Senza un progetto per una politica che coinvolga realmente la gente, partendo dai problemi e dal confronto sulle possibili soluzioni, non si va da nessuna parte e ci si arrocca nelle posizioni di potere sopratutto quando le elezioni incombono e non si intendono perdere posizioni. Anzi si bleffa con sè stessi e con quanti vogliono impegnarsi per il rinnovamento o ridurre lo steccato, quel clima di sfiducia, che separa elettori e quel che resta dei partiti.

Vincenzo Menzella, iscritto al Pd, con un passato di amministratore pubblico al Comune di Matera, ma che non ha mai perso la voglia di discutere,anche incavolarsi, per fare politica, non nasconde le perplessità per come si sono svolte le Primarie…con una situazione da strategia preconfezionata e con quell’obiettivo unico a contarsi a voto ”palese” che ha portato agli scontati risultati della vigilia. Così senza diabattito con un programma definito in vista dei possili posizionamenti per le politiche e per interessi da sottobosco.

E quando l’acqua è poca qualcuno rischia di affogare e senza che possa ricevere aiuto anzi in questi casil ”mors tua, vita è d’obbligo. Menzella su quello che ha visto e vissuto è lapidario e sintetizza il suo pensiero con quello che occorre fare. “Le Primarie – dice- sono state essenzialmente una prova di esame per una maturità che è ancora tutta da dimostrare. Il cammino è appena partito. Non fermiamoci e soprattutto nessuno pensi che tutto possa risolversi nelle pratiche della vecchia politica che conosciamo, e che intendiamo combattere”.

Chi condivide queste valutazioni si faccia sentire…altrimenti la fusione a freddo che ha portato 10 anni fa alla nascita del Pd porterà a implosioni e a cocenti delusioni.

L’INTERVENTO DI VINCENZO MENZELLA

Qualche riflessione sul  risultato delle primarie del PD in una Regione che per un periodo troppo lungo ha dovuto registrare la  assenza di una direzione politica eletta attraverso una vera mobilitazione congressuale.
Innanzitutto sulla partecipazione al voto che è stata numericamente significativa pur se sollecitata sooratutto dalla mobilitazione di interessi di gruppo e territoriali,da attese preelettorali, e in ogni caso da sollecitazioni che non si sono certo caratterizzate per differenti visioni politiche o per  originali proposte progettuali, quanto per quella che è apparsa una conta di anime, una manifestazione muscolare, una dichiarazione di intenti.

Il fatto che la partecipazione non sia stata preceduta da una discussione su  differenti tesi politiche la dice lunga sulla condizione di un partito che dovrà ora affrontare il problema urgente di una rigenerazione e della offerta di una visione che recuperi un rapporto reale con un elettorato  che tende ad astenersi quando non  a votare offerte populiste o estremiste.
Senza proposte di  rinnovamento nel progetto e nelle generazioni  viene meno la funzione della politica e finisce con l’esaurirsi il valore di una presenza organizzata nelle istituzioni e nella società quale pretende di essere la nostra.

Registriamo quindi un numero rilevante di partecipanti alle Primarie cui occorrerà ora fornire una ragione per ritrovarsi in una comune solidale e convinta azione politica.  Siamo posti di fronte alla manifestazione di una domanda cui sarà necessario fornire una adeguata offerta di valori,di soluzioni e di proposte che siano manifestazione  di una vitalità destinata a durare nel tempo e a suscitare l’ interesse delle nuove generazioni.

Aggiungo che lo spiegamento di forze che si è registrato ha rivelato un sotterraneo riposizionamento di interessi, lo smottamento di varie clientele e affiliazioni insieme alla affermazione di istanze di rinnovamento che hanno premiato liste apparentemente prive di appeal e di visibili e concreti riferimenti di potere. Fenomeno che appare ancor più chiaro in provincia di Matera dove si osserva con chiarezza una redistribuzione di consensi essenzialmente legata ad una domanda di cambiamento destinata a divenire più esplicita allorché sarà necessario procedere con le modalità delle Primarie (come è assolutamente logico e necessario, vorremmo vedere!) al rinnovo delle cariche provinciali e nella città di Matera. Città nella quale, come a Potenza,  il PD ha vissuto le crisi elettorali e politiche più gravi.  Sarà l’occasione per definire da subito piattaforme congressuali legate alla candidatura di nuovi gruppi dirigenti che si pongano nella condizione di aprire prospettive di autentico rinnovamento soprattutto dove più acuta si è manifestata la caduta di capacità direzionale del pd.

Una speranza viene dal successo di un giovane e sperimentato segretario come Polese, al quale chiediamo  di assumere la guida di un processo che porti il PD a migliorare qualità, progetto, cultura e costume politico così da rispondere efficacemente alla significativa partecipazione alle primarie. Che ha voluto essere insieme  sia la manifestazione di una domanda rivolta alla Politica sia la disponibilità ad una offerta, che pure è venuta dai partecipanti al voto, e che deve farsi apprezzare e condividere dalla comunità lucana. Proprio in un momento nel quale  la dolorosa rottura della nostra unità interna esige che più alta e credibile diventi la nostra proposta  politica, mentre cresce il bisogno di pulizia e di giustizia che si rivolge a noi con una tensione che sarebbe  sbagliato e suicida non assecondare.

Le Primarie sono state essenzialmente una prova di esame per una maturità che è ancora tutta da dimostrare. Il cammino è appena partito. Non fermiamoci e soprattutto nessuno pensi che tutto possa risolversi nelle pratiche della vecchia politica che conosciamo, e che intendiamo combattere.

Vincenzo Menzella
Iscritto  Pd di Matera