Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Francesco Vespe sul dibattito tra le forze politiche in campagna elettorale.

Sembra di stare su scherzi a parte! La scelta dei candidati è coerente con il dibattito così avvilente e di basso profilo che si sta sviluppando in vista delle prossime elezioni politiche.

Il paese sta subendo situazioni surreali che si materializzano solo quando ogni argine etico-morale viene travolto ed ogni giusta riverenza all’intelligenza umana ed alla competenza viene barbaricamente azzerata dalla brutalità dei troppi “imbecilli” lasciati a piede libero.

Questo è parte forse del complessivo declino della nostra società come ha ipotizzato un illuminante editoriale di Galli della Loggia sul Corriere della Sera del 30 Gennaio scorso.

Come definire altrimenti il dibattito sulle tasse in cui si è impigliata la campagna elettorale?

Siamo entrati in un gigantesco circo Barnum dove si fa a gara a chi la spara più grossa! Il problema vero del nostro paese non è quello di pagare meno tasse (sarebbe comunque una conseguenza virtuosa!) ma come queste sono realmente impiegate.

Piero Angelo osannato divulgatore scientifico, ama fare l’esempio della mucca. Chiamiamola Pierina! Tutti si affannano a proporre soluzioni fantasiose su come mungerla e come fare economie e sprechi sul latte che versa. Nessuno in Italia invece si spende per indicare come sfamare al meglio Pierina. Come trovare cioè per lei pascoli più ubertosi o fissare le giuste rotte per condurla colà. In una trasmissione, attorniato da politici, nonostante il suo prestigio, Angela fu ruvidamente aggredito da costoro pur di non rispondere alla metafora della mucca Pierina da lui sfoderata. Risposta che nemmeno in questa campagna elettorale si sta cercando di dare.

Fuor di metafora, nessuno si cimenta nell’indicare l’orizzonte delle politiche agricole, industriali o del terziario avanzato verso le quali adeguate strategie dovrebbero proiettarci. Nessuno indica come creare nuovo lavoro e nuovi lavori. Non è passato inosservato, tuttavia che al II (smart nation) e VI (investimenti produttivi) punto del M5S, solo dopo quello riguardante lo snellimento legislativo e prima del reddito di cittadinanza, viene posta l’emergenza di creare nuovi lavori facendo degli investimenti produttivi in settori che si prendono la briga coraggiosamente di identificare.

Sarebbe straordinariamente vincente per una forza sociale e politica, poter fare affidamento sulla propulsività di quelle energie giovanili che è in grado di coagulare, per valorizzare questi aspetti fortemente dinamici. Solo così si potrà infrangere la melassa narcotizzante di quei corporativismi auto-referenziali, conservatori ed assistenzialistici non interessati ad alimentare la mucca Pierina, quanto piuttosto a mungerla!

Senza infrangere questi corporativismi sarà difficile operare una seria “spending review” della spesa pubblica che possa liberare nuove energie e risorse da destinare ad investimenti fruttuosi. Ogni azione “rivoluzionaria” nel nostro paese non può prescindere dalla disarticolazione di questa struttura rigorosamente corporativistica della nostra società, idrorepellente al perseguimento del bene comune, causa principale del suo declino etico-culturale di cui parla Galli della Loggia.

La forza politica che saprà liberarsi dal dibattito vischioso e sterile sulle tasse da (non) pagare, condotto fino ad ora da sterili strilloni, per rincorrere i veri temi riguardanti la modernizzazione del nostro paese, avrà già vinto, aldilà del risultato elettorale che sarà in grado di raccogliere.

Si confida ancora, nonostante tutto, che dal letame possa nascere un fiore…..(Via del Campo di De Andrè)”

Francesco Vespe