Vi sarebbe piaciuto vedere il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, a capo chino rassegnare le dimissioni, chieste a gran voce dentro e fuori della sconquassata Arca di Noè ? E invece, come si dice nel materano maccheronico, vi ”dovete crepare in corpo”. Il sindaco non si dimette, a meno che quanti nella maggioranza hanno chiesto verifiche,cambi di passo, riduzione dei componenti di giunta o ingressi, non raccolgano in consiglio le firme per sfiduciarlo. Niente dimissioni e azzeramenti nemmeno sulle richieste fatte da Pd e Api, circa le condizioni per verificare eventuali assunzioni di responsabilità.

Il pesce d’aprile l’ha fatto ”L’avvocato”, nonostante il solito incontrollato passaparola interessato su facebook, raccolto di prima mattina da alcuni giornalisti, circa ”l’atteso passo indietro del sindaco”, che hanno voluto verificare la cosa contattando l’ addetto stampa del Comune, Antonella Ciervo. Un pizzico di stupore iniziale e poi la precisazione: ”…Mah. non mi risulta -ha detto Antonella- è tutto fermo a ieri”.

Il sindaco ha riposato e si è presentato in conferenza stampa per il ”5G” (ai buontemponi del web avrei consigliato una disquisizione sui cinque punti G dell’Amministrazione, viste le citazioni sull’erotismo del passato) con la verve e l’ironia di sempre, parlando di banda larga, produttività e di un prototipo di cinemAPP.

De Ruggieri, figura navigata della Prima Repubblica, va avanti per la sua strada, e guarda al 2019 e oltre fregandosene delle ”quadriglie” su verifiche ed equilibri di giunta. ”Non mi sono dimesso a febbraio per esempio -ha detto il primo cittadino- perchè dovevo lavorare e continuare a farlo per la città e fare cose come quelle presentate oggi. Voglio conoscere chi vuole sfiduciarmi, ma lo faccia in consiglio. Non accetto la discontinuità drastica, ma vellutata in percentuali contenute…Non si possono tagliare i garretti a un cavallo in corsa e Matera lo è con tutto quanto sta accadendo e con l’interesse crescente, forse non ce ne si rende conto abbastanza, che in Italia e fuori hanno verso di noi in vista del 2019”.

E cita in proposito la caparbietà, il decisionismo, la voglia di rimboccarsi le maniche di quanti, in quel momento, siedono al tavolo per il ”5G”. A cominciare dall’assessore alla Innovazione, Enzo Acito, la cui scelta aveva determinato polemiche ”stellari”, per le competenze nel settore e per aver sbloccato il bando rifiuti da 100 milioni di euro di prossima pubblicazione. E poi il giovane e ‘tecnologico’ ing. Antonio Nicoletti, che ai progetti del futuro ci crede eccome, per finire all’assessore ai Lavori Pubblici Michele Casino animato- da sempre – da senso pratico e operativo.

Il sindaco, e lo ha ribadito, non si priverebbe assolutamente di figure ”preziose” come queste e nè si fa prendere dalla sperimentazioni conflittuali, come quelle attivate da componenti del Pd al Comune di Potenza. Per cui si va avanti in attesa che altri, dentro e fuori dell’Arca di Noè (”nostre costole” come aveva detto il segretario cittadino del Pd Cosimo Muscaridola) si ravvedano o gettino la spugna. Ne dubitiamo, nonostante la pausa momentanea delle primarie del Pd e i contatti palesi o a distanza con il tavolo regionale, tenuti da alcuni consiglieri dell’Arca. Opportunisti? Senz’altro è il segno della perdita di autonomia di Matera.

Contiamo anche sulle autostrade immateriali e con un rapporto più forte con Bari per marciare (si spera) con le nostre gambe, senza dimenticare i rapporti con la Basilicata. Ma,attenti ai colpi bassi. C’è sempre chi si vende per un piatto di lenticchie o per la visibilità sul predellino del potere. Che squallore e occhi aperti! Ma ” così è se vi pare” , per dirla con una nota pièce di Luigi Pirandello,