Leggere allunga la vita e la rende migliore. Mai definizione fu più calzante rispetto ad un libro, quello che vi stiamo per segnalare e che, aggiungiamo subito, andrebbe regalato a se stessi e a tutti coloro a cui si vuole bene. Per una ragione vitale: esso è il compendio di quanto al momento è noto a livello scientifico in merito ai meccanismi che regolano l’invecchiamento e la malattia, con l’indicazione dei cibi (sorprendentemente abbastanza comuni) che hanno la caratteristica di allungare la vita e mantenerci in salute. E scusate se è poco!

E il tutto non in base ad una delle tante teorie in circolazione, magari di qualche guru che promette miracoli, spesso con danni collaterali enormi. Ma basato su dati scientifici aventi il marchio dello IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia.

Trattasi de “La dieta Smartfood” compendiata in un libro edito da Rizzoli, scritto dalla giornalista Eliana Liotta che lo firma con Pier Giuseppe Pelicci (direttore della ricerca allo IEO, noto per aver scoperto il primo gene dell’invecchiamento nei mammiferi) e Lucilla Titta (nutrizionista che coordina il progetto Smartfood allo IEO).

Per la verità, dopo averlo letto, parlare di dieta –ne converrete- appare davvero riduttivo perché qui non è in gioco solo la linea ma, perchè la Smartfood promette di proteggerci dalle malattie, cancro incluso, e di allungarci la vita.  Tutto grazie alle scoperte della “medicina del futuro”,le due discipline emergenti (la nutri genetica e la nutri genomica) incaricate di studiare le due forme di relazione  tra alimenti e DNA.

La prima si occupa dell’effetto che i geni hanno nel farci tollerare o metabolizzare alcuni alimenti. La seconda dedicata a studiare l’influenza che ha sul DNA ciò che mangiamo.

La “nutri genomica” sembra essere giunta a comprendere come taluni cibi siano in grado di arrivare al nucleo delle nostre cellule, interagendo con il Dna e con le loro molecole, “silenziare” i geni dell’invecchiamento, detti gerontogeni, attivando quelli della longevità.

Ed è così che si è giunti a redigere la lista dei Longevity Smartfood: venti cibi comunissimi come arance rosse, asparagi, cachi, cavoli rossi, ciliegie, cipolle, fragole, frutti di bosco, lattuga, melanzane, mele…che grazie ad alcune delle loro sostanze attivano i geni che allungano la vita, come Sirt, e imbavagliano i geni che ci fanno invecchiare, come Tor.

Sono le vie genetiche che regolano il metabolismo: i gerontogeni si esprimono dopo un pasto abbondante e ordinano che si iperproduca energia e si immagazzini grasso, due cose che innescano decadimento fisico e malattie. Al contrario, se c’è carenza di cibo, i gerontogeni “tacciono” e “parlano” i geni della longevità, imponendo che non si accumuli grasso e che si usi l’energia disponibile per riparare i danni dei tessuti e dunque per mantenerci in salute.

Tutti i Longevity Smartfood hanno la caratteristica di mimare il digiuno: li mangiamo ma è come se non li mangiassimo. La molecola smart, intelligente, è un flavonoide, la quercetina, presente anche in asparagi, capperi, cipolle e lattuga, così come i benefici effetti di arance rosse, cavoli rossi, frutti di bosco, melanzane, patate viola, prugne nere, radicchio, uva nera si devono alle antocianine che, fra l’altro, proteggono il cuore. Tra essi, incredibile ma vero c’è anche il cioccolato fondente.

Nel libro si elencano anche i Protective Smartfood, ovvero quei cibi che sembra proteggono dai malanni e dai chili di troppo: oltre a tutta la frutta fresca, la verdura, l’olio d’oliva e gli oli di semi spremuti a freddo, i cereali integrali, frutta a guscio, semi oleosi ed altri.

Per beneficiare di queste conoscenze non occorre diventare vegetariani (che rimane una scelta etica) e non occorre nemmeno più ragionare in termini di calorie (parametro superato). L’avvio su questo sentiero alimentare prevede due fasi: Start e Smart. La prima comprende una serie di test di autovalutazione, la seconda guida a uno schema alimentare facile, con le porzioni consigliate e nessun cibo escluso, neanche pane e pasta. L’importante è organizzare ogni pasto con metà di frutta e verdura, più verdura che frutta, un quarto di proteine e un quarto di cereali, meglio se integrali.

Si comincia dalla spesa chiedendosi non cosa comprare come “primo e cosa di secondo”, ma: che verdure mangiamo oggi? Insomma, migliorando il nostro rapporto con la tavola, pare che potremo potenzialmente vivere abbondantemente oltre i 100 anni e in salute. Mica male come prospettiva. E pensare che trattasi di una dieta che non richiede particolari sacrifici e si può seguire abbastanza facilmente. Una dieta che separa i fatti dai miti, che si fonda su risultati scientifici attendibili che ognuno è libero di modellare sulle proprie scelte di vita alimentare.

C’è da dire che va allo IEO , a cui è devoluto un euro del prezzo del libro, si lavora ora anche per sviluppare nuovi farmaci che nascono dai cibi e inibiscono i gerontogeni.  Meditate gente, meditate…non prima di aver letto il lavoro di Eliana Liotta.

Libro Liotta_dietasmartfood