Una conferenza stampa annullata all’ultimo momento e le dimissioni di Giampiero Maruggi da amministratore unico di Sviluppo Basilicata, che in una lettera – consegnata nei giorni scorsi al presidente della giunta regionale Marcello Pittella – spiega i motivi della rinuncia. Motivi, come da nota ufficiali, legati a motivi professionali e alla necessità di procedere a “ una giusta alternanza di professionalità, per mantenere vivo quello scambio di idee e di progetti che sono alla base della crescita di qualunque azienda”. Tutto troppo in fretta e in poche ore. Ma come- si sono chiesti in molti- si convoca una conferenza stampa, nonostante le dimissioni del manager? Cosa c’è dietro la rassicurante nota di ringraziamenti e di pubbliche attestazioni per il lavoro svolto?

La ridda delle ipotesi e vasta, mista a incredulità vista la carne fuoco messa ad arrostire da Sviluppo Basilicata,tra fondi di garanzia per le imprese, le start up per cominciare a farlo o le Fondazioni (non bastavano quelle che già arrancano per vari motivi ) come quella ipotizzata per impiegare gli immigrati a seguito del protocollo di intesa sottoscritto dal presidente della giunta regionale Marcello Pittella, a Matera, con l’imprenditore egiziano Naguib Sawiris? Le basse frequenze di Radio Regione , aldilà delle pubbliche attestazioni di reciproca stima, parlano di clima raffreddato aldilà del cambio delle condizioni meteo. Peccato, visti gli annunci fatti due anni fa, quando Maruggi- di casa a Matera- era subentrato a Raffaele Ricciuti. A sua volta dimissionario dopo le fasi di avvio della società per azioni in house della Regione Basilicata, che opera a sostegno dello sviluppo, della ricerca e della competitività del territorio regionale.

Ma è lo stesso Maruggi, aldilà di possibili problemi di impostazione e di azione di Sviluppo Basilicata, a mettersi a disposizione per eventuali nuovi incarichi. “Dal canto mio –afferma Maruggi-confido, nei nuovi ruoli che dovessi ricoprire, di poter continuare a servire il nostro Territorio, al quale sono profondamente legato”. Dove? A quanto parte torna nel settore creditizio ma dirigere un grande gruppo pugliese. Auguri. La Basilicata? Mah c’è poca benzina nei serbatoi della Regione , dopo lo sconquasso procurato dalla questione petrolio, che rappresenta un nervo scoperto nella gestione dei rapporti tra politica, amministratori della Compagnie e popolazione della Val D’Agri in primis (e poi della collina e del Metapontino per via delle ricorrenti richieste di perforazioni) che, nel recente passato, ha assistito a comportamenti ondivaghi e di attesa sulle questioni salute e sicurezza.

Il resto è storia d’oggi : dalle inchieste giudiziarie, tutt’ora aperte, con il peso del governo Renzi sulla Basilicata e posizioni differenti all’interno del governo regionale, la reazione conseguenziale sui referendum, i limiti e le inefficienze dell’Arpab e le tante interrogazioni in Parlamento, in Italia e in Europa,che hanno portato alla chiusura del Centro Oli ‘’ Cova’’ di Viggiano, decisa dal presidente Pittella e seguita da Eni, con l’apertura delle problematiche sul piano occupazionale e imprenditoriale. Una spina anche per Confindustria nonostante gli sforzi di fare dialogare investimenti energetici, sviluppo e sicurezza. Maruggi è persona forte, affidabile, che sa stare al potere e tra diversi poteri per raddrizzare una barca ,che sta facendo traballare anche la tenuta di esecutivi protesi verso le elezioni amministrative e politiche. Senza dimenticare l’umore di un elettorato che si sente raggirato e poco rassicurato sui temi di energia e sviluppo .

Gli ipocriti gridi di allarme e di dolore sull’invecchiamento della popolazione, la fuga di cervelli (a quando un mea culpa sulle fallimentari politiche di crescita dell’ultimo ventennio?) e le incertezze di crescita, con un depauperamento di risorse e funzioni (l’accorpamento interregionale dell’Anas continua a restare in silenzio) e l’inconcludenza su Matera 2019 con tutto quanto è legato ai problemi della Fondazione e alla pastoie della politica, sono il segnale che occorre una sterzata. Maruggi è l’uomo giusto. Ma servono forti sirene per continuare a tenerlo impegnato in Basilicata.

Le sue dimissioni, che rispettiamo, aprono a un nuovo ingresso in Sviluppo Basilicata. Anche qui le basse frequenze di Radio Regione sono alla ricerca di persona capace e affidabile, senza escludere le promozioni in house e sul campo. La nomina aprirebbe ad altri aggiustamenti, facendo saltare equilibri consolidati anche tra forze imprenditoriali. Siamo alla caduta degli ‘Angeli’’ . Potenza degli opportunismi e del ‘’chi la fa l’aspetti’’ anche a quanti da Matera attendono la visibilità regionale dell’ultimo incarico, prima della immeritata pensione.

 

Maruggi lascia Sviluppo Basilicata per motivi professionali

Dichiarazione di Giampiero Maruggi, amministratore Unico Sviluppo Basilicata

La conferenza stampa che si sarebbe dovuta tenere stamane, annullata a causa dei pressanti impegni del Presidente, mi avrebbe dato l’opportunità di presentare i risultati raggiunti da Sviluppo Basilicata nei circa 20 mesi in cui ho avuto l’onore di ricoprirne la carica di amministratore unico, nonché i cantieri aperti dei progetti in corso.
Il perché di questa esigenza di fare il punto della situazione risiede della mia decisione, formalizzata nei giorni scorsi nelle mani del Presidente Pittella, di rassegnare le dimissioni dal mio incarico.
Nella lettera di commiato ho ringraziato vivamente il Presidente per la fiducia accordatami all’atto della nomina e per la splendida opportunità così offertami di cimentarmi nel rilancio e nel riposizionamento strategico della in-house regionale.
Credo di poter affermare che lascio una Società con migliori prospettive rispetto a quando ne ho assunto la responsabilità, ricapitalizzata, con una gestione economica nuovamente positiva, ma ancor più con una chiara missione da compiere nel contesto delle politiche regionali.
I risultati raggiunti e le prospettive nuove che si sono dischiuse sono frutto di forte assonanza con il Governo regionale, con i Dipartimenti regionali e le Autorità di gestione: ringrazio tutti per la grande disponibilità assicurata sempre e per l’alta professionalità espressa.
Ringrazio ancora, citandoli per ultimi ma sapendo che sono primi nel mio cuore e nella mia considerazione, i collaboratori di Sviluppo Basilicata: un gruppo di giovani donne e uomini di grande professionalità, che hanno reso facile la transizione verso nuovi modelli operativi.
I motivi che mi hanno indotto a questa decisione sono esclusivamente professionali: ritengo giusto che in incarichi pubblici come quello che ho avuto l’onore di ricoprire, vi sia una giusta alternanza di professionalità, per mantenere vivo quello scambio di idee e di progetti che sono alla base della crescita di qualunque azienda.
Chi mi conosce sa che sin dall’inizio di questa avventura ho ritenuto giusto porre un termine al mio incarico, assegnandomi il tempo strettamente necessario ad affrontare le emergenze esistenti e tracciare una nuova strada della Società.
Sono certo che la nuova governance di Sviluppo Basilicata saprà ancor meglio realizzare quanto progettato.
Dal canto mio confido, nei nuovi ruoli che dovessi ricoprire, di poter continuare a servire il nostro Territorio, al quale sono profondamente legato”.