Gli amici di un tempo, nostalgici del suo pensiero e devoti alla figura del ” Presidente”, Emilio Colombo, si riuniranno a Matera il 24 giugno nella chiesa di Sant’Agostino, a 4 anni dalla sua morte, avvenuta a Roma a 93 anni, per una Messa in sua memoria. Officerà, alle 18.00, don Giuseppe Tarasco. Il rito sarà impreziosito, riporta un annuncio degli “Amici, dagli interventi musicali del soprano Veronica Pompeo. La scelta della chiesa del Sasso Barisano non è casuale, visto che il Comune ha deliberato di intitolare la balconata a una figura ,che è tanta parte della storia del BelPaese e della Basilicata. Alcuni non condivideranno e lo hanno rimarcato con libri, saggi e prese di posizione nette ma la storia è storia… Ed Emilio Colombo, che piaccia o no, è stato statista di spessore internazionale e tra i padri fondatori della Repubblica Italiana, ricoprendo incarichi di governo e di alto impegno politico all’estero. Anche per la Basilicata, si potrà discutere su alcune scelte di industrializzazione che hanno deluso le attese, i ritorni sono venuti: dalle leggi speciali sui rioni Sassi all’ultima grande infrastrutture viaria, rappresentata dalla fondovalle Basentana realizzata negli anni Settanta. Staremmo a discutere per ore sul correntismo dentro e intorno ai mari solcati dalla “Balena Bianca” e dei leader nati sotto l’ala protettrice di Emilio Colombo, molti ancora sulla breccia con responsabilità e ruoli diversi .Da Giampaolo D’Andrea a Vito De Filippo a Salvatore Margiotta a Vincenzo Viti (tra i promotori più convinti della intitolazione del belvedere, avversata da alcuni) a un nugolo di giovani, che hanno avuto alterna fortuna negli ultimi lustri , passando dalla deflagrazione della Dc ( Margherita, CCD, Udr,) fino a Forza Italia e iPd. Colombo ha vissuto tutte le epoche del dopoguerra repubblicano, contrassegnato da un impegno e da uno spessore politico notevole. Nell’immaginario collettivo ha rappresenato una figura di alto profilo tra il reale e il soprannaturale, quasi ispirato dallo Spirito Santo che ha nella colomba l’emblema più alto. Quando si dice la predestinazione dei cognomi…Qualcuno ha rimarcato alcune debolezze del Presidente , ammesse dallo stesso leader. Ognuno è responsabile delle proprie scelte, sapendo che prima o poi figure che sono al centro dell’attenzione prima o poi un prezzo alla celebrità e alla visibilità debbono pagarle. Lo stesso ” Belzebù”, Giulio Andreotti, aveva messo tutto in conto e non si era mai scomposto più di tanto. Adesso siamo ai rimpianti per entrambi gli statisti ( potremmo farlo anche per esponenti di Pci, Psi, Pri, Pli ecc) che avevano una elevata preparazione culturale e politica e si muovevano nelle ”regole” dei partiti. Era la Prima Repubblica, con tutti i pregi e i difetti …messi in luce 25 anni fa ” Tangentopoli”. Da allora la politica di qualità, emersa nell’immediato dopoguerra, è scomparsa via via sotto i colpi della questione morale di berlingueriana memoria e sono venute fuori le mezze figure, i teatranti del teatrino della politica di quart’ordine e una sequenza di opportunismi di basso cabotaggio. Naturalmente abbiamo semplificato su una pagina della storia del BelPaese, che attende di essere approfondita. Agli ”Amici” del Presidente,comunque, suggeriamo di andare sul piano della concretezza,istituendo un premio europeo per i giovani impegnati in politica o, ancora meglio, per una scuola di formazione politica. Realtà formativa scomparse con la frantumazione dei partiti. L’invito vale anche per altri che pretendendono di chiamare scuola ” le leopolde 2.0” o ” le summer school” con Tizio o Caio. Mah, lasciampo perdere. Oggi tutto sembra uguale,trasversale legato a interessi per il potere e al potere per gli interessi. La foto in bianco e nero , di Rosario Genovese, riportata nell’invito, esalta una dote particolare (per alcuni clientelare) circa la capacità di ascolto di statisti come Emilio Colombo e di altri. Ripartiamo dalla volontà e dalla capacità di ascoltare di fare politica, con la gente, per e tra le gente. Per carità; i tempi sono cambiati. Servono anche i social, ma sono uno strumento narcistico e mistificatorio che non portano da nessuna parte, anzi… Il milione di ”Mi piace” sulla pagine social del boy scout di Firenze , del venditore di fumo di Arcore , del gestore di fari per allodole di Genova o del venditore di sorrisi della Valle dei Templi sono ”fuffa” e i risultati si vedono. Una prece. Negli scaffali della politica e della storia del BelPaese ci sono esempi a cui ispirarsi e magari pensandoci dal ”belvedere” colombiano di Sant’Agostino. Perchè dai Sassi e nella loro storia ci sono passati anche Palmiro Togliatti, Giovanni Spadolini e fior di letterati, studiosi e imprenditori illuminati. Un colpo d’ala per rinnovare la politica, puntando sui giovani e mettendo da parte i falsi ”rottamatori” che hanno rottamato il BelPaese.