” Grande figura…di stimolo per tutti noi… con la questione dei Sassi, dell’urbanistica e poi quella punta di ironia senza peli sulla lingua… Peccato. La città e il Mezzogiorno hanno perso una grande figura, uno spirito critico…” Sono i commenti che abbiamo sentito letto alla morte del ”Direttore” Leonardo Casamassima Sacco, avvenuta in ospedale, all’età di 94 anni. Sacco non usciva più di casa da alcuni anni. L’ultimo incontro ufficiale con i giornalisti fu quattro anni fa con i colleghi dell’Ordine. Poi l’abbiamo sentito in altre occasioni e mi chiedeva della città , scuotendo la testa sulle tante chiacchiere che avevano accompagnato, nel 2012, era presidente della giunta regionale Vito De Filippo, la donazione alla Regione e per la simbolica cifra di 1 euro della sua vasto archivio di libri, documenti, foto soprattutto della esperienza di ”Comunità” con Adriano Olivetti e della rivista Basilicata guidata con il fratello Emilio per tanti anni. Un cruccio. simile a quello di un altro grande vecchio della cultura locale come Domenico Notarangelo, per un archivio da valorizzare. Il materiale non è stato ancora nè classificato e nè digitalizzato, sperando che sia rimasto integro, e nè sono cominciati i lavori per destinare a sede dell’Archivio l’ex asilo del rione Spine Bianche. Annunci, chiacchiere e polemiche come è nella prassi della politica locale. Saluteremo Leonardo, dalle 16.30 di oggi, nella camera ardente allestita – come per Mimi Notarangelo- nell’ex ospedale san Rocco e domani alle 10.00 i funerali, con rito civile. Chissà che la dipartita del ”Direttore” non smuova l’incoscienza di quegli incoscienti che in 15 anni hanno seminato chiacchiere e illusioni, come ripeteva il buon Leonardo. E lui, se avesse potuto, avrebbe scritto senz’altro un libro sull’argomento. Sacco è deceduto in ospedale a Matera. Per oltre 60 anni, il giornalista e scrittore meridionalista, ha rappresentato la memoria degli eventi che portarono ,nell’immediato dopoguerra. Tra questi figurano l’esperienza laboratorio sul recupero sociale, urbanistico e architettonico dei rioni Sassi promosso dall’imprenditore illuminato Adriano Olivetti . Sacco, con la realizzazione del Borgo La Martella, e il concorso internazionale di idee per il recupero degli antichi rioni di tufo. Sacco, fu attivo anche sui temi urbanistici e nell’analisi del rapporto tra politica, potere e legalità che aveva diretto con il fratello Emilio la rivista ”Basilicata”, con la pubblicazione di saggi come sul ‘’Cemento del potere’’ e sull’Orologio della Repubblica o di analisi sulla storia di Matera. Collaborò come ci ha ricordato Donato Mazzeo anche ai quaderni monografici ” Basilicata Arbereshe. Militò nelle file del Pci, con il quale fu candidato in diverse consiliature, e con l’avvento della Seconda Repubblica ebbe anche una breve parentesi da assessore comunale ai Sassi, indicato da Prc. Ricordiamo la battaglia, poi infruttuosa, di revocare le assegnazioni di immobili nei Sassi a quanti erano morosi o non li utilizzavano. Commentò con un lapidario: ” Senza legalità non c’è democrazia ”. Parole sante per i credenti, di libertà per i laici. E’ la questione morale di Enrico Berlinguer denunciato 40 anni fa…da Sinistra (quando c’era) verso i personaggi sinistri e sinistrati che hanno portato allo sfascio (vendendosi o svendendosi) per un pezzo di potere. E Leonardo sull’argomento aveva scritto tanto, cominciando dalla Basilicata di Emilio Colombo.

L’ULTIMO RICORDO A CASA SUA

Sempre attivo e pronto a polemizzare, sorride e annuire su una ‘’Basilicata’’ dalla storia altalenante, fatta da personaggi noti e meno noti pronti a rimboccarsi le maniche e a volare alto, spesso ignorata o contrastata da notabili e laquais del potere per il potere, Tant’è che il 92enne Leonardo Sacco, militante di Sinistra della vecchia guardia, svenduta dai trasformisti pseudo riformisti di oggi, saggista, giornalista, ricercatore, politico e anche amministratore comunale, resta una delle ultime testimonianze della esperienza di ‘’Comunità’’ negli anni Cinquanta al borgo La Martella con i tanti giovani che operano con Adriano Olivetti, l’Inu e le Fondazioni internazionali del dopoguerra, ha scritto fiori di libri sul ‘’Cemento del potere’’ e sull’Orologio della Repubblica o vergato articoli e inchiesti sull’irripetibile esperienza di Basilicata.
Sessanta e passa di storia lucana e meridionale in quella testa vulcanica, dietro gli occhiali cerchiati di scuro, tra i ritagli di giornale e nella casa biblioteca museo del rione Piccianello che meriterebbero miglior sorte. E, in occasione della iscrizione ad Honorem nell’albo dei giornalisti di Basilicata, ha avuto modo di ritornare sulla questione che denuncia tutto il fallimento e la insensibilità della politica locale priva di quella ‘’cultura’’ operativa necessaria per non mandare al macero tante parte della memoria delle nostre comunità.

Sacco, costretto su una sedia a rotelle,,ha espresso rammarico per la mancata realizzazione della biblioteca dedicata all’imprenditore illuminato ” Adriano Olivetti”, composta da oltre 10.000 libri, documenti, pubblicazioni, foto, che lo scrittore, editore e giornalista, ha donato alla Regione Basilicata nel 2012 per la simbolica cifra di 1 euro, con un atto sottoscritto dall’ex presidente della giunta regionale Vito De Filippo. E ci mostra la lettera di ringraziamento con tanto di impegno a portare a termine il progetto.
” Da allora, purtroppo -ha detto il giornalista e scrittore- non è accaduto nulla. Il patrimonio documentale è negli scantinati e altro è ancora a casa mia. Spero che faccia in tempo a mettere in campo volontà e a superare i problemi. L’età avanza e mi piacerebbe coronare un sogno e un progetto che sono storia della Basilicata e un perno di Matera capitale europea della cultura 2019”. Spero che qualcuno da lassù illumini quanti avrebbero dovuto soddisfare impegni e desideri, che accomuna altri uomini come Domenico Notarangelo che vorrebbero lasciare quanto hanno raccolto e catalogato in questi anni alle genti lucane. Ma siamo come San Tommaso…e valutiamo gli impegni della politica con atti concreti e fuori delle logiche di campagna elettorale.
E veniamo al riconoscimento dell’Ordine regionale dei giornalisti, rappresentato dal componente del direttivo Sissi Ruggi, ha consegnato allo scrittore e giornalista una pergamena per l’iscrizione ”ad honorem” nell’albo regionale. Sacco, che ha compiuto 92 anni il 3 maggio scorso, ha la mente lucida e continua a ancora a studiare e a scrivere come quando dirigeva il periodico meridionalista ” Basilicata”. E’ impegnato in uno studio sulla storia contemporanea della Basilicata che spera di concludere…
La consegna della pergamena è avvenuta alla presenza di alcuni colleghi, con la seguente motivazione: “Figura esemplare della cultura, dell’informazione e del pensiero meridionalista. L’Ordine dei Giornalisti della Basilicata, nell’esprimere profonda riconoscenza e sincero apprezzamento per l’opera svolta al fine di affermare le ragioni del Sud e della Basilicata, si pregia di attribuire a Leonardo Sacco Casamassima l’iscrizione ad honorem al nostro Albo“.

Sacco, commosso, ha ringraziato.Sorride sotto gli occhiali e ci dà un arrivederci alla inaugurazione della biblioteca ‘’meridionalista’’ dedicata al grande piemontese e imprenditore illuminato Adriano Olivetti. Ricordiamo l’apertura quattro anni fa , era il 27 maggio 2012, della biblioteca al Borgo La Martella.
C’era anche il compianto Antonio ‘’ Tonino’’ Montemurro, più volte impegnato negli enti locali e animatore del borgo, e la figlia di Olivetti che aveva auspicato un piccolo gemellaggio tra Torino, Matera e la Basilicata per studi di urbanistica e sociali- come era accaduto negli anni Cinquant- che coinvolgessero un piccolo nucleo di studenti universitari. Una esperienza a costo zero…finita nel dimenticatoio e nell’inconcludenza. Il resto è fallimento di oggi…Speriamo di ravvederci, caro direttore di Basilicata. Quel capitolo va chiuso…