Prima ancora che il governo “Legastellato” veda la luce (cosa che salvo colpi di scena dovrebbe accadere nelle prossime ore) una bordata di critiche ai contenuti del famoso “contratto”  sta appassionando i dirigenti (si fa per dire) del PD, nazionali e locali.

Renziani in primis (tutti pronti con il pop corn in mano a gustarsi lo spettacolo) ma anche gli altri al seguito che renziani dicono di non esserlo. Tutti uniti nel denunciare le brutture dei contenuti e la pericolosità di quanto lì è scritto a proposito di: giustizialismo, vitalizi, TAV, immigrazione, attacco ai tecnocrati europei,  Fiscal compact. Il governo più a destra mai visto……(ma la Lega non è già stata la governo, o no?).

Ebbene, caro dirigente e/o militante PD accetta un consiglio. Prima di scatenarti in critiche di questo tipo, prima di parlare PENSA (come il refrain di quella bella canzone di Fabrizio Moro): chi le ha dette le stesse cose, prima di Dimaio e Salvini?

Potreste scoprire cose sconvolgenti, tipo di essere già stato a destra più o meno consapevolmente. E che le stesse cose ora oggetto del contratto alla tedesca, le ha già dette in passato proprio il vostro leader maximo: Matteo I° Renzi!

Controllare, per credere, questo piccolo compendio fornito -nel suo editoriale di ieri su Il Fatto Quotidiano– da quel precisino di Marco Travaglio, che potrà pure essere antipatico quanto volete, ma in genere  scrive in  modo sempre documentato.

Lo riportiamo integralmente a seguire, per vostra conoscenza, giusto per evitare qualche gaffe.

Senti chi parlava.

di Marco Travaglio  (Il Fatto Quotidiano 20/05/2018 )

Fanno il Daspo ai tifosi, va fatto il Daspo ai politici che prendono le tangenti: mai più” (7.5.2014).
Chi l’ha detto? I giustizialisti grilloleghisti che hanno firmato il contratto di governo? No, Matteo Renzi, lo stesso che ora tuona contro i “giustizialisti” che vogliono il Daspo per i politici corrotti.

Se la vicenda Eternit è un reato ma prescritto, vuol dire che bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione: non ci deve mai più essere l’incubo della prescrizione” (20.11.2014).
Chi l’ha detto? I manettari Di Maio&Salvini che vogliono fermare la prescrizione al rinvio a giudizio? No, Matteo Renzi, lo stesso che ora strilla contro il “giustizialismo” di chi vuol farla finita con la prescrizione.

È da troppo tempo che stiamo aspettando una riduzione del numero dei parlamentari, l’abolizione dei vitalizi, la riduzione delle spese di Camera e Senato e naturalmente una legge sulla corruzione che sia più dura”(12.10.2012).
Chi l’ha detto? I populisti lega-stellati che hanno inserito questi punti nel contratto? No, Matteo Renzi, lo stesso che ora annuncia opposizione dura su tutti i fronti al governo populista.

La Tav rischia di essere un investimento fuori scala e fuori tempo… Iniziative come la Torino-Lione non sono dannose, sono inutili. Sono soldi impiegati male… Prima lo Stato uscirà dalla logica ciclopica delle grandi infrastrutture e si concentrerà sulla manutenzione delle scuole e delle strade, più facile sarà per noi riavvicinare i cittadini alle istituzioni. E anche, en passant, creare posti di lavoro più stabili”(maggio 2013).
Chi l’ha detto? I cavernicoli del M5S e della Lega che vogliono bloccare il Tav Torino-Lione e altre grandi opere ciclopiche inutili e costose? No, Matteo Renzi nel suo libro Oltre la rottamazione: lo stesso che ora difende il Tav dalle minacce dimaian-salviniane.

Sui migranti rischiamo l’esplosione per colpa dell’Unione europea”(16.9.2016). “I numeri dell’immigrazione oggi non sono sostenibili” (27.6.2017). “Ci dev’essere un numero chiuso di arrivi, non ci dobbiamo sentire in colpa se non possiamo accogliere tutti… I migranti aiutiamoli davvero a casa loro… C’è un limite massimo di persone che puoi accogliere, è impensabile che tu possa accogliere tutti” (7.7.2017). “Noi non abbiamo il dovere morale dell’accoglienza: sarebbe un disastro etico, politico e sociale…” (2.9.2917).
Chi l’ha detto? I razzisti lepenisti e orbaniani che han siglato il contratto? No, Matteo Renzi, scavalcando preventivamente a destra il governo Salvimaio.

Il rimpatrio non è un tabù. Chi ha diritto all’accoglienza dev’essere accolto, ma l’Italia non è il Paese dei balocchi… Occorre trovare una giusta via tra la paura e la superficialità e il cedimento strutturale al buonismo. Guardo alla sinistra di quest’aula: non possiamo avere più paura del concetto di rimpatrio” (24.6.2015).
Chi l’ha detto? Sempre gli xenofobi giallo-verdi? No, Matteo Renzi alla Camera, anticipando la linea Minniti del 2017 che ora ispira il contratto M5S-Lega sui rimpatrii degli irregolari previsti non solo alla Bossi-Fini, ma anche dalla Turco-Napolitano e da tutta la giurisprudenza europea.

Difendiamo l’Europa dall’assalto della tecnocrazia, dei banchieri e dei burocrati” (5.7.2014). “In Europa non vado a dire ‘per favore ascoltateci’ col cappello in mano. Non vado a Bruxelles a farmi spiegare cosa fare” (4.11. 2014). “Se restiamo fermi, prigionieri di regolamenti e burocrazie, l’Europa è finita” (6.7.2015). “Il centrosinistra, per cacciare Berlusconi, ha fatto leva anche sull’Europa, permettendole di entrare in casa nostra… Non accetto che l’Italia sia trattata come una studentessa indisciplinata da rimettere in riga. È un atteggiamento che fa male all’Europa, che, da speranza politica, diventa guardiana antipatica” (9.7.2017).
Chi l’ha detto? Un irresponsabile sovranista che vuol farci cacciare dall’Ue e annetterci alla Russia di Putin? No, Matteo Renzi, lo stesso che prima levò la bandiera dell’Europa dal suo ufficio a Palazzo Chigi, fra gli applausi del Front National della Le Pen, poi si coalizzò con “+Europa” e ora difende la Ue dagli assalti degli antieuropeisti lega-stellati.

L’Italia ha smesso di crescere quando ha abbracciato la filosofia, tipicamente europea, del rispetto di parametri” (28.7.2015). “Basta con i professionisti europei dello zero virgola! Se vogliono aprire una procedura contro l’Italia, facciano pure: noi andiamo avanti!” (1.2.2016). “C’è un pregiudizio di alcuni dirigenti europei, come il presidente dell’Eurogruppo, che alle elezioni ha preso il 5%, nei confronti dell’Italia: bisogna rendersi conto che di Fiscal Compact e di austerity l’Europa muore” (10.7.2017). “L’avvento scriteriato del Fiscal compact nel 2012 fa del ritorno agli obiettivi di Maastricht (deficit al 3% per avere una crescita intorno al 2%) una sorta di manifesto progressista. L’Italia deve porre il veto all’introduzione del Fiscal compact nei trattati e stabilire un percorso a lungo termine… via libera al ritorno per almeno 5 anni ai criteri di Maastricht col deficit al 2,9%. Ciò permetterà al nostro Paese di avere a disposizione almeno 30 miliardi nei prossimi 5 anni per ridurre la pressione fiscale e rimodellare le strategie di crescita… Abbiamo bisogno di abbassare le tasse. Punto” (9.7.2017).
Chi l’ha detto? La folle maggioranza Salvimaio che, per le sue demenziali riforme economiche senza coperture, vuole ridiscutere i trattati Ue e minaccia di sfondare il Fiscal Compact fino al 2,9% di deficit-Pil? No, Matteo Renzi, che ora si oppone alle sue idee solo perché gliele copiano gli altri.

Sarà mica diventato un rosicone geloso?”