Un semestre alla guida del Comune di Gravina in Puglia ( Bari) per il sindaco Alesio Valente (Pd) e ora la prospettiva di tornare al voto, dopo la sentenza del Tribunale amministrativo della Puglia hanno ritenuto “illegittima l’ammissione della lista ‘Gravina On’ alla competizione elettorale del giugno 2017” . Nino Sangerardi ci descrive la motivazione e quanto si prospetta per la vita politica e amministrativa del centro murgiano. La decisione dei Magistrati amministrativi può essere appellata al Consiglio di Stato, che però deve decidere in tempi non lunghi. Se la sentenza sarà confermata, il Comune di Gravina verrà sciolto, segue commissariamento e infine nuove elezioni.

 

TAR annulla le elezioni comunali(giugno 2017) di Gravina in Puglia

Nino Sangerardi

I Giudici del Tribunale amministrativo della Puglia hanno ritenuto “illegittima l’ammissione della lista ‘Gravina On’ alla competizione elettorale del giugno 2017″ che ha eletto al primo turno sindaco Alesio Valente (Pd più altre compagini elettorali).

Secondo i magistrati il «vizio inficia tutti gli atti della consultazione elettorale che, pertanto, devono essere annullati».

Dunque viene accolto il ricorso presentato da Domenico Romita (candidato sindaco sostenuto da diverse liste civiche) ed altri cinque ricorrenti, assistiti dagli avvocati Gianni D’Innella e Gaetano Di Muro.

La lista ‘Gravina On’ è stata la più votata ottenendo quattro seggi dei 15 espressi dalla coalizione guidata dal sindaco uscente Valente(Pd) e,dopo l’insediamento della maggioranza partitca,ha avuto la carica di presidente del Consiglio comunale affidata all’avv. Maria Filippa Digiesi.

” Dei 15 moduli contenenti le sottoscrizioni dei presentatori della lista Gravina On – si legge nella sentenza – solo il primo contiene le generalità del candidato sindaco, mentre gli altri non erano ad esso in alcun modo connessi”.

A giudizio del TAR «la dichiarazione dei presentatori di una lista candidata alle elezioni deve inequivocabilmente esprimere la volontà politica degli autori, fondata sulla completa conoscenza degli elementi essenziali affinché a detta dichiarazione conseguano gli effetti giuridici voluti dalla Legge».

Nelle diatribe elettorali innanzi ai Giudici, la cosiddetta prova di resistenza è una delle motivazioni principali per il superamento di un ricorso, e cioè la dimostrazione che l’accoglimento del ricorso avrebbe potuto modificare l’esito delle elezioni.

Ebbene nel caso delle elezioni gravinsei poichè la lista esclusa Gravina On ha riportato il 13% e il sindaco pro tempore Valente ha vinto con quasi il 53%, senza l’apporto di Gravina On avrebbe raggiunto la soglia del 40%: quindi sarebbe andato al ballottaggio e non avrebbe vinto al primo turno.

E adesso che succede?

La decisione dei Magistrati amministrativi può essere appellata al Consiglio di Stato, che però deve decidere in tempi non lunghi.

Se la sentenza sarà confermata, il Comune di Gravina verrà sciolto, segue commissariamento e infine nuove elezioni.