La richiesta, legittima, viene dal Comitato di Quartiere (nello Statuto non sono previsti) dei rioni Sassi, a valle di una considerazione su un corretto e continuo rapporto di informazione e relazioni tra Comune di Matera e cittadini circa l’avvio di lavori (già appaltati) per riqualificare le funzioni di via Casalnuovo.

I residenti avrebbero preferito apprendere la notizia non da giornali e tv, ma attraverso una comunicazione diretta, visti i rapporti su questo o quel problema, e su quanto avevano proposto di fare con petizioni, incontri e in una giornata di pulizia straordinaria nel fossato e negli ambienti ipogei retrostanti alla chiesa di San Rocco.

Da qui la richiesta di ripristinare nello Statuto i comitati di quartieri, soppressi dalla passata Amministrazione per motivi funzionali e organizzativi. Sta di fatto, diciamola tutta, questa forma di democrazia partecipata che in qualche maniera vincola la politica a consultarsi e a interagire con i cittadini non è stata mai considerata con entusiasmo (e per motivi intuibili) dagli amministratori che, con valutazioni, aperture e chiusure diverse, che si sono succeduti negli anni.

Risale agli anni Settanta un primo di segno di comitati di quartiere con circoscrizioni, che ricalcavano un po’ le realtà elettorali : Matera Centro, Nord e Sud. Non se ne fece nulla, per questioni di dimensionamento e di un tentativo subdolo di associare la rappresentanza in consiglio comunale con quella dei quartieri…sia pure senza gettone di presenza. Una delega, giustamente contraddittoria e poco democratica, che fece naufragare quel disegno.

L’idea di Comitato di quartiere, legata ai residenti dei rioni Sassi, era maturata con l’esperienza dei residenti del rione Malve nel Sasso Caveoso e ai primi interventi di recupero di quell’area. Ricordiamo campi di lavoro, la nascita delle prime cooperative di maestranze locali per i restauri e l’azione propulsiva del giovane Fabrizio Zampagni che tentò più avanti l’esperienza di un comitato denominato ”Lista Elefante”. Poi il silenzio e la ventata di partecipazione, spesso spontanea, di associazioni e comitati con la elezione nel 1994 del sindaco Mario Manfredi.

Si parlò di come ”inquadrare” e ”riconoscere ” quelle esperienze spontanee e volenterose, che portarono anche a forme di autogestione di spazi verdi e di funzioni comunali o di proposte di gestione. I tempi non erano maturi ma il seme venne gettato e germogliò con la giunta guidata da Angelo Minieri e con una delega ad hoc, alla democrazia partecipata, conferita all’assessore Michele Morelli. E fu una maratona di incontri e audizioni tant’è che fu acquisita anche una mia proposta di Carta dei diritti del Pedone…

L’approvazione del lo Statuto avvenne nel 2002 (agli articoli 39 e 40 erano indicati i comitati di quartiere) con successive approvazioni nel 2005. Poi il dimenticatoio o quasi fra gestioni commissariali e amministrazioni di vario colore, caratterizzate da fibrillazioni di vario tipo con il nuovo Statuto varato dalla giunta guidata da Salvatore Adduce nel 2015, ma senza i comitati di quartiere.

Al loro posto sono previsti gli ‘’Istituti della partecipazione’’ (dalle consulte, alle associazioni al volontariato) e strumenti di proposta consultiva come i referendum.

Sotto allora con la raccolta di firme. L’iter di modifica statutaria è lungo, ma va la pena di impegnarsi.

LA NOTA DEL Comitato di Quartiere Rioni Sassi
Via Casalnuovo, Sasso Caveoso, Sasso Barisano e Civita Via Madonna delle Virtù, 71 Matera

FATTI E NON PAROLE: RISTABILITE I COMITATI DI QUARTIERE NELLO STATUTO COMUNALE!

Il 14 Marzo, alle 18:30, ci sara’ un incontro tra l’amministrazione comunale, il comitato sassi e gli abitanti del rione di Via Casalnuovo. Incontro richiesto dagli abitanti di Via Casalnuovo in merito ai lavori che sono stati già appaltati per la “valorizzazione” del loro rione.
Se pur contenti di partecipare all’incontro per capire l’entità dei lavori e verificarne l’eventuale rispondenza alle annose richieste degli abitanti del rione, viene spontaneo chiedersi:
• Possibile che veniamo messi a conoscenza di importanti interventi in uno dei nostri Rioni solo a cose fatte e tramite i giornali?
• Dove sono finite tutte le richieste di audizione alle varie commissioni consiliari?
• Dove sono finite le promesse fatte dal Sindaco e dagli Assessori competenti di rendere noi cittadini partecipi ai processi decisionali che impattano i nostril quartieri?
• Quante volte dobbiamo ribadire che solo chi vive il proprio quartiere ne conosce a fondo le necessità e le fragilità?

A nulla sono valse le segnalazioni in merito a lavori che abbiamo chiesto più volte di verificare: tetti storicamente spioventi che diventano terrazzi, superfici pubbliche non cedibili che diventano private, occupazioni di locali pubblici rimaste impunite per anni e, nonostante le tante segnalazioni, i problemi ricorrenti della fragilità dei Sassi: dalla difficoltà di transito in molte delle nostre strade e non solo carrabili (dobbiamo augurarci di non star male, perché l’ambulanza da Via Bruno Buozzi, che si sappia, non riesce a transitare in direzione Via Casalnuovo), a edifici in pericolo di crollo, e… dobbiamo continuare? Davvero Vico Piave non ci ha insegnato nulla? O basta chiudere per mesi strade e percorsi senza intervenire per placare la propria coscienza?
Vorremmo ancora una volta puntualizzare che il Comitato Sassi è nato come laboratorio di cittadinanza, avendo come obiettivo principale la creazione di uno spirito di costruzione partecipativa fra residenti, operatori e l’Amministrazione comunale.
La nostra idea è sempre stata quella di creare un unico contenitore dentro cui incanalare le istanze di residenti ed operatori in modo da avere un’unica voce presso chi ci governa, nella visione che”l’unione fa la forza” impedendo di attuare il troppo inflazionato “Dīvĭdĕ et īmpĕrā” troppo caro ai nostri politici a qualunque livello.
Abbiamo sempre cercato di mantenere un atteggiamento costruttivo nei confronti dell’Amministrazione evitando lo scontro diretto. Questo nostro modo di fare ha spesso attirato le critiche di vari “vicini-consassaioli”, accusandoci di fare da stampella all’amministrazione attuale.
Dobbiamo riconoscere che questo nostro atteggiamento costruttivo, a distanza di un anno non ha portato a grandi risultati. Sembra quasi che questa Amministrazione voglia spingerci ad unirci al coro sempre più nutrito di cittadini, operatori e associazioni, che si leva contro l’inerzia di chi ci governa.
Se i Comitati di Quartiere non fossero stati cancellati dal nostro Statuto Comunale (giunta Adduce, per mantenere una par condicio), non avremmo come primario strumento operativo quello di mediare per partecipare alla Res Publica, perché questo sarebbe un nostro diritto, un diritto di noi Materani: i toni potrebbero essere più risoluti e sicuramente il riscontro a quanto portato avanti dal Comitato, o dai Comitati, da parte dell’Amministrazione non soffrirebbe del malato rapporto dicotomico tra politica e popolo ossia tra potere e diritto.
E no! Non demordiamo! E rilanciamo!
Ancora una volta invitiamo l’amministrazione a ristabilire i Comitati di Quartiere nello Statuto Comunale. Rinnoviamo l’invito a tutti i nostri “vicini”, che siano operatori o residenti, a dire la propria e a partecipare attivamente al Comitato. Invitiamo gli altri Comitati di quartiere che stanno nascendo (Agna, Serra Rifusa, Spine Bianche) a cominciare un percorso condiviso che possa fungere da stimolo agli altri quartieri in modo da poter insegnare ai nostri ragazzi cosa sia la “scelta politica” intesa come “impegno irrinunciabile che ci qualifica in quanto cittadini, inseriti in un contesto sociale che richiede una partecipazione attiva e responsabile alla gestione del bene comune”.
Invitiamo ancora una volta l’Amministrazione a condividere i processi di governance e, ancora una volta, alla concretezza, a sottoscrivere impegni concreti, misurabili e verificabili da pianificare insieme soprattutto se riguardano i Rioni che sono vissuti da tutti noi, e a verifica di fallimento, il cedere il passo alla compenza e tralasciare il gioco politico: non ce lo possiamo più permettere! E chi sbaglia rinuncia alla sua sedia, in modo pulito, onesto e responsabile, perché ci avrà messo la sua faccia.
Il Comitato non fa politica ma ne è garante e per esserlo deve poter partecipare ai processi evolutivi del proprio quartiere.
Il Comitato di Quartiere Rioni Sassi
partecipare alla Res Publica, perché questo sarebbe un nostro diritto, un diritto di noi Materani: i toni potrebbero essere più risoluti e sicuramente il riscontro a quanto portato avanti dal Comitato, o dai Comitati, da parte dell’Amministrazione non soffrirebbe del malato rapporto dicotomico tra politica e popolo ossia tra potere e diritto.
E no! Non demordiamo! E rilanciamo!
Ancora una volta invitiamo l’amministrazione a ristabilire i Comitati di Quartiere nello Statuto Comunale. Rinnoviamo l’invito a tutti i nostri “vicini”, che siano operatori o residenti, a dire la propria e a partecipare attivamente al Comitato. Invitiamo gli altri Comitati di quartiere che stanno nascendo (Agna, Serra Rifusa, Spine Bianche) a cominciare un percorso condiviso che possa fungere da stimolo agli altri quartieri in modo da poter insegnare ai nostri ragazzi cosa sia la “scelta politica” intesa come “impegno irrinunciabile che ci qualifica in quanto cittadini, inseriti in un contesto sociale che richiede una partecipazione attiva e responsabile alla gestione del bene comune”.
Invitiamo ancora una volta l’Amministrazione a condividere i processi di governance e, ancora una volta, alla concretezza, a sottoscrivere impegni concreti, misurabili e verificabili da pianificare insieme soprattutto se riguardano i Rioni che sono vissuti da tutti noi, e a verifica di fallimento, il cedere il passo alla compenza e tralasciare il gioco politico: non ce lo possiamo più permettere! E chi sbaglia rinuncia alla sua sedia, in modo pulito, onesto e responsabile, perché ci avrà messo la sua faccia.
Il Comitato non fa politica ma ne è garante e per esserlo deve poter partecipare ai processi evolutivi del proprio quartiere.
Il Comitato di Quartiere Rioni Sassi