiane i tumori diminuivano, in Basilicata si registrava un incremento anomalo proprio in concomitanza con le prime attività petrolifere. Un altro studio dell’Istituto Mario Negri Sud, ha certificato che nell’area dell’ASL di Villa d’Agri (tra il ‘97 e il 2000) le patologie cardio-circolatorie civetta risultavano essere il doppio della media del resto delle altre aree della regione Basilicata. Anche qui, il caso ha voluto che tali incrementi di patologie tumorali fossero emersi nello stesso periodo della messa in funzione del Centro Oli di Viggiano. Gli studi non sono più andati avanti nonostante i dati fortemente preoccupanti.”

Il via libera dato dalla Cameraconclude la parlamentare lucana – Portavoce del M5S alla Camerae’ il frutto di un lungo e proficuo lavoro svolto dal M5S in commissione Affari Sociali, che va a colmare un vuoto che caratterizzava il nostro SSN, che migliora la qualità dei dati oncologici raccolti e consente di realizzare una fotografia, aggiornata annualmente, dello stato di salute dei territori. Una pecca non può però essere sottaciuta: non sono state previste risorse finanziare per questa proposta. Sarebbe stato sufficiente investire risorse minime per migliorare la qualità dei dati raccolti sia in campo oncologico che epidemiologico. Ora la palla passa al Senato per l’approvazione definitiva di questo importantissimo provvedimento”.