E mo’ ? E mo’ metterà su pancia visto che dal mese prossimo percepirà la pensione, e non farà più la maxicamminata chilometrica dal Caveoso a via Matarazzo, dove ha svolto funzioni direttive e di responsabilità all’Itc tecnico per ”Geometri” (lo continueremo a chiamare così) poi accorpato all’Istituto commerciale ” Antonio Loperfido”. Per farla breve ,e senza dir nulla a nessuno, ha salutato la popolazione scolastica nell’aula magna del “Loperfido”, in via Aldo Moro , in quella via dove ha puntato gli occhi per il Comune. Ma questo è un altro discorso, che porta avanti come leader del movimento APPeppino. Contano,invece, la commozione, i capelli grigi e bianchi, il catarro, il colpo della strega, le pacche sulle spalle di preside, colleghi e di qualche buontempone che lo ha invitato a farsi vedere…Ma Pino ha sorpreso tutti, alla sua maniera, con un colpo di risate fino alle lacrime, con un sarcastico ”…mi vedrete, se volete, solo alla ricreazione”. C’è da credergli. Panino e macchinetta del caffè,con la classica sigaretta, sono un rito irrinunciabile. Gli hanno regalato uno orologio Calvin Klein, forse per ricordargli di essere puntale. Lui avrebbe preferito un ”coupon” da scialare dove gli pare. Chessò? Una fornitura di sigarette , un buono acquisto da 1000 euro alla salumeria ” Da Natale” (ve la ricordate? In piazza del Sedile) e oggi convertibile nella formula panino e birra in altro esercizio o un paio di occhiali con montatura gramsciana, da prenotare presso Vito L’Evangelista. Resta il fatto che non ha rinunciato alla foto ricordo, finita puntualmente sui social, come nel classico ”segreto di Pulcinella”. Pino ha abbandonato la scuola dopo 43 anni di lavoro e grazie ai colpi bassi della riforma pensionistica ” Fornero” del governo Monti-Napolitano, lacrimevole fino all’ipocrisia. Adesso avrà più tempo libero per stare con la moglie Antonella, con figli e nipoti e per dedicarsi, dopo le ore dedicate alla pennica e allo sguinzagliamento del cane, ai progetti del movimento APPeppino. Sì, proprio, i liberipensatori per l’alternativa al Comune di Matera e di battaglie che vale la pena affrontare, da quella per il posacenere fisso in via Ridola, alle mediazioni con il presidente Gentiloni per salvare l’Arca di Noè di Raffaello e la Bisarca di Salvatore. Ma non è detto che tra frasche e rami d’ulivo non si dia da fare per portare a Matera pane, politica e ” Mortadella”. Quel Romano Prodi vincente e fatto fuori dal fuoco amico, che il 14 maggio del 1998 fu a Matera per inaugurare la Biblioteca e per una visita nei quartieri. Pino era con me, cronista di quartiere, al rione Spine Bianche ad attendere, l’arrivo del Presidente davanti al Bar Sorriso. Prendetela pure a risate…ma la visita a ” Bottiglione” con il sindaco del rione, Pino Siggillino, spianò la strada ad una serie di sommovimenti politici da 7° grado della scala Mercalli. Da allora, rime a parte, Pino ha pestato i calli a tutti. E non smette ancora, nemmeno con il callifugo. Pino in pensione? Fino alla ricreazione. Lo ha detto…