Se un ex parlamentare di lunga esperienza come Vincenzo Viti, che è stato tra i fautori della elezione di Raffaele De Ruggieri e della nascita di una eterogenea coalizione che l’ha supportato, dai risultati e della evoluzione che conosciamo, invita il ‘’Primo Cittadino’ a non fare finta di nulla sulla vicenda della progettazione di piazza della Visitazione, significa che siamo al capolinea…Ma di quella assenza di confronto preventivo con la città, e all’interno della stessa Amministrazione, evidenziata in altre questioni. Vincenzo Viti riprende uno a uno i Nove punti didascalici, da relazione tecnico politica, diffusi dal Sindaco prima della conferenza stampa degli ex sindaci e di Giovanni Caserta sul progetto presentato dalle Fal per la stazione e per le prospettive della piazza. Una scelta -quella della risposta anticipata- poco avveduta, per tanti, che sarebbe stato meglio fare dopo. Segno di insofferenza o di un metodo di lavoro di confronto con la città, sacrificato sull’altare del ‘’comunque si faccia e in fretta’’ per Matera 2019. Il nodo è qui: andare avanti, comunque, e i risultati si vedono. Governissimo e Città reale viaggiano su binari diversi, visto che il treno non è passato per la stazione del confronto…

LE CONTROSSERVAZIONI DI VINCENZO VITI

Il Sindaco di Matera vorrà ascoltare anche chi, pur non facendo mancare riflessioni critiche sempre rispettose,ha evitato di collocarsi su versanti opposti ( pur se a Matera non esistono più “versanti” politici di qualche significato per la fluidità di relazioni senza perimetro, arbitrate come sono da privati patteggiamenti e pubbliche scorrerie). Consentira’ percio’ di provvedere, con lo stesso metodo didascalico, al riordino di una vicenda più complessa di quel che si voglia intendere.

1 non ci si può limitare a definire “questione di galateo istituzionale” la delega ad un soggetto aziendale di proporsi fra i pianificatori di un progetto intergenerazionale cui la piazza è chiamata di là da venire. Nelle more,aggiungiamo,di un fervido lavoro nel quale nel frattempo il Comune si starebbe industriando. Pur se il galateo è stato gravemente offeso da una gestione selettiva e celebrativa di una scelta che riguarda la città e non solo un’Azienda ferroviaria
La “citta’” non c’era. Sono stati inopinatamente respinti cittadini che pur avevano manifestato interesse a comprendere e valutare.

2 Neanche il merito del progetto o la sua illuministica e la avveniristica “leggerezza” erano in discussione. Andavano raccordati i tempi e la sostenibilità complessiva della invenzione con la coerenza, a prova di cemento,del parco intergenerazionale. Per una sorta di mistero buffo il parco intergenerazionale comincia a realizzarsi per generazioni successive ( forse per epoche).

3 Sarà davvero, nel nostro caso, la “prima stazione ferroviaria(?) che sorgerà da un parco urbano”? Due domande : non sarà piuttosto un parco a “sorgere” da una stazione ferroviaria ? E poi, di quale ferrovia parliamo? Quella che si ferma a Lanera, un coito interrotto,pardon, un sogno incompiuto ?

4. E poi quali riserve mentali (e non solo) si nasconderebbero dietro obiezioni di elementare buonsenso,forse la pretesa volpina di sviluppare ulteriori volumi su un’area già compromessa ? Non sembra un processo gratuito ? Una fuga in avanti meritevole di qualche preventivo chiarimento,?

5 la verità è che mai si era registrata in forme così diffuse uno scollamento fra città e poteri amministrativi in una sindrome di ansieta’ che rivela la caduta di un orizzonte progettuale organico in vista di scadenze che appaiono ormai fatali.

6 sembra frutto di “sussulti critici”, di flebili conati anarchici fuori tempo e fuori corso, la pretesa di un riordino nei modi di operare in un tempo che segna la morte della politica e percio’ l’avanzare di poteri altri,non neutri né innocenti, talvolta invasivi e situazionisti?

Un Sindaco che viene da un mondo alieno, raffinato, indifferente alle mediocrità delle contese politiche e delle insofferenze del popolo bue, non potrebbe fare finta di niente. Non dovrebbe. Ma questo è un altro discorso.

Vincenzo Viti
Ex parlamentare