Il prossimo 25 aprile ci sarà una serie di manifestazioni per ricordare e celebrare la Resistenza. A Matera si aggiungerà anche la celebrazione del 21 settembre.

Ci sarà una ondata di discorsi con molta retorica. Ovviamente la retorica è riferita a quanti parlano con la bocca, ma non col cuore. Fra questi si includano pure Renzi  e i renziani, cioè tre quarti del PD. Sono coloro che non sono andati a votare per il passato referendum sulla consegna della Lucania Basilicata  ai petrolieri. E  non solo.

Molti, per di più, avvalendosi della loro autorità, hanno invitato i cittadini italiani a non recarsi a votare, in modo da far venire  meno il “quorum”.

E’, all’incirca,  il comportamento di quel giocatore di pallone che, vedendo l’avversario andare dritto in porta, anziché rincorrerlo e togliergli il pallone, preferisce sgambettarlo. Peccato che tra gli sgambettatori si sia trovato anche il presidente Napolitano!  Si è trattato di un vero e proprio insulto a chi ha votato e, per farlo, si è impegnato e si è esposto. In effetti i votanti hanno dovuto subire l’ignavia dei non votanti.

Questi, però, ora promettono di andare in massa a votare, il prossimo ottobre, per la riforma costituzionale, cioè per lo svuotamento di alcuni punti della Costituzione e per far passare una legge elettorale antidemocratica, affatto contraria, essa pure, allo spirito della Costituzione.

Ci risulta che Renzi  e renziani hanno impedito alla CGIL, nella quale militano, hanno impedito – si diceva – di esprimersi a favore della Costituzione, quindi per il NO alla riforma.

E’ come dire che un’ala di partito ha anteposto e imposto i propri interessi di parte a quelli di una intera nazione di sessanta milioni di abitanti!

Renzi e renziani, però, a piena voce, sicuramente saranno tra coloro che celebreranno il 25 aprile. E’ una contraddizione clamorosa. Non si può, infatti,  celebrare la Resistenza e, nello stesso tempo, promuovere una riforma che è uno strappo alla Costituzione, che della Resistenza raccolse e raccoglie tutto lo spirito e le istanze.

E siccome  alla contraddizione non si sfugge se non decidendo per uno dei corni del problema, sinceramente non vorremmo vedere Renzi e renziani (e Napolitano) celebrare la Resistenza e, a ottobre prossimo, votare per una riforma che, a tutti gli effetti, è una controriforma.

Parola di 56 illustri costituzionalisiti che – oggi  – 23 aprile –  lo scrivono sul “Corriere della sera”.