Anche per l’associazione antinucleare ScanZiamo le Scorie la Riforma costituzionale va respinta nel referendum del 4 dicembre prossimo ed annuncia il suo impegno nella campagna elettorale a sostegno del NO.

Questo perchè  “Le modifiche costituzionali proposte con il referendum sono un pasticcio”  è affermato in un comunicato stampa ed inoltre “elimina ogni forma di potere decisionale alle autonomie territoriali sui temi di forte interesse locale“.

Da qui il timore che  “nell’ambito della competenza energia” si possa ripetere ciò che fu scongiurato dalla mobilitazione popolare del 2003, ovvero, “l’ipotesi del Governo di realizzare una “mega discarica nazionale” in Basilicata.

Se vincesse il SI e passasse “questa modifica costituzionale, una protesta, seppur civile, contro la decisione del Governo non troverebbe più una giustificazione”.

Ecco di seguito il comunicato integrale dell’associazione:

scanzano_protesta 2003

Referendum costituzionale: ScanZiamo le Scorie per il No, contro l’ipotesi di una “mega discarica nazionale”

Le modifiche costituzionali proposte con il referendum sono un pasticcio, un pericolo per il progresso e lo sviluppo economico dei territori. Non vi sono ragioni sostanziali per sostenere la proposta di riforma costituzionale del Governo Renzi/Boschi, approvata da una modesta maggioranza parlamentare.

L’Associazione antinucleare ScanZiamo le Scorie si impegnerà apertamente nella campagna referendaria per sostenere il NO, contro la modifica della Costituzione.

La riforma elimina ogni forma di potere decisionale alle autonomie territoriali sui temi di forte interesse locale.

In particolare, nell’ambito della competenza energia affideremo la decisione delle scelte di sviluppo locale a Roma, compresa l’ipotesi del Governo di realizzare una “mega discarica nazionale”.

Un timore a noi confermato anche dal Professor Zagrebelsky durante il confronto con il Presidente del Consiglio Renzi.

Ricordiamo ancora che nel 2003 il Governo adottò un decreto improvvido e incostituzionale. In violazione dei diritti affidò ad un Generale l’incarico di realizzazione in Basilicata una mega discarica di scorie nucleari. Le quindici giornate di pacifica protesta del popolo Lucano costrinsero il Governo a cancellare il nome di Scanzano J.co (MT). In modo determinato e composto, per amore e in difesa della sua terra, della sua identità, il cittadino protagonista della crescita e dello sviluppo di quel territorio non accettò l’imposizione di una decisione che avrebbe creato l’impoverimento sociale ed economico di quei luoghi. Anzi, fu capace di impiegare la forza generata con lo strumento della protesta per rendere giustizia, per ripristinare la violazione del diritto che il Governo avrebbe voluto calpestare.

Con la riforma del titolo V e la modifica dei rapporti tra lo Stato e le Regioni verso la centralizzazione dei poteri, l’imposizione del Governo di realizzare la mega discarica di scorie nucleari, ma non solo (sarebbero interessate infrastrutture tipo discariche, inceneritori, elettrodotti, oleodotti etc), non sarà più considerata violazione di un diritto. Paradossalmente, con questa modifica costituzionale, una protesta, seppur civile, contro la decisione del Governo non troverebbe più una giustificazione.

Il Governo non violerebbe più il diritto dei cittadini. Saranno i cittadini che non accetteranno l’imposizione della “discarica” a violare i diritti sanciti dalla Costituzione firmata dal Presidente Renzi e della Ministra Boschi.

Un paradosso che dobbiamo scongiurare votando NO, per mantenere e dare senso ancora ai principi fondamentali di una Repubblica democratica fondata sul lavoro in cui la sovranità spetta al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, che oggi ha ancora il valore di una storia.

Scanzano J.co, Terzo Cavone, Campo Base, 10 ottobre 2016