Senza innovazione non si va da nessuna parte. Anzi, si resta al palo e si va indietro. Lo sentiamo e ce lo ripetono da più parti ma Matera, “Capitale europea della cultura 2019” sembra in tutt’altre faccende affaccendata nel calderone di apputamenti dell’effimero da consumare per stupire e basta. Ma poco utili per costruire qualcosa di duraturo e meno che meno utile a una offerta turistica, che va avanti senza regole. E allora opportunità come la sperimentazione e l’attivazione del ” 5G”, la nuova frontiera delle telecomunicazioni ultraveloci, con la possibilità di attivare nel palazzotto di piazza San Rocco- attuale sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Basilicata- il luogo per incubare idee e progetti d’impresa, rappresentano una opportunità irripetibile che la città non sembra recepire e cogliere. Un argomento che è circoscritto al momento agli addetti ai lavori e con poche ‘presenze’ fattive nella politica locale, impegnata nei posizionamenti e nei calcoli opportunistici della campagna elettorale. Serve stimolare (permettetici la similitudine voyeuristica) il punto ”G5” o meglio ” 5G” della Città dei Sassi, quella che dal Neolitico è passata al Cibernetico con la presenza a murgia Terlecchia del Centro di geodesia spaziale ” Giuseppe Colombo” fino ai chilometri di fibra ottico che stanno raggiungendo quartiere e aree urbane. Serve un coordinamento per far convergere cultura e nuove tecnologie su un unico obiettivo, quello dell’innovazione e dello sviluppo, che significa occupazione. A parlarcene con argute argomentazioni è Vincenzo Menzella, vicepresidente di Iniziativa Popolare, tornato a fare politica con l’entusiasmo e la competenza di sempre che invita a superare la logica del ”doppio registro” e a puntare su cose concrete. Il Mondo va avanti ed è di chi riesce a capirne per tempo prospettive e dinamiche. Buona lettura e stimolate il punto Giusto…quello dell’innovazione, che è stata tanta parte della nostra tradizione economica.

MENZELLA: DIGITALIZZAZIONE E NON SOLO CON IL 5G

Mentre ci si prepara a celebrare la distruzione cartacea della “città effimera” e alle grandi mostre sull'”ars excavandi”, sul “Rinascimento riletto”, finanche sulla “poetica dei numeri primi” (?), infine sul'”Osservatorio dell’Antropocene”, vedremo con quale coinvolgimento e quale chiarezza di  comunicazione interna ed esterna, Matera sta probabilmente affacciandosi davvero alla sua quarta dimensione. Quella che, con nomenclatura un po’ abusata definiamo Industria 4 punto 0 e che riguarda le declinazioni più  avanzate della tecnologia digitale. Mi riferisco ad un arsenale in continua  evoluzione che ho lungamente sperimentato nella mia attività  professionale in Telecom  e che vedo proiettato nel futuro della Città  Capitale della Cultura per effetto della sperimentazione avviata con l’investimento nella nuova generazione delle trasmissioni  mediante il 5 G,  formula che riassume tutte le promesse di una modernita’, che,  temo,  Matera  non sia ancora pronta  ad utilizzare come una straordinaria occasione di sviluppo.

Ne sta parlando e vi sta operando l’assessore Enzo Acito il cui impegno  a investire su S Rocco,   come epicentro  della digitalizzazione dei Sassi e dei vicinati come incubatori di imprese giovanili,   meriterebbe di essere maggiormente condiviso  e sostenuto.  Mentre sembrano prevalere  grida  assordanti e litigiosita’  incomprensibili legate a questioni che appaiono lontanissime dagli interessi veri su cui la politica  dovrebbe sentirsi in questo momento particolarmente concentrata.

Sembriamo  vivere purtroppo un doppio  registro.  Quello della spettacolarizzazione degli eventi, raccolti in un cartellone virtuale,  condiviso  in maniera parziale e spesso incompreso,  e quello del processo reale che sta portando in città  energia, moduli comunicativi, tecniche trasmissive, dalla domotica, alla smart city,al impresa della cinematografia digitale, al cablaggio  con rete fissa a 1 giga.

Due livelli che non dialogano,  non si incontrano  né  interagiscono favorendo  così quello spaesamento che ci allontana dagli obiettivi cui dovremmo guardare  oltre la fatidica data del 2019.

La mancanza di un quadro di comando, oppure di semplice coordinamento  rappresenta, come si vede,  uno dei deficit  più  rilevanti.

Si tratta di una preoccupazione di cui intendiamo farci carico e  che con il presidente di Iniziativa Popolare abbiamo rappresentato al Presidente della Regione  in vista di una riflessione pubblica che svilupperemo con lui e con i protagonisti nelle prossime settimane. Coinvolgeremo le istituzioni e gli operatori così  da tracciare  mappe comuni e percorsi  condivisi in funzione dell’unico obiettivo che merita di essere realizzato.  Portare la città,   come espressione di un territorio largo e partecipe,  a vivere la dimensione piena della nuova modernita’. Quella che i Sassi le portano da secoli in dote.

Vincenzo Menzella

Vice Presidente di Iniziativa Popolare