Niente liste e annunci da campagna elettorale ma uno sforzo a mettere mani con nuove energie, idee e progetti alla vita della Polis, della città. Tornare a fare politica, per farla breve. Più forza alla politica, quella dell’impegno e della trasparenza, per affrontare e superare i bisogni e i problemi di quanti si sentono ignorati, dimenticati, trascurati e raggirati: dai giovani agli anziani. E l’invito che Franco Vespe, presidente dell’Associazione ”Officina del Bene Comune” di Matera ha lanciato nell’affollata assemblea al cinematografo ” Il Piccolo”, puntando su uno slogan ” I care…mi interessa” tirato fuori, come ha ricordato l’astronomo e appassionato di politico, da don Lorenzo Milani prima di Barak Obama in contrapposizione al ” me ne frego!” mussoliniano. Frasi a effetto? Definitele come vi pare ma quella similitutidine è servita a scaldare la platea, che ha seguito con interesse il power point e i commenti a braccio sul programma ”glocal” dell’ Associazione di cultura politica nel corso di una serata moderato dal giornalista Nino Grilli, e con gli interventi di Liana Petralla, vice presidente Officina del Bene Comune, del segretario Pasquale Marino, e di altri fondatori del sodalizio Anna Selvaggi e Roberto Montanari Undici i punti riassunti sul volantino di presentazione dell’assemblea con un marcato riferimento ai ” Cittadini che si preoccupan..vogliamo riscattare il nostro territorio mettendoci, instancabili, al servizio del Bene Comune delle nostre città” e a una frase di Pietro Nenni ” Le Idee camminano con le gambe delle persone”.

IL MANIFESTO DELL’OFFICINA

1) Obiettivo dell’Assemblea è quello di promuovere la partecipazione delle persone, singolarmente od associate, alla vita civiel, sociale, culturale ed economica nella città

2) Si impegna con le sue attività e le sue azioni a tener vivo lo spirito e le qualità sociali che hanno portato Matera a conseguire la prestigiosa nomina a Capitale europea della cultura

3) Avviare iniziative sociali e culturali ” dal basso” con l’ambizione di trasformarle in strumenti di pianificazione del nostra città e della nostra regione

4) Valorizza la cultura, la storia e le tradizioni del nostro territorio guardando con particolare attenzione all’area della Magna Grecia

5) Intende dialogare e interlocuire con la Fondazione Matera 2019 per arricchrie la proposta culturale in vista di Matera 2019, così come con tutte le associazioni culturali presenti sul territorio, in special modo con la Pro Loco

6)Si pone l’ambizioso obiettivo di dare continuità alle azioni sociali e culturali avviati in occasione di Matera Cec 2019. anche successivamente alle celebrazioni dell’evento

7) Si impegna perchè sia approvato anche qui a Matera il regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni

8) Si porrà in ascolto di tutti quei segmenti intelligenti e creativi della nostra società per far emergere proposte innovative che giovino alla nostra città e al nostro territorio

9) Porrà particolare attenzione agli aspetti di benessere sociale (welfare) del nostro territorio

10) Farà attività di ricerca su piattaforme regionali, nazional ed europee (UE) alfine di orientare e utilizzare fondi per finanziare progetti ed idee in linea con lo sviluppo e la crescita del nostro territorio

11) Si impegnerà per ”internazionalizzare” il nostro territorio favorendo relazioni delle agenzie sociali, culturali, scientifiche e artistiche local con quelle nazionai e mondiali.

Ma Vespe ha toccato le parti di un motore che perde colpi quello della società contemporanea incentrato sul pensiero unico neoliberista, citando Milton Friedman, passando a Max Weber sulla risorsa sociale/immateriale, a Zygmund Baumann sulla ”società liquida: consumo quindi esisto” a Stefano Bartolini con il suo manifesto per la felicità, a Serge Latouche che ha coniato il termine di ” Decrescita felice’ a Emanuel Mounier sul ”personalismo comunitario”. Citazioni che hanno portato a citare soluzioni ( dalla promozione della globalizzazione sana e attenta alla persona al recupero dell’importanza della politica per il riequilibrio Nord-Sud ma anche denunciare i limiti del progetto Matera 2019, denunciato in una intervista dal titolo ” Matera 2019, un fallimento dovuto alle ingerenze della Regione” e al mancato rispetto delle raccomandazioni fatte dalla commissione europea. ” La commissione di valutazione -ha detto Vespe-è stata impressionata di come un’azione partita dal basso si sia poi trasformata in un elemento centrale e formale di pianificazione della città e della regione. Questa interconnessione fra istituzioni e cittadini per fini culturlai e sociali è proseguita nello sviluppo del programma. ll dossier anche fra le tante contraddizioni è uno strumento attraverso i quali i giovani possono far esplodere la loro creatività e le loro energie”. Affermazioni supportate dalla ”raccomandazioni” della Commissione su quello che avrebbe dovuto fare il consiglio di amministrazione della Fondazione, sul piano finanziario e e strategico. e con un ruolo ”minoritario” della politica e invece…il contrario. Altro invito sulla individuazione di una professionalità per la raccolta fondi. Poi la difesa della Biblioteca provinciale ” Tommaso Stigliani” e la constatazione che non esiste da parte del Comune una strategia culturale forte per la città, contro la liberalizzazione di attività commerciali e ricettive. Vespe ha toccato la questione ambientale citando il fallimentare accentramento delle royalties petrolifere e le buone pratiche ”intelligenti” della Norvegia che usa quei proventi per la ricerca di energie alternative e la costituzione di una banca etica, quella delle infrastrutture (la questione ferroviaria), le attività produttive (dal credito al terziario avanzato alle Zes) il welfare con le inziative per la città educante, il piano regolatore sociale, la consulta delle mamme, la disabilità. Interessante e al fulmicotone le considerazioni sul rapporto con il territorio. Eccone alcune. ” Sì a Matera con la Terra d’Otranto (città murgiana), con il Metapontino (primato turistico culturale…e Matera che mette al servizio della Lucania (una provocazione cultura visto che esiste solo nei libri di storia) le sue vocazioni grazie a modelli policentrici di sviluppo evitando di imporre Potenza come città regione fregacompagno…(che farebbe bene sopratutto a Potenza dice Vespe). Poi i Giovani con un invito a parlare con loro anzicchè di loro…e a metterli in guardia che la ”raccomandazione è un dono avvelenato” e ”che la vita è dura”. Infine il chiarimento se l’Officina sia o meno un ”Movimento politico”. Su questi aspetti Vespe è chiaro e insiste per far crescere una politica forte per risolvere i problemi della modernità. ” Siamo in campo- ha detto- per dimostrare che la politica è bella e che la bellezza educa e, sopratutto, impegnata per il bene comune”. Termine che maneggioni, mediocri, marpioni e altri protagonisti della malapolitica ( quante ”M” !) continuano a perseguire facendosi i fatti propri. E su questo Vespe punta il dito da sempre. Ma non ha mai perso l’entusiasmo per fare politica.