Volete la salute dall’ospedale? Una frase fatta, quasi scanzonata, ma che serve a stemperare il clima di vertenza per una categoria di lavoratori dell’ ospedale Madonna delle Grazie.

La vicenda dei lavoratori che assicurano, in un clima di difficoltà oggettiva, il servizio di prenotazione unica presso l’Azienda sanitaria di Matera è un ” caso di studio” che dovrebbe finire negli ambienti giusti, a cominciare dal presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi, del lavoro Giuliano Poletti e della sanità Beatrice Lorenzin per i paradossi e i limiti di appalti e contratti che accrescono la precarietà di giovani, padri e madri di famiglia, non consentono alle imprese di lavorare a prezzi e a costi di mercato e alla ”Sanità” territoriali di offrire servizio adeguati ai cittadini.

Altro che ”job Acts” e ”federalismo”! Siamo al malessere diffuso perchè si governa con i piedi (è un eufemismo) pretendendo di fare le nozze con i fichi secchi…che alla fine, se si mangiano solo quelli, portano alla stitichezza e allo scompenso generalizzato.

La Basilicata paga, poi, gli effetti di una deleteria e continua politica di accentramento di funzioni nel capoluogo di regione con il silenzio di quanti territorialmente dovrebbe rappresentarci, puntando i pugni sul tavolo, quando si vanno a impinguare le casse dell’ospedale di Potenza San Carlo, ci si balocca con i corsi di medicina in lingua inglese e con il sogno nel cassetto di una facoltà che per la logica dei numeri e dei costi è destinata a restare nel cassetto, i riconoscimenti di efficienza …salvo poi a migrare altrove quando si tratta di affidabilità per la propria salute.

Spot all’insegna dell’autogoal, che devono fare i conti con i tagli delle royalties del petrolio. E allora senza soldi e volontà precise non si va da nessuna parte. E così lunedì 12 le maestranze saranno in sciopero, dopo aver esperito tutti i tentativi per venire a capo della situazione, come ha ricordato il segretario della Cgil Eustachio Nicoletti, ma gli impegni presi da Regione e Asm per rimediare alla ”precarietà’ ” della situazione sono rimasti a livello di buona intenzione, lasciando il cerino in mano ai lavoratori, ai sindacati e alla rete temporanea di impresa-come hanno rimarcato Angelo Vaccaro che per la Cgil si occupa della questione, e i segretari della Cisl Giuseppe Amatulli e della Uil Franco Coppola .

Quando si passa da 62.000 a 45.000 ore di lavoro e con un gara (contenuta rispetto alla precedente) di appalto quinquennale a base d’asta da 4,9 milioni di euro ,aggiudicato a 4,6, i conti alla fine non tornano. A tutto questo si aggiunge lo ”svuotamento”’, come hanno osservato i sindacati, della clausola sociale che dovrebbe garantire la continuità occupazionale e contrattuale dei lavoratori, che in passato erano passati da una fase di ”solidarietà” e poi al passaggio del contratto metalmeccanici a multiservizi.

Un ”case stude”, come lo chiamano quanti si baloccano con la dimensione 2.0 dei soloni di governo, che andrebbe rivisto per non penalizzare ulteriormente i lavoratori, i cittadini e le imprese. Anche perchè altri appalti, come quello delle pulizie, premono alle porte su scala regionale. Per uno, quello del San Carlo (arieccoci) pende il giudizio di una inchiesta giudiziaria. Ci vorrebbe una ramazza per fare chiarezza. Sindacati pronti a utilizzarla, in attesa che la Politica quella del ”buon governo” si affacci sull’uscio.

Lotta lavoratori cupMT-
LUNEDI’ SCIOPERO. LE RIFLESSIONI DEI SINDACATI CGIL, CISL E UIL
VERTENZA
Centro Unico di Prenotazione (CUP) – Azienda Sanitaria Matera (ASM)
Lunedì 12 settembre 2016
Sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori
Presidio Ospedale Madonna delle Grazie – Ore 9,00

Sembra quasi un ritornello. Ogni spending review, ogni cambio di appalto di servizi, si traduce inevitabilmente in tagli all’occupazione, riduzione delle ore contrattuali e corrispondente riduzione delle retribuzioni, precarizzazione ulteriore di contratti di lavoro già precari, peggioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, riduzione e peggioramento della qualità dei servizi per l’utenza, con conseguenti effetti deleteri sui livelli di salvaguardia del fondamentale diritto alla salute delle persone.

La nostra vertenza di lavoratrici e lavoratori addetti ai servizi in appalto del CUP dell’ASM di Matera riflette emblematicamente tutto questo.

Nel cambio di appalto avvenuto all’inizio di quest’anno ci hanno detto che bisognava tagliare nella misura del 25% l’occupazione o, in alternativa, ridurre della stessa misura le ore lavorate e le retribuzioni. Poiché i nostri contratti si concretizzano in part – time di 24, 20, 18, 16 ed in alcuni casi addirittura di 10 ore settimanali, si comprenderà quanto un taglio del 25% delle ore lavorate e dello stipendio leda la dignità di noi lavoratrici e lavoratori e faccia precipitare il reddito delle nostre famiglie sotto la soglia di povertà.

Chi si fa carico dei figli che dipendono totalmente da questa fonte di lavoro?
Chi si assume la responsabilità di far precipitare queste famiglie al di sotto della soglia di povertà?
Chi può in tutta coscienza dirsi tranquillo quando chiede ai lavoratori il massimo dell’impegno e dell’abnegazione a fronte di stipendi mensili che precipitano anche a 300 euro?

Risale al 9 febbraio 2016, l’impegno della Regione Basilicata, con la mediazione del Presidente della Giunta Regionale, a salvaguardare i livelli occupazionali, chiedendo ai lavoratori un sacrificio in misura di un taglio dello stipendio pari al 10% delle ore contrattuali. Per contro l’ente pubblico garantiva di mettere in atto tutti gli strumenti necessari a tutelare ed implementare i livelli di servizio connessi alla gestione degli sportelli CUP dell’ASM.

Purtroppo a distanza di sette mesi, prendiamo atto che tutti gli impegni assunti da Regione e ASM siano completamente disattesi, con l’immediata conseguenza di un ritorno al taglio del 25% di ore contrattuali e retribuzioni.

Non rimarremo in silenzio a subire quella che riteniamo una ingiustizia sociale !

Ci dispiace, nella giornata di sciopero, creare alcuni disagi (che pure abbiamo, coscientemente, tentato di arginare al massimo, garantendo sportelli in tutti i presidi ospedalieri facenti capo all’ASM), ma siamo certi che gli ammalati e le loro famiglie, gli utenti del servizio sanitario ed i cittadini offriranno la solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori ed alle loro famiglie ormai in ginocchio.

Al Presidente della Giunta regionale non chiediamo l’impossibile. Chiediamo solamente di rispettare e far rispettare gli impegni assunti.