A fronte della reiterata richiesta del M5S, ed in particolare da parte di Mattia -il candidato alla presidenza della Giunta Regionale, di dimissioni della compagine di maggioranza e di governo alla Regione Basilicata vi è stata una risposta a firma dei consiglieri di maggioranza e degli assessori….tranne Lacorazza e Santarsiero.

A tal proposito Santarsiero -e al fine di evitare malevole interpretazioni- ha ritenuto di diffondere un proprio documento per dire sostanzialmente ai suoi che è “indiscutibile la solidarietà a Marcello Pittella“, sottendendo che la reiterazione sia superflua e ridontante, ma che piuttosto bisognerebbe concentrarsi sulla “totale assenza di riflessione politica in prossimità delle imminenti elezioni regionali, in una situazione assolutamente fuori dall’ordinario; ecco perché solo posizioni ufficiali e risposte del partito possono dare il senso di una direzione e di una posizione.”

Ed è significativo che dall’interno di questo partito si faccia rilevare ciò che è palesemente rilevabile da fuori, ovvero la precipitazione in un limbo, in attesa della lieta novella della “liberazione” di Pittella, o comunque di sue decisioni. Come se non fosse possibile fare altro, discutere di prospettive con o senza l’attuale Presidente della Regione.

Scrive, infatti, Santarsiero: “Ciò che la gente sta percependo è il nostro silenzio, quasi una specie di autosospensione del partito assolutamente inopportuna in un momento così delicato; tutto questo è avvertito come incapacità di offrire una proposta e, peggio ancora, come difesa di uno status quo che risulta inaccettabile.”

Dando così ragione a chi dall’opposizione parla di una regione in ostaggio di Pittella e dei suoi, compreso il suo partito.

Perchè, correttamente, Santarsiero ricorda che la vicenda sanitopoli sotto il profilo giudiziario compete solo ai giudici, mentre esso pone alla politica un tema morale, di etica e il peso di un modello sbagliato (“Il tema che ci pone è invece morale, di etica politica, di come gestire la cosa pubblica. Il tema è il peso di un modello sbagliato, troppo centrato sulla gestione, dove si è pensato alle filiere elettorali e non già al merito e al bene comune; un modello che ha considerato “zavorra” chi partecipava ai concorsi senza padrini.“).

Ma ecco a seguire il comunicato integrale di Vito Santarsiero.

Santarsiero: “Serve riflessione all’interno del Pd”
Il presidente del Consiglio regionale interviene con una propria nota sulla situazione politica in regione

Continuare a ritardare la riflessione all’interno del Pd, tra gli altri effetti produce anche quello di generare equivoci in merito a comunicati stampa proposti e più o meno condivisi.

Va chiarito pertanto che resta indiscutibile la solidarietà a Marcello Pittella rispetto agli attacchi strumentali e populisti del M5s e del suo candidato Mattia che sembrano già avviarsi ad una campagna elettorale incentrata sul fango, ancora una volta preferendo la demolizione alla costruzione: non è di questo che ha bisogno la nostra Regione.

Altra cosa è tuttavia la constatazione di una totale assenza di riflessione politica in prossimità delle imminenti elezioni regionali, in una situazione assolutamente fuori dall’ordinario; ecco perché solo posizioni ufficiali e risposte del partito possono dare il senso di una direzione e di una posizione.

Ciò che la gente sta percependo è il nostro silenzio, quasi una specie di autosospensione del partito assolutamente inopportuna in un momento così delicato; tutto questo è avvertito come incapacità di offrire una proposta e, peggio ancora, come difesa di uno status quo che risulta inaccettabile.

La vicenda sanità non ci pone un tema giudiziario; nessuno, tranne la magistratura, ha titolo ad esprimersi in merito.

Il tema che ci pone è invece morale, di etica politica, di come gestire la cosa pubblica. Il tema è il peso di un modello sbagliato, troppo centrato sulla gestione, dove si è pensato alle filiere elettorali e non già al merito e al bene comune; un modello che ha considerato “zavorra” chi partecipava ai concorsi senza padrini.

Che quel modello è inaccettabile bisogna dirlo forte e chiaro, né si possono far valere come giustificazioni o attenuanti le argomentazioni di chi sostiene che si è sempre operato così: chi lo ha fatto, se lo ha fatto, ha sbagliato. Quel modello va non corretto, va completamente cancellato.

Dobbiamo comprendere se siamo ancora nelle condizioni di evitare che, nel giudizio della gente, gli errori commessi e le storture del sistema prevalgano sulla fiducia nella nostra capacità di proposta e sui nostri valori.

Abbiamo bisogno di recuperare il contatto con il territorio, parlare con la gente, evidenziare il senso della democrazia che pervade il Dna del nostro partito, riconoscere gli errori, ma spiegare anche cosa di buono abbiamo fatto e cosa vogliamo fare.

Tutto questo è possibile solo operando senza schermi. Solo così potremo ancora far comprendere che, per visioni e qualità delle classi dirigenti, il PD e il centrosinistra restano ancora la migliore opportunità per affrontare e risolvere i problemi della nostra Regione; abbiamo la responsabilità di non dilapidare un patrimonio di consenso, credibilità e idee, e di rimanere baluardo di democrazia, tanto più in un momento politico di grande confusione come quello attuale che vede avanzare il pressappochismo come filosofia di governo e, con esso, gli spettri di una deriva antidemocratica.

Un centrosinistra unito può farcela, ma serve subito un tavolo comune, serve aprire una nuova stagione, individuare un candidato presidente condiviso, imparare a considerare tutte le voci e tutti, Marcello Pittella compreso, come risorse importanti.

Anche la valutazione di Restaino sul fatto che il candidato presidente vada cercato fuori dal Consiglio Regionale uscente deve essere considerata, e a ciò aggiungerei che, per coerenza, uguale considerazione andrebbe fatta per ogni altro vertice istituzionale di prima fila.

Spetta ora ai Segretari politici il compito di operare in questa fase nel rispetto più alto del proprio ruolo e della propria funzione; a loro tocca fare subito sintesi e rilanciare la coalizione oltre ogni personalismo, occuparsi dei lucani senza far sentire escluso nessuno, specialmente i più deboli.

Sul Consiglio regionale e i suoi componenti attenzione a giudizi determinati più da posizioni demagogiche che da concreti risultati che sono stati realizzati: Statuto, legge elettorale, Regionalismo differenziato, riduzione delle indennità e dei vitalizi, guida delle regioni in referendum nazionali e tanto altro ancora sono obiettivi colti che si attendevano da anni e che erano rimasti non raggiunti.

Certo va considerato anche qualche limite; personalmente non ho condiviso la legge di riforma sanitaria che ha abbassato la qualità dei nostri Ospedali, compromesso il futuro del San Carlo, non risolto il problema della sanità territoriale.

Infine un tema fondamentale va posto: la questione delle grandi infrastrutture. Lo Stato, il governo, il Parlamento, con le disattenzioni di tutti, continuano a penalizzare il Sud e le regioni del Sud. Non è possibile che il Sistema nazionale infrastrutture e trasporti (SNIT) nulla preveda fino al 2030 per la Potenza -Melfi, gli attuali interventi sono vecchi finanziamenti e per tratti a tre corsie inutili e pericolosi; servono con urgenza le quattro corsie.

Nulla si prevede per le quattro corsie Matera-Ferrandina, nulla si prevede per l’Alta Velocità Sa -Pz-Ta.

Per questo si rende necessario un serio braccio di ferro tra Regione, o meglio Regioni, e governo.

Se non si indugia ulteriormente a vuoto, siamo ancora in tempo per farcela”.

Potenza, 7 settembre 2018