Il ministro per i Beni attività culturali e turismo, Dario Franceschini, di certo non si dimenticherà di “Ciccillo” , noto come l’Uomo di Altamura, rinvenuto a Lamalunga, che è diventato davvero un caso per il mondo scientifico internazionale. Gli altamurani proprio non ci stanno ad acconsentire al suo trasferimento in altra sede, per esami approfonditi, in assenza di rassicurazioni sull’intera operazione e, sopratutto, per il suo ritorno a casa. ”Ciccillo ” non si tocca e anche l’on. Liliana Ventricelli (Pd) presenta una interrogazione, relativa al progetto scientifico KARST per lo studio dell’Uomo di Altamura in cui si sta valutando anche la fattibilità dell’estrazione. Si auspicano tempi brevi per la risposta. Nel frattempo il ministro Franceschini farebbe bene a venire nella ”città del Pane” o ” Leonessa di Puglia” per un incontro ravvicinato con ” Ciccillo”. Mezz’ora o quasi per arrivare in aeroporto, a Bari, e altrettanti per arrivare ad Altamura e con una statale 96 adeguata che prende corpo.

LA NOTA DELL’ON. LILIANA VENTRICELLI.

Come componente della commissione Cultura della Camera dei Deputati, ho presentato un’interrogazione ai ministri dei beni attività culturali e turismo, Franceschini, e dell’istruzione università e ricerca, Fedeli, in ordine al progetto sull’Uomo di Altamura che è stato finanziato dal MIUR ed è denominato “Rediscovering Altamura: advanced multidisciplinary investigations on the skeleton from the Lamalunga cave, Italy – Riscoprire Altamura: indagini avanzate multidisciplinari sullo scheletro della grotta di Lamalunga, Italia” (bando PRIN 2015). Nell’interrogazione ho posto dei precisi quesiti ai ministri: quali azioni intendano porre in essere per rassicurare la popolazione altamurana, il comitato e la comunità scientifica circa la messa in sicurezza del reperto e dei luoghi; quali atti siano stati prodotti e quali informazioni siano a conoscenza dei ministeri sulla eventuale estrazione dello scheletro; quali siano i rischi di uno spostamento e quali azioni di vigilanza siano state messe in campo; quali iniziative si vogliano intraprendere per coinvolgere, informare la cittadinanza e le istituzioni locali; quali azioni si stiano mettendo in campo per garantire che lo studio e la fruizione del bene avvenga nel territorio di ritrovamento e non venga sottratto alla comunità.

Ad Altamura sono stati sollevati timori e perplessità sulla ipotesi di estrarre il reperto per approfondire gli studi scientifici e sono ampiamente meritevoli di attenzione poiché riguardano sia l’integrità che la sicurezza del sito paleoantropologico carsico nonché la futura eventuale collocazione del reperto. Sono state diffuse e rese note le schede progettuali di questo programma triennale di studi ma non sono bastate a rassicurare i cittadini, le associazioni né l’Ente Parco che hanno espresso contrarietà, in mancanza di dati certi e conoscenze appropriate su quanto si vorrà fare. L’interrogazione mira ad elevare la vigilanza ed a promuovere in assoluta trasparenza una maggiore conoscenza delle attività previste. Non è questione di iscriversi al partito del “sì” oppure del “no” a prescindere alla ipotetica estrazione del reperto, ovviamente sempre che ciò sia fattibile. La ricerca scientifica è la benvenuta, soprattutto se si sposa con la valorizzazione delle nostre grandi risorse culturali e sicuramente l’Uomo di Altamura lo è, ma non a prezzi intollerabili. Quindi tutto ciò è assolutamente subordinato alla chiarezza ed alla trasparenza di informazioni e garanzie.

On. Liliana Ventricelli

Il testo dell’interrogazione è disponibile sul sito: www.lilianaventricelli.it

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE.

Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, al Ministro dei beni e attività culturali e del turismo

Premesso che:

L’Uomo di Altamura è uno scheletro di Homo neanderthalensis scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, nei pressi di Altamura, ed è datato tra i 128.000 e i 187.000 anni fa;

la scoperta è avvenuta nel pozzo carsico, costituito da un sistema di grotte piuttosto complesso, di Lamalunga e ha comportato l’imposizione di diversi vincoli di tipo archeologico e paesaggistico e l’avvio di un progetto di ricerca “Rediscovering Altamura: advanced multidisciplinary investigations on the skeleton from the Lamalunga cave, Italy (Riscoprire Altamura: indagini avanzate multidisciplinari sullo scheletro della grotta di Lamalunga, Italia)” finanziato nel 2016 dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica (MIUR) nell’ambito della call “PRIN 2015”, che sarà sviluppato e portato a termine nell’arco del triennio 2017-2019 e finalizzato tra l’altro a promuovere, previa eventuale estrazione, la conservazione e musealizzazione dello scheletro.

Negli ultimi giorni si è appreso che si stanno svolgendo alcune indagini nella grotta e in prossimità del sito per valutare la fattibilità dell’estrazione del reperto con discese in grotta; l’estrazione, la rimozione e anche il più piccolo intervento su un terreno di lavoro estremamente fragile, potrebbe arrecare seri danni ai resti fino ad oggi conservati: l’Uomo di Altamura è un grande tesoro per la città, la più importante scoperta paleo-antropologica in Italia.

Pertanto nella città di Altamura ha preso vita un coordinamento per impedire che il cranio e lo scheletro possano essere portati via, e il Cars (Centro altamurano ricerche speleologiche) ha pubblicamente manifestato delle perplessità sul progetto ritenendo che il fossile sia parte integrante della grotta di Lamalunga, un “unicum” carsico: si temono, infatti, possibili danni all’integrità dello scheletro;

nonostante il professor Giorgio Manzi, ordinario di antropologia all’Università “Sapienza” di Roma, insista sul fatto che si tratterebbe di “paure immotivate”, l’allerta cresce e c’è bisogno di chiarezza rispetto agli eventi che si stanno velocemente susseguendo;

secondo Manzi, infatti: “È un progetto assolutamente prudente e con tutte le cautele necessarie. Stiamo facendo delle indagini dettagliate e questa fase durerà ancora sei-otto mesi. Dopo ogni discesa studiamo i dati. È un team di altissimo livello, i migliori specialisti ciascuno nel proprio ambito di competenze.”

Per sapere dai ministri interrogati:

-quali azioni intendano porre in essere per rassicurare la popolazione altamurana, il comitato e la comunità scientifica circa la messa in sicurezza del reperto e dei luoghi; -quali atti siano stati prodotti e quali informazioni siano a conoscenza dei ministeri sulla eventuale estrazione dello scheletro; -quali siano i rischi di uno spostamento e quali azioni di vigilanza siano state messe in campo; -quali iniziative si vogliano intraprendere per coinvolgere, informare la cittadinanza e le istituzioni locali; -quali azioni si stiano mettendo in campo per garantire che lo studio e la fruizione del bene avvenga nel territorio di ritrovamento e non venga sottratto alla comunità.