L’aveva annunciata ed è stato conseguenziale, indossando i panni del capostazione, Franco Vespe, neo attivista della LegaSud, ritorna sulla questione del mancato collegamento di Matera alla rete nazionale delle Ferrovie dello Stato. Un’opera che ritiene strategica per il ruolo di capitale europea della cultura e per quanto si può e si deve fare mettendo in rete, sul piano dell’offerta turistica, anche il Metapontino.

Senza strategie non si va da nessuna parte. Quanto agli sprechi del passato (si tratta di soldi pubblici) e all’abbandono di un’opera incompleta che ha portato al fallimento di tre imprese si tira dritto sul binario morto. Parlarne? Porta male e poi mai svegliare il cane che dorme. Vespe spara a zero su Del Rio, Pittella, De Ruggieri e auspica che venga completato anche l’aeroporto di Pisticci, ignorando lo strabismo regionale di puntare anche su quello di Pontecagnano (Salerno).

Spreco di risorse? Assenza di strategie o per le infrastrutture dovremo accontentarci solo di quello che ha messo in cantiere finora la Puglia con l’adeguamento delle Ferrovie Appulo Lucane e quello che potrà venire (attendiamo la progettazione) per il collegamento di Matera alla A 14 – a Gioia del Colle ( Bari).

Vespe è fermo alla stazione di La Martella, che qualcuno ipotizza si possa trasformare in terminal bus. Ipotesi? Conosciamo tempi, risposte e tanti ‘’ni’’. Vespe tira dritto e si abbandona anche a considerazioni colorite sul trenino –metropolitana leggera delle Fal.

Alcuni mesi fascrive Vespesi è tenuto il Consiglio Comunale aperto di Matera per commemorare l’anniversario della nomina di Matera a Capitale Europea della Cultura (CEC). Purtroppo ho dovuto ancora una volta registrare che si persevera nell’equivoco di fondo di ritenere che turismo di massa e turismo culturale siano cose separate, antitetiche e riguardanti classi di persone fra loro diverse. E’ un equivoco che una CEC come Matera deve subito sgombrare.

Non esiste più, o forse non è mai esistito, il turismo alla Stendhal e oggi chi fa turismo culturale è lo stesso che non disdegna quello di massa (mare o montagna che sia!). Se così è (ed è così) da questo scattano delle conseguenze che dovranno far ricorso a strategie territoriali ben diverse da quelle che i boys di Stendhal pensano di attuare.

Se così è il Metapontino diventa sponda nevralgica per far si che ci sia la massima ricaduta territoriale. Se così è (e così è), occorre ripensare ad una strategia infrastrutturale che si getti alle spalle una volta per tutte la croce che lo stato sabaudo ci ha caricato addosso riducendo i popoli del Sud all’accattonaggio di strada con il cappello in mano in attesa di ricevere le poche briciole dallo stato centrale. In quella sede c’è stata l’esplosione della “giusta ira” del sindaco di Pisticci Di Trani che ha letto nelle strategie (?) esposte dal comune di Matera e del sindaco Pittella/De Ruggieri una scarsa apertura e nessuna volontà a coinvolgere l’entroterra materano.

Ma andiamo con ordine. Parlavamo di questo equivoco snobista e piccolo borghese provinciale dei pronipoti di Domenico Ridola di ritenere insieme intersezione nullo il turismo di massa ed il turismo culturale. E’ vero giusto il contrario ed il turismo culturale è un sottoinsieme di quello di massa. Se così è sappiamo che a Matera non ci sono le condizioni perché dia residenza al turismo di massa.

L’impegno della città CEC validato dalla Comunità Europea, è quello di arrivare ad una ospitalità turistica annua di 600 mila presenze. Dopo gli eventi ciclopici che Matera ha ospitato in questi ultimi giorni (si badi bene ben vengano, purchè rispettosi dei ritmi e delle armonie del nostro habitat) condivido pienamente le preoccupazioni di Emmanuele Curti di non trasformare Matera in una nuova Venezia da dove i cittadini permanenti sono o saranno sfrattati! L’unico luogo nelle vicinanze in grado invece di dare ospitalità al turismo di massa che potrà fruire di Matera CEC, come di tutte le altre bellissime attrazioni culturali e paesaggistiche della nostra regione, è il metapontino.

Anzi grazie alle coste del metapontino si potrà reggere la spietata concorrenza in campo turistico (che poi alla fine vera concorrenza non è) della Valle dell’Itria e di quella pugliese. Ecco perché pensare ad una infrastrutturazione efficace, sia su via ferrata che aerea (ben venga l’aeroporto turistico a Pisticci!), che colleghi il metapontino con il corridoio adriatico diventa una sfida che non potrà essere oltremodo elusa. Ovvero l’inserimento di Matera nella rete nazionale ferroviaria, prolungarla verso il metapontino, diventa davvero nevralgica per far fare un salto di qualità ai nostri territori. Davvero ridicolo (ormai è solo mala fede) pensare che il problema sia risolvibile potenziando le FAL.

E’ come se qualcuno avesse proposto ai suoi tempi di rafforzare la metropolitana di Milano per realizzare il collegamento con Roma! Le proporzioni fra le FAL e la rete ferroviaria nazionale è esattamente la stessa! Le FAL sono solo una metropolitana di superficie che collega Matera (poco) con l’area urbana del Barese. Testoni di un Del Rio, Pittella, De Ruggieri! La sua importanza diventa ancora più cogente se poi si considerano i tempi necessari per collegarsi alla Calabria ed alla Puglia attraverso la dorsale adriatica.

Provate a partire da Metaponto per arrivare a Reggio Calabria: una vera e propria odissea! Capite che se ci dobbiamo accontentare di un turismo alla Stendhal ottocentesco, il trenino fumettistico delle FAL va più che bene. Poi se insceniamo lungo il suo percorso una gigantesca comparsata facendolo assaltare dai briganti con i loro archibugi sarebbe ancora più caratteristico. Se vogliamo invece che Matera diventi un nodo culturale turistico nevralgico per il nostro paese, se vogliamo che in occasione del 2019 ci siano delle ricadute sul nostro intero territorio, se vogliamo che la nostra città possa diventare la capitale ed il testimonial di un Sud non più piagnone, ma dinamico, attivo, fluido; se vogliamo concorrere a trasferire il baricentro dell’Europa verso il Mediterraneo (la scelta fatta della Comunità Europea su Matera è ispirata anche da questa sfida); capite bene che la infrastrutturazione di cui abbiamo parlato diventa nevralgica.

La giustificazione addotta da Del Rio per continuare ad affidare nelle mani delle FAL i destini infrastrutturali viari è semplicemente Ri_ DI_ CO_ LA, oltre che insultante! “Perché ormai i bilanci delle FAL sono in attivo!” Questa è stata la sua giustificazione. Avrebbe meritato di essere accompagnato con robusti calci nel sedere fuori dai confini della nostra provincia! Sappiate cari materani che chi non vuole il collegamento di Matera alla rete nazionale ferroviaria non vuole bene alla nostra città e non vuole bene soprattutto al Sud. E poi Il treno a Matera è importante per andare a Sud..non a Nord!! ”

Signori, in carrozza…

 

NB. La foto è tratta da Sassiland.com